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pubblicato il 14 dicembre 2009

WSBK: Biaggi e l'Aprilia candidati al titolo?

Presto per tirare le somme, ma la RSV4 2010 è già molto veloce...

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La storia è piena di "temponi" fatti durante i test invernali che poi hanno perso tutto il loro significato quando la stagione è iniziata. Solo per citare i primi che vengono in mente, il sottoscritto ricorda titoloni a sensazione per crono-monstre fatti da Edwards, Kato, Pedrosa, durante i test invernali. Prestazioni probabilmente figlie di condizioni ideali (ci sono manager che i piloti li mandano fuori nell’orario con temperatura ideale, con la gomma più adatta al giro secco, serbatoio quasi vuoto e mappatura "non fate prigionieri" apposta per far parlare del pilota e dello sponsor, anche a costo di interrompere il lavoro di sviluppo) che poi, nel weekend di gara, non hanno trovato il minimo riscontro.

SCETTICISMO MA...
Il tutto per dire che lo scetticismo in merito alle prestazioni ottenute nei test invernali – dove, ricordiamocelo, il pilota non ha pressione addosso, magari non tutti tirano con la stessa motivazione, e non tutti si punta al primo posto – è sempre una buona filosofia. Ma vale comunque la pena di osservare con un po’ più d’attenzione i test appena conclusi a Valencia, perché potrebbero dirla lunga in merito ai valori in campo. Il ragionamento è molto semplice: seguiteci…

BMW: SE ARRIVASSE TARDOZZI...
Intanto, mettiamo le mani avanti: erano assenti Ducati e BMW. La prima è la squadra più forte del mondiale, senza se e senza ma. La sconfitta incassata quest’anno non incrina minimamente questa convinzione: nessuno come Ducati Corse si impegna nel mondiale Superbike, e pur con un mezzo probabilmente un po’ "impiccato" a livello di sviluppo – l’anno prossimo dovrebbero rinunciare anche all’acceleratore ride-by-wire, che non è presente sul modello di serie – sono comunque il team da battere, con due dei piloti più forti della griglia. E sarebbe molto sciocco anche sottovalutare BMW. Se dovesse concretizzarsi l’arrivo di Davide Tardozzi – che il manager ravennate stia trattando con la casa tedesca è il classico segreto di Pulcinella – e l’elettronica usata in gara facesse il salto di qualità, sarebbero sicuramente dei bruttissimi clienti, date retta.

FULMINE BIAGGI
Detto questo, torniamo a Valencia. C’erano diversi piloti molto motivati a fare sensazione. Leon Haslam, che voleva convincere tutti del fatto che le prestazioni dello scorso anno fossero figlie dei problemi della Honda, non del suo manico, e che con la Suzuki la musica sarebbe cambiata. Neukirchner, che voleva dimostrare lo stesso concetto a marche invertite – e il fatto che non ci sia riuscito dovrebbe far riflettere. Crutchlow e Toseland, ansiosi di conquistare il ruolo di erede di Spies. Insomma, l’atmosfera non era da ultimo giorno di scuola, soprattutto considerando che, pur senza usare (o almeno lo speriamo…) gomme da qualifica, il tempo di Biaggi – e quindi dei primi, visto che il distacco era piuttosto ridotto – è stato di pochi decimi superiore a quello che è valsa la pole a Spies a suo tempo.

L'APRILIA C'E'
Il punto è semplice: l’Aprilia ha risolto i problemi di gioventù. La RSV4 che avevamo visto ad inizio stagione non è la stessa che l’ha finita, credo che tutti possano rendersene conto: il motore è, se non il riferimento assoluto, sicuramente veloce quanto le migliori avversarie, la ciclistica è a punto e l’elettronica (ci mancherebbe altro) pure. Biaggi e Nakano, ma probabilmente anche Hofmann, hanno fatto un ottimo lavoro di sviluppo, per cui possiamo tranquillamente dire che, archiviata la stagione di debutto, ora la quattro cilindri di Noale è matura per puntare al titolo. Il fatto che Camier sia andato subito forte ne è una conferma. L’inglesino ha vinto il titolo BSB, è vero, ma non è un fenomeno: il livello della serie britannica non è sicuramente quello di qualche anno fa, diciamocelo.

TITOLO A NOALE? POSSIBILE
E quindi? Quindi, il sottoscritto sarebbe quasi tentato di puntare su Aprilia per il titolo 2010. La casa di Noale ha praticamente solo la Superbike su cui concentrarsi, gli avversari sono forti ma non fortissimi (a buon intenditor…) dopo la partenza di Spies, e la moto, stavolta, c’è. Cosa può andare storto? Teoricamente nulla, ma sempre teoricamente, anche nel 1999 e 2000, ritiratosi Doohan, sembrava che il mondiale 500 fosse quasi una passeggiata per Biaggi. E invece qualcosa non ha funzionato. Dita incrociate (o mani nelle zone intime, se preferite…) e pensiero positivo. Aprilia, buon natale ma, soprattutto, buon 2010. Potrebbe essere quello del colpaccio.

Autore: Edoardo Licciardello

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