Sport

pubblicato il 7 dicembre 2009

La 250 è morta...viva la Moto2!

Un fermento del genere nella classe cadetta non si vedeva da anni

La 250 è morta...viva la Moto2!
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Alt, fermi lì con i randelli. Prima che commettiate qualche sciocchezza, facendo molto male al sottoscritto, sia messo a verbale che l’imputato tollera il regolamento monomotore come male necessario e ha amato tantissimo la classe 250. Ma la classe 250 fino alla fine degli anni ’90, tutt’al più dell’inizio di questo decennio, non certo quel monomarca de facto a cui si era ridotta la categoria negli ultimi anni, con la sola Aprilia travestita da Gilera o Derbi a partecipare ufficialmente, con qualche sprazzo di KTM e strascico di Honda.

LE CASE SI POSSONO RITIRARE. I TEAM...
Il fatto è che, monomarca per monomarca, tanto valeva incoraggiare team e preparatori a partecipare con un regolamento più aperto, perché, come fa argutamente notare quel vecchio volpone di Hervé Poncharal (che un team nel motomondiale, zitto zitto, lo fa correre da più di dieci anni, senza i fasti ma nemmeno…i botti di Pons o altri), le case possono tagliare l’attività agonistica da un giorno all’altro, visto che la loro attività principale è la produzione e vendita di moto, mentre i team o corrono o si trovano un altro lavoro, quindi la motivazione è ben diversa. Pare che Carmelo Ezpeleta abbia ascoltato con grande interesse…

GRANDE FERMENTO
Torniamo quindi alla Moto2: c’è un fermento che non si vedeva da anni. Tantissime proposte: da quella del team Tech 3, che si è realizzata tutto in casa come i "colleghi" del team Scot, al "modello base" offerto da Moriwaki, che ricalca perfettamente la vecchia filosofia Honda RS (la 125 veniva offerta per una miseria, ma con i cerchi a raggi…), passando per le proposte intermedie RSV, STR o BQR per arrivare al "pacchetto pronto gara" che avrebbe dovuto offrire Aprilia e che è stato tagliato con il comunicato più volte citato. A proposito, qualcuno maligna che la faccenda sia passata direttamente sotto la mannaia di un Colaninno, stanco delle discussioni fra Leo Mercanti e Gianpiero Sacchi...che da Valencia sembrerebbero aver discusso ininterrottamente sulle responsabilità in merito alla mancata conquista del titolo mondiale...

SHAKEDOWNS A GO GO!
Ma torniamo alla Moto2. Tutti i team stanno girando il mondo, effettuando shakedowns (ovvero la prima prova dinamica, in questo mondo irrimediabilmente anglofono) dei mezzi su piste di ogni genere - il team Tech3 ha scelto i tracciati di Lédenon e Alés, circuitini belli ma stretti e tortuosi, difficilmente indicativi per una moto che deve correre sui circuiti del mondiale – cercando di far "prendere la mano" ai piloti a moto e gomme completamente nuovi. Si, perché, piaccia o meno, di riscontri al momento attuale ce ne sono davvero pochi a disposizione.

ALMENO COME UNA 250
Si è fatto un gran parlare dei tempi staccati dalle Moto2 durante i primi test del lunedì immediatamente successivo alla gara di Valencia, che avrebbero garantito a tre piloti un posto sulla griglia della MotoGP (e poi ci si stupisce se ad Ezpeleta vengono strani pensieri su come rinfoltire l’ordine di partenza della classe regina…) per poi scoprire che c’erano di mezzo dei transponder truffaldini e vedere i cronologici ridimensionati su prestazioni di buon valore, grossomodo sui tempi della 250. Il che, considerando che si tratta di mezzi ancora tutti da sgrossare e in allestimento giocoforza provvisorio, non è affatto male.

SI TORNA A PARLARE DI TECNICA
I motori Honda che verranno utilizzati in gara, infatti, arriveranno solo a febbraio, per cui i team si stanno arrabattando con quello che trovano. C’è chi corre con motori di serie con scarico e poco altro, e chi usa bombe atomiche innescate, roba da 500km prima di buttare via pistoni, albero e imbiellaggio. Difficile aspettarsi riscontri affidabili. E non va trascurato il fatto che anche le gomme forse non sono ancora quelle definitive: Dunlop aveva iniziato mettendo a disposizione gli pneumatici usati in 250, per poi passare a dimensioni più vicine a quelle delle SBK – posteriore da 190 e passa, anteriore corrispondente del 120/70.

E' UNA BRUTTA COSA?
Insomma, è ancora tutto da definire. Ma è bello, per una volta, e in questi tempi di crisi, vedere tanti nomi di fornitori tecnici – solo per le sospensioni si parla di Ohlins, WP, Showa e Kayaba, roba che non si vedeva dallo scorso millennio nel paddock del motomondiale! – che debutteranno o torneranno ad essere presenti alla ribalta mondiale. E’ vero, non è più un campionato per case, è riservato ai team e/o ai preparatori. Dove sta scritto che è una brutta cosa?

Autore: Edoardo Licciardello

Tag: Sport


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