Tecnica

pubblicato il 21 novembre 2009

Ducati Multistrada 1200: RBW, DTC, DES e ABS

Quattro sigle per un 'pieno' di elettronica

Ducati Multistrada 1200: RBW, DTC, DES e ABS
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La Multistrada 1200 è un prodotto importantissimo per Ducati, non solo perché il suo sviluppo ha richiesto molti mesi e molte risorse, sia economiche che umane, ma anche perché rappresenta un chiaro messaggio sull’importanza che la Casa di Borgo Panigale dà al segmento delle moto tuttofare, probabili regine delle vendite in un futuro non troppo lontano. Non è un caso infatti che, per la prima volta, non sia la supersportiva di punta, la superbike, a rappresentare la massima espressione della tecnologia che il Costruttore è in grado di esprimere.

RINNOVAMENTO PROFONDO
Fino ad oggi il motore 4 valvole ad acqua, prerogativa delle superbike, era "sceso" di categoria solo sul Monster (per le versioni più sportive, dall’S4 del 2000 alla S4RS del 2007) e, lo scorso anno, sulla Streetfighter. Forse nessuno si aspettava che per la sostituta della vecchia Multistrada 1100 Ducati avrebbe osato la carta del Testastretta, invece il miglior motore Ducati non solo è il cuore del nuovo progetto ma è stato addirittura sviluppato con una configurazione ad hoc per la nuova Multistrada 1200.

QUATTRO MOTO IN UNA
Durante la sua presentazione al recente Salone di Milano, Eicma 2009, il Direttore Generale di Ducati Motor Holding, Claudio Domenicali, si è lungamente soffermato sulle caratteristiche tecniche di questo importante modello e su quella che lui stesso ha definito "quattro moto in una".
"Nel progettare la Multistrada 1200 – spiega Domenicali – abbiamo pensato a quale fosse la moto dei nostri sogni. Doveva andare forte in pista come una 1198 ma essere facile da guidare e comoda, infaticabile nei lunghi viaggi e con un carattere inconfondibile. Il motore ideale non poteva quindi che essere anche il più bello… quello della superbike!"

UN MOTORE AD HOC
Il motore della Multistrada 1200 si chiama ‘Testastretta 11°’, è figlio del Testastretta sportivo ma in versione specifica per ottenere tutta una serie di altri vantaggi legati alla dolcezza dell’erogazione. Prosegue Domenicali: "Per questa moto abbiamo sviluppato il concetto di ‘Riding Mode’, un’elettronica di gestione sofisticata che interviene su mappature, controllo di trazione e assetto e che permette di cambiare indole alla moto solo con un clic, un po’ come avere in garage quattro moto diverse".
Una curiosità: prima che fosse svelato il suo nome erano state ipotizzate diverse denominazioni, la più accreditata delle quali era "Stradaperta", ma poi Ducati ha deciso di proseguire sulla via tracciata dalla precedente Multistrada, un nome che nell’ultima fase di definizione del progetto è apparso il più appropriato.

SPORT, TOURING, URBAN, ENDURO
A bordo della Multistrada 1200 i ‘riding mode’ possibili sono quattro. Impostandola su ‘Sport’ il motore eroga tutta la potenza (150 CV) in maniera abbastanza diretta, il Traction Control viene impostato sul livello 3, percettibile ma non invasivo e, solo sulla versione S che prevede la regolazione elettronica delle sospensioni, viene regolato un assetto sportivo, tendenzialmente rigido. In ‘Touring’ c’è ancora tutta la potenza a disposizione ma erogata in maniera più dolce ai bassi e medi regimi, il Traction Control viene impostato al livello 5 e l’assetto delle sospensioni è orientato al comfort. In modalità ‘Urban’ la potenza viene limitata a 100 CV e con un’erogazione molto morbida, il controllo di trazione tiene conto della possibilità di incontrare sporco, brecciolino o fondi viscidi e quindi è impostato al livello 7, e le sospensioni vengono regolate per assorbire al meglio le buche e le strade spesso dissestate delle città. Non è una vera moto da fuoristrada ma visto che sugli sterrati ci può andare c’è anche il Riding Mode ‘Enduro’: anche in questo caso la potenza è limitata a 100 CV, il Traction Control viene quasi escluso (livello 1, si può derapare ma non si arriva a cadere) e l’assetto viene complessivamente alzato per offrire maggiore escursione delle sospensioni.

ELETTRONICA A GO GO
Se quindi facciamo il conto dei dispositivi elettronici di bordo troviamo ben quattro "aggeggi" preposti a rendere vita facile al pilota, con variazioni sulle tarature tali da adattarsi ai diversi usi previsti. Il primo, quello che in pratica sottintende a tutti gli altri, è il Ride by Wire, il comando del gas senza cavi. Il secondo è il DTC (Ducati Traction Control), capace di 8 livelli di intervento, c’è poi il DES (Ducati Electronic Suspension), di serie solo sulla versione "S" e l’ABS, optional per il modello base. Sulla Multistrada 1200 viene poi introdotto il cosiddetto "Hands Free", ovvero il portachiavi con sensore di prossimità e trasponder che elimina il blocchetto di contatto e permette di avviare il motore agendo solo sull’apposito tasto purché ci si trovi nel raggio di 2 metri (e in caso di smarrimento si può usare un ‘pin code’).

TESTASTRETTA 11°
Motore realizzato ad hoc abbiamo detto, ma perché è definito "11°"? Questo valore si riferisce al cosiddetto "incrocio" dell’apertura delle valvole di aspirazione e scarico, ovvero l’intervallo, espresso in gradi di rotazione dell’albero motore, durante il quale le 4 valvole sono aperte contemporaneamente: da esso normalmente dipende il rendimento volumetrico della combustione, ma anche la sua regolarità. Sul motore da 1199 cc in versione superbike questo intervallo è di 41° mentre sulla Multistrada 1200 è di soli 11°. Grazie a questo stratagemma i tecnici Ducati sono riusciti a depotenziare il motore Testastretta senza snaturarlo ma, soprattutto, conferendogli grande dolcezza di erogazione ai bassi regimi. E i vantaggi colleterali sono anche maggiori: la potenza massima è di 150 CV a 9.250 giri e la coppia massima è pari a 119,8 Nm a 7.500 giri ma a 4.000 giri c’è già molta "schiena" e addirittura fino a 6.750 giri il motore della Multistrada 1200 è più brillante di quello della 1198! Gli 11° di incrocio poi rendono la risposta alle piccole aperture del gas dolcissima, anche con la mappa "Sport" impostata, mitigando moltissimo il cosiddetto effetto "apri-chiudi" nella gestione del gas. Gli altri vantaggi risiedono nella riduzione dei consumi (fino a un -15%) e delle emissioni di gas incombusti (-65%) grazie al minore "ricambio" dovuto al ridotto "incrocio".

VELOCITA’ MAX IN QUINTA
Trattandosi di una moto destinata anche alle lunghe percorrenze è stata scelta una rapportatura del cambio con sesta marcia overdrive e così la velocità massima, superiore ai 240 km/h reali, si raggiunge in quinta. Con la predisposizione di un Riding Mode ‘Urban’ si presuppone che della moto possa essere fatto un intenso uso nel traffico cittadino, con continui cambi marcia; ecco allora che la frizione è in bagno d’olio (quindi silenziosa) e servoassistita per la massima morbidezza di azionamento. Ma siccome c’è anche una mappa ‘Sport’ in Ducati hanno pensato bene di non far mancare alla Multistrada 1200 l’antisaltellamento, necessario in pista ma sempre utile anche su strada.

DES ANCHE "A MANO"
La versione "S" dispone di serie delle sospensioni a controllo elettronico; le regolazioni sono dettate dall’impostazione di uno dei 4 Riding Mode disponibili e sulla base del carico della moto (guida a solo, con passeggero, a pieno carico) e la modifica del set-up avviene per mezzo di quattro motorini elettrici passo passo. La regolazione sulla forcella è possibile per la frenatura idraulica sia dell’estensione che della compressione, mentre sul monoammortizzatore viene regolato anche il precarico della molla. Staranno già storcendo il naso i puristi dell’assetto, quelli che "lo so io come regolarmi le sospensioni"… Ebbene, i progettisti Ducati hanno pensato anche a loro, infatti tramite i comandi sul cruscotto è possibile regolare forcella e monoammortizzatore secondo i propri gusti e in maniera indipendente dai valori preimpostati. E dato che abbiamo citato il cruscotto, quello della Multistrada 1200 è completamente digitale a cristalli liquidi, con una porzione a matrice per le informazioni del computer di bordo.

ALTRE CHICCHE
Il peso è stato contenuto in soli 189 kg a secco, grazie al telaietto anteriore in magnesio, al telaietto reggisella tenuto insieme da un componente strutturale in tecnopolimero, alla parte del telaio a traliccio ottimizzata negli spessori e nei rinforzi, al leggero monobraccio in alluminio e ai carter motore realizzati con il procedimento Vacural. C’è poi un serbatoio da 20 litri di capacità realizzato con tecnologia ‘moulding’ e che grazie alla sesta overdrive e ai consumi ridotti è capace di assicurare fino a 400 km di autonomia alla velocità di 120 km/h. Per la Multistrada 1200 sono poi stati messi a punto da Pirelli i nuovi Scorpion Trail nelle misure 120/70-17" e 190/55-17". Si tratta di pneumatici bimescola (più morbida sulle spalle), con scolpitura entro/fuoristrada e pochi intagli sulle estremità del battistrada per garantire il massimo grip agli angoli di piega estremi.

FUORI I NOMI
E’ stato Claudio Domenicali in persona, Direttore Generale di Ducati Motor Holding, a spiegare nei dettagli com’è fatta la nuova Multistrada 1200, ma al termine della presentazione ha giustamente voluto chiamare sul palco di Eicma gli artefici di questo nuovo importante modello: il designer Gianandrea Fabbro (lo stesso della 1098/1198), il responsabile della progettazione Claudio Cracchi, il project engineer Federico Sabbioni e il product manager Mario Alvisi.
Della nuova Multistrada 1200 ora sapete tutto, non vi resta che provarla!

Autore: Costantino Paolacci

Tag: Tecnica


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