Sport

pubblicato il 18 gennaio 2010

Dakar 2010: vince Cyril Despres su Ktm

Terza vittoria per il francese dopo quelle del 2005 e 2007

Dakar 2010: vince Cyril Despres su Ktm
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La penultima tappa, da San Rafael a Santa Rosa, con una speciale di 368 km, l'ha vinta Pal-Anders Ullevalseter, primo "centro" alla Dakar per il norvegese di 41 anni che vanta il titolo di Campione del Mondo Cross Country Rally nel 2004. Il norvegese ha così potuto distanziare Francisco Lopez su Aprilia, con cui ha lottato per la seconda posizione assoluta, di oltre 5 minuti. È stato questo duello il leit motiv della penultima tappa della Dakar 2010 visto che dopo la correzione delle classifiche della 11a tappa, "restituita" al legittimo vincitore Marc Coma, Lopez e Ullevalseter hanno scoperto di sommare dopo 13 giorni di gara lo stesso, identico crono nelle prove speciali, e di essere ex-aequo al secondo posto. I giorni seguenti sono così stati caratterizzati dal duello diretto tra i due contendenti alla piazza d’onore. Nella 12a tappa l’ha spuntata Francisco Lopez, nella 13a è stata la volta di Ullevalseter. All'avvio dell'ultimo giorno di gara il norvegese si è così presentato con un vantaggio di 4’22" sul cileno.

L’ultima tappa, da San Rafael a Buenos Aires, l'ha vinta invece Ruben Faria su Ktm, "gregario" di Despres, arrivato sesto con poco più di 5 minuti di ritardo. Al della 32a edizione della Dakar, con due successi di tappa e un'andatura che gli ha permesso di essere in testa fin dalla terza frazione, Cyrl Despres, il francese "trapiantato" ad Andorra porta a tre i suoi successi personali dopo le vittorie del 2005 e 2007. Al secondo posto si è classificato il norvegese Pal-Anders Ullevalseter che ha così avuto la meglio su Francisco "Chaleco" Lopez, che di tappe ne ha vinte tre portando l'Aprilia bicilindrica 450 ad un debutto davvero incoraggiante.

Nonostante le strozzature imposte dal nuovo regolamento della Dakar, che limita le prestazioni delle monocilindriche 'over 450', sono quindi state ancora le Ktm 690 Rally ad occupare le prime posizioni del podio finale, stavolta a Buenos Aires. Decisamente sfortunata invece la Dakar del Campione 2009, lo spagnolo Marc Coma, per due volte colpito da una forte penalizzazione (22 minuti prima e 6 ore poi) e costretto così ad un inseguimento impossibile. Il vincitore delle edizioni 2006 e 2009 ha concluso al 15° posto.

E non può che far piacere la notizia che le condizioni di Luca Manca sono buone. A dirlo sono i medici dell'ospedale Mudual de Seguridad di Santiago che lo hanno in cura, i quali affermano che le reazioni del 29enne sassarese, caduto il 7 gennaio all’inizio della 6a tappa tra Antofagasta e Iquique, sono migliori delle aspettative.

Primo e secondo posto per Ktm, certo, ma nel complesso è stata anche una Dakar sfortunata per i piloti del marchio austriaco. La Dakar di Marc Coma, Jordi Viladoms e Henk Knuiman si è dovuta inchinare al destino già a partire dalla seconda tappa, quando a Marc è stata inflitta la prima penalizzazione: 22 minuti per un eccesso di velocità. Il 4 gennaio, 3° tappa, Jordi Viladoms cade ed è costretto al ritiro, e le moto di Coma e Knuiman accusano uno strano problema di carburazione. Fino a quel momento Coma era in testa alla speciale. Il 6 gennaio, 5° tappa, Coma è ancora al comando in pieno recupero quando un problema alla ruota posteriore converte una grande giornata in una nuova delusione. Ma non è finita, l’8 gennaio Marc Coma è penalizzato di ben 6 ore perché sospettato di aver sostituito la gomma posteriore durante la speciale. Nelle restanti tappe recupera oltre mezz’ora e 9 posizioni di classifica e vince in totale 5 tappe, oltre un terzo di quelle disputate, ma la somma degli episodi negativi costa a Marc Coma 6 ore e 32 minuti di ritardo. Un osservazione per tentare di rendere oggettivo il fatto che, senza problemi, Despres avrebbe avuto vita difficile nel conquistare la vittoria.
 
Cyril Despres: "Tutte le vittorie sono piacevoli ma questa è particolarmente bella perché è l'affermazione del duro lavoro, dell'esperienza e di un team incredibile, che non ha mai smesso di supportare me e tutti i miei compagni di squadra. Volevamo vincere, lottare duramente e ce l'abbiamo fatta, è davvero fantastico e siamo tutti molto emozionati. Sapevo che avrei guidato la mia moto per 15 giorni e sono esausto, ma lo sforzo si è sciolto all'arrivo in lacrime. Ktm ha avuto un grande ruolo in questa vittoria perché ha creduto molto in noi, scegliendo ogni componente del team e preparando tutto minuziosamente 24 ore al giorno per sette giorni negli ultimi mesi. Non ho mai avuto paura di perdere, semplicemente volevo vincere e questo desiderio è stato più forte della paura. E' stata una dura Dakar, una bella Dakar e sono davvero felice di averla vinta."

Pal-Anders Ullevalseter: "Arrivare secondo è molto più di quanto mi aspettassi. Avevo sognato un risultato simile e ora è realtà. In questa Dakar ho avuto solo bei momenti, nessun problema, nessuna caduta, la moto è andata alla perfezione. Non sono stato certo il pilota più veloce ma ho saputo sfruttare la mia esperienza. So come navigare, conosco la tecnica e sono rilassato. Con la mia prima vittoria di tappa nella penultima frazione ho vissuto una ulteriore bellissima esperienza in soli due giorni, sono davvero momenti grandiosi. Si sta in gioco per settimane per arrivare a momenti come questi e posso dire che per viverli mi sono allenato 25 anni!

Francisco Lopez: "E’ incredibile, non avrei mai pensato di arrivare così in alto, è la realizzazione di un sogno che coltivavo da tanti anni. Dopo le prime tappe sembrava tutto più difficile, ma poi le cose sono andate sempre meglio. Senza i problemi della benzina e della catena chissà cosa sarebbe successo, ma la Dakar è una gara lunga e difficile e queste sono cose che bisogna mettere in preventivo. E’ impossibile passare due settimane senza il minimo problema. La mia Aprilia è stata eccezionale e tutto il team ha fatto un gran lavoro per mettermi nelle migliori condizioni. Per essere una moto e una squadra al debutto, non potevo chiedere di meglio. Il momento più difficile di questa Dakar è stato nella settima tappa, quando ho rotto la catena, quello più bello, a parte la felicità enorme di essere sul podio, quando ho vinto la tappa in Cile, nella mia terra. Ora si tratta di mettersi subito al lavoro per continuare lo sviluppo della moto ed essere sempre più competitivi, per poter puntare alla vittoria nella prossima Dakar."

Ora si guarda già al 2011, dopo 15 giorni di gara e quasi 9.000 chilometri attraverso Argentina e Cile, il conteggio finale dice che dei 151 piloti moto schierati alla partenza di Buenos Aires il primo gennaio, 87 l’hanno conclusa dopo le 14 tappe rientrando nella Capitale argentina. È stato un rally animato da molti colpi di scena, rattristato dal brutto incidente di Luca Manca e realmente combattuto, dopo la penalizzazione di Coma, solo per i due gradini più bassi del podio e per le posizioni di metà classifica. I bagni di folla sono stati anche stavolta una caratteristica della "Dakar" sudamericana, e a quanto pare le richieste per riportare per la terza volta l’evento in questa appassionata Regione dell’America Latina è già altissima.

Autore: Redazione

Tag: Sport


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