Attualità e Mercato

pubblicato il 30 dicembre 2009

I rischi su due ruote a Roma secondo l'Aci

Poco protetti e molto disinvolti

I rischi su due ruote a Roma secondo l'Aci

I romani lo sanno bene e chi è stato a Roma se ne sarà sicuramente accorto: muoversi nel traffico della capitale in automobile significa mettere in conto tempi di percorrenza spesso spropositati rispetto alla distanza da coprire. Così, con il passare degli anni, sempre più utenti della strada si sono "convertiti" alle due ruote, andando ad alimentare un parco circolante che, tra scooter e moto, ammonta a circa 700.000 veicoli!

Curato dalla fondazione "Filippo Caracciolo" dell’Aci e risultato di una ricerca condotta con il Reale Automobile Club della Catalogna e il patrocinio della Fia Foundation, il rapporto "La sicurezza dei veicoli a due ruote nel Comune di Roma" delinea una situazione preoccupante per l’incolumità di chi si sposta a bordo di motocicli, scooter e ciclomotori.

Utilizzando l’analisi dei dati statistici, l’osservazione dei comportamenti di guida e l’espletamento di un congruo numero di interviste ad utenti delle due ruote, è emerso come il 55% degli scooteristi che circolano nella Capitale siano rimasti coinvolti in incidenti stradali riportando lesioni nel 67% dei casi. Questo accade nonostante il 61% dei conducenti abbia un’esperienza di guida su due ruote pari o superiore a 10 anni, il che dovrebbe metterli, almeno parzialmente, al riparo da comportamenti e situazioni potenzialmente pericolose.

Invece la realtà è che la maggior parte di essi non ha specifiche conoscenze su alcune elementari tecniche di guida sicura, trascura il veicolo compromettendone la sicurezza attiva, non indossa abbigliamento protettivo (4 su 10 non usano giacche specifiche e 6 su 10 non indossano i guanti) e, peggio ancora, ha uno stile di guida troppo disinvolto, con manovre spesso non consentite e in certi casi ai limiti del buon senso.

"La ricerca misura il deficit formativo dei conducenti di veicoli a due ruote – afferma Enrico Gelpi, presidente dell’Aci - imputabile anche a un vuoto normativo da colmare al più presto. Da una parte, verso i giovani, con l'istituzione della prova pratica per il patentino, come previsto nel Testo unificato sulla sicurezza stradale varato dalla Commissione Trasporti della Camera ed oggi al vaglio del Senato. Dall'altra, con l'obbligo di frequentare un corso di guida sicura entro tre anni dal conseguimento della patente. Lo studio mostra come i conducenti con un profilo di rischio più alto siano gli over 35, a dimostrazione della necessità di maggiore formazione per tutti, non solo per i neo-patentati. Le Case possono contribuire ad innalzare gli standard di sicurezza dei veicoli, estendendo a tutti i modelli il freno a disco su entrambe le ruote e proponendo l'Abs almeno come optional. Dovrebbe poi essere obbligatorio l'uso di abbigliamento tecnico protettivo".

Lo studio ha inoltre permesso di realizzare una sorta di mappa della rischiosità per i motociclisti delle strade romane: ad esempio una strada caratterizzata da traffico quotidiano intenso come via della Borghesiana ha il terrificante record di 115 morti ogni 1000 incidenti, un dato che nemmeno a una gara massacrante come la Dakar si è mai visto.

L’incidentalità però non è solo colpa dei centauri. Le strade capitoline sono tra le più dissestate e molte vie sono in pessime condizioni, contribuendo alla necessità di manovre improvvise per evitare buche e tombini, con le conseguenze che si possono immaginare.

Autore: Redazione

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