Epoca e Classiche

pubblicato il 1 novembre 2009

Kawasaki: 25 anni di sportive Ninja

Dalla strepitosa GPZ900R alle ultime ZX-6R e ZX-10R

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Bisogna avere almeno 35 anni di età per ricordare con una certa nitidezza l'effetto che fece alla fine del 1983 il lancio sul mercato della Kawasaki GPZ900R Ninja. Era la prima moto prodotta in serie dotata di un motore 4 cilindri in linea raffreddato a liquido e con distribuzione a 16 valvole. La cilindrata era di 908 cc e la potenza massima dichiarata di 115 CV, per una velocità massima superiore ai 240 km/h! Aveva telaio in acciaio, freni a disco e sulla prima serie ruote da 16 pollici all'anteriore e 18 pollici al posteriore, misure molto in voga in quegli anni anche nelle competizioni. E' stata commercializzata, non su tutti i mercati, fino al 2003 (versione Final Edition), attraversando quasi vent'anni di storia motociclistica con il suo immutato fascino 'anni Ottanta'. Da questo modello Kawasaki derivò un paio di anni dopo la GPZ1000RX da 997 cc e 125 CV che però non si fregiava del titolo di 'Ninja'.

NASCE LA 'SUPERSPORT'
Nel 1985 è la volta della media cilindrata. Nasce la GPZ600R, indimenticata supersportiva che contribuì in maniera sostanziale alla nascita di un segmento, quello delle 600 cc ad alte prestazioni completamente carenate, oggi protagoniste del Mondiale Supersport. La cilindrata era di 592 cc suddivisa tra i 4 cilindri con distribuzione bialbero a 4 valvole per una potenza massima di 75 CV a 10.500 giri. Caratterizzata esteticamente dal doppio scarico e da una "cintura" del telaio in acciaio integrata nell'avvolgente carenatura, aveva freni a disco e ruote da 16 pollici sia all'avantreno che al retrotreno. Dal 1986 al 1989, seguendo l'esempio della 1000 cc, nascono prima la GPX750R (106 CV a 10.500 giri) e poi la GPX600R, quest'ultima tecnicamente del tutto simile alla GPZ600R ma dalle linee più squadrate.

PARENTESI ZZR 600
Dire "ZZR" fa pensare subito alle grosse e potenti sport-touring da 1100, 1200 e, oggi, 1400 cc, moto che nell'arco di circa vent'anni anni, hanno solcato le strade con i loro strapotenti motori a 4 cilindri. La capostipite fu la ZX-10 del 1988 e citarle nell'ambito della storia delle Ninja ha un senso per due motivi: il primo è che sul mercato nordamericano erano denominate non "ZZR" ma, ad esempio"ZX-11 Ninja", il secondo è che, parlando delle 600 cc, rappresentarono il 'trait d'union' tra le GPZ-R/GPX-R degli anni Ottanta e le prime ZX-6R della fine degli anni Novanta. Inoltre, a seconda dei mercati, Kawasaki ha sfruttato il nome "Ninja" per una gran varietà di modelli, dalla recente Ninja 250R bicilindrica in linea, alla "Ninja 650R", niente altro che quella conosciuta da noi come ER-6f. La ZZR600 del 1990 sviluppava 100 CV 11.500 giri. In Giappone esisteva anche la ZZR400 da 53 CV a 11.000 giri

INDIMENTICATA ZXR
Non era una "guerriera" Ninja ma nel cuore degli appassionati di moto supersportive ha lasciato il segno. Parliamo della ZXR 750, nata nel segno del Mondiale Superbike nel 1989 e poi evolutasi nella ZX-7R (e ZX-7RR, con cambio ravvicinato e altri accorgimenti racing). La "settemmezzo" di Akashi era una vera bomba, con ciclistica modernissima (telaio e forcellone in alluminio, sospensioni regolabili) e un motore da 749 cc che nelle varie versioni in cui è stato proposto fino al 2003, sviluppava dai 107 ai 121 CV. E' con questa moto che la "verdona" si è imposta sulle avversarie soprattutto nell'AMA Superbike e che Kawasaki ha vinto nel 1993 l'unico Mondiale SBK con Scott Russell. Apprezzatissima anche in Italia la versione piccola, la ZXR 400 da 398 cc, un vero peperino che frullava fino a 13.000 giri ed erogava 65 CV. Mai arrivata ufficialmente in Italia invece la ZXR 250, sempre a 4 cilindri, da 45 CV a 16.000 giri con possibilità di allungo fino a 18.000 giri!

IL PERIODO '900'
L'era per così dire moderna comincia con il lancio, alla fine del 1993, della ZX-9R Ninja da 899 cc, strapotente supersportiva da 139 CV a 10.500 giri (poi 141) che della sorellina superbike manteneva l'indole corsaiola sviluppandola in ottica "900", cilindrata letteralmente ripescata da Honda un anno prima con il lancio della fenomenale CBR900RR Fireblade. La prima serie era un po' pesante (215 kg a secco) ma proprio per questo la tendenza all'impennata era piuttosto ridotta a tutto vantaggio delle doti di accelerazione, davvero furibonde. Negli anni successivi viene aggiornata in pochi dettagli e nelle colorazioni, fino al 1998, quando esce la versione riprogettata e alleggerita: la potenza sale a 143 CV a 11.000 giri e il peso scende a 183 kg a secco! Una delle migliori Ninja di sempre, con una erogazione sovrapponibile alle 1000 cc attuali per tutto l'arco di giri, allungo escluso. E' stata in listino fino al 2003.

LE 600 MODERNE
Nel 1995 comincia l'era ZX-6R che, sviluppo dopo sviluppo, arriva fino ai giorni nostri. La prima serie cominciò la carriera con il piede giusto: 599 cc, 105 CV a 12.500 giri, 182 kg a secco e ovviamente telaio in alluminio e sospensioni regolabili; solo il forcellone aveva un aspetto un po' povero ma non erano ancora i tempi delle sovradimensionate strutture con capriata. Si arriva così fino al 1999, con modifiche di dettaglio, perché un modello davvero nuovo viene presentato solo nel 2000. Carenatura, frontale, gruppo ottico, presa d'aria e codone sono nuovi, così come il forcellone e le doti di erogazione del motore, che arriva a sviluppare 112 CV a 12.500 giri. E' una delle migliori Ninja 600 di sempre, tanto che nel 2001 Fabien Foret regala a Kawasaki l'unico titolo Mondiale Supersport vinto dalla Casa di Akashi. La cilindrata "fuori quota", la famosa '636', nasce con questa versione nel 2002, un anno prima del lancio di un modello completamente nuovo. Per la prima volta una "600" supera i 110 CV alla ruota (sono 118 all'albero) e la mossa si rivela azzeccata perché sul mercato la Ninja 636 piace e conquista per le ottime doti di coppia oltre che di potenza.

IL MOSTRO DA 1.200 CC
E' il 2000 quando Kawasaki, desiderosa di esprimersi sul piano delle superpotenze come già facevano Suzuki con la Hayabusa e Honda con la CBR1100XX, dà vita alla ZX-12R, un mostro da 1199 cc e 185 CV a 10.000 giri, capace di una velocità massima di oltre 300 km/h. Ha un telaio monoscocca che funge anche da serbatoio benzina (come le attuali ZZR 1400 e GTR 1400) e un'aerodinamica studiata in galleria del vento. Mostruoso anche il pneumatico posteriore, un 200/50-17" studiato appositamente da Dunlop per consentire alla verdona 1200 di scaricare meglio a terra l'incredibile potenza.

ZX-6R DOPPIA, 636 E 600 CC
Nel 2003 arriva una nuova incredibile ZX-6R Ninja, in due versioni, 636 cc e 599 cc. La seconda è denominata ZX-6RR perché è destinata alle competizioni ed ha dotazioni tecniche lievemente differenti (pistoni forgiati, antisaltellamento e kit racing con centralina ad hoc). La nuova Ninja 636 è la prima supersport di serie a presentarsi al pubblico con forcella rovesciata, pinze radiali e pompa radiale, una vera racer che infatti piace tantissimo agli appassionati della guida in pista e va effettivamente fortissimo, grazie ai 117 CV a 13.000 giri del suo motore e al peso a secco di soli 161 kg. Resta in produzione per soli due anni, fino al 2004.

2004, LA REGINA!
Per equilibrare gli sforzi progettuali è consuetudine dei costruttori giapponesi alternare il lancio dei nuovi modelli 600 e 1000 delle loro supersportive. Kawasaki non sfugge alla regola e così nel 2004 presenta la prima indimenticata ZX-10R (la cilindrata era di 998 cc). Provate a chiedere a un qualsiasi appassionato quale sia la Ninja 1000 più cattiva di sempre, vi risponderà senza indugio: "il modello 2004"! Interasse compattissimo (1.385 mm, come una 600!), potenza stratosferica (175 CV a 11.700 giri), peso piuma (170 kg a secco) e una geometria dell'avantreno a dir poco agilissima. Dalla stampa specializzata fu definita all'unanimità "nervosa", ma il bello era proprio questo: in sella a questa prima incredibile ZX-10R ci si sentiva un po' piloti e riuscire a domarla era una vera libidine! Aveva sospensioni pluriregolabili, un poderoso telaio in alluminio e un forcellone con braccio sinistro dotato di capriata e braccio destro a "banana" per far passare lo scarico in posizione laterale e sparato verso l'alto!

INVERSIONE DI TENDENZA
Il 2005 segna invece un'inversione di tendenza sul "fronte 636". La più piccola delle Ninja ingrassa leggermente (da 161 a 164 kg a secco) e assume una linea più affusolata. Lo scarico è sottosella e le quote geometriche della ciclistica sono orientate alla stabilità più che all'agilità. Il motore però è ancora una bomba, con 130 CV a 14.000 giri spinge come nessun'altro nella categoria supersport e rende anche la guida stradale divertente e facile. E' proposta anch'essa in versione ZX-6RR da 599 cc, per le competizioni, che differisce dalla 636 per caratteristiche della distribuzione più spinte, un cambio con rapporti ravvicinati e sospensioni più raffinate. Per il 2006 resta praticamente invariata.

UNA 1000 "MORBIDA"
Nel 2006 Kawasaki conferma la tendenza alla "umanizzazione" delle sue supersportive e presenta una ZX-10R dall'aspetto molto "endurance", con linee morbide, doppio scarico sottocodone e un comportamento dinamico più docile grazie alle quote ciclistiche più "aperte". La potenza rimane invariata, 175 CV a 11.700 giri, ma il motore ha la bancata dei cilindri più inclinata (da 20 a 23°) per caricare meglio l'avantreno. Su questa versione debutta anche il "gommone" posteriore da 190/55-17", necessario a sfruttare le migliori gomme in mescola offerte dai diversi produttori di pneumatici. Anche questo modello resta "in vita" due anni.

BELLA E INCOMPRESA
Arriva il 2007 e con esso una delle Ninja 600 forse meno apprezzate.Perché? Appena lanciata buona parte della stampa specializzata si sperticò in lodi su stabilità e rigore dell'avantreno salvo poi rimangiarsi tutto in occasione delle comparative, quando un'avantreno fin troppo piantato faceva apparire la bella Ninja meno agile rispetto alle concorrenti. La linea era molto piacevole, anch'essa in stile endurance, con fari piccoli e un bel codone affusolato dal quale spuntava il silenziatore di scarico molto ben integrato nella linea del posteriore. Fu abbandonata la strategia "oversize" dei 636 cc e la cilindrata tornò ad essere unica, solo 599 cc. Il motore era grintosissimo, capace di 125 CV a 14,000 giri per spingere un peso a secco di 167 kg, leggermente sopra la media delle migliori concorrenti. Questo modello è rimasto in listino invariato anche nel 2008, fino alla presentazione dell'ultima eccellente ZX-6R model year 2009.

RITORNO ALLE ORIGINI
Gli ultimi due modelli della "saga" Ninja, fanno segnare un ritorno alle origini. Sia la ZX-10R del 2008 che la ZX-6R del 2009 tornano ad essere molto leggere e agili pur senza diventare nervose come le loro mitiche progenitrici. Per la 1.000 i cavalli dichiarati sono 188 a 12.500 giri, per la 600 cc 128 a 14.000 giri. Esteticamente la somiglianza è notevole, con carene sfaccettate, scarico laterale e gruppi ottici sfuggenti con lenti di piccolo diametro. In pista le due Ninja di ultima generazione sono puro godimento, garanti di un allungo infinito, staccate molto stabili (la ZX-6R ha la nuova forcella Showa BPF) e ottime doti di trazione. Per tutti i dettagli e la prova completa vi rimandiamo ai nostri test in pista (ZX-6R e ZX-10R) sui circuiti di Le Luc e Misano Adriatico.
Per i nuovi modelli ci sarà da aspettare ancora un po': 2011 per la 1000 e 2012 per la 600 cc. Intanto godetevi queste!

Autore: Costantino Paolacci

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