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pubblicato il 30 ottobre 2009

MotoGP: Stoner è tornato e fa paura

Cosa c'è dietro la rinascita del canguro di Borgo Panigale?

MotoGP: Stoner è tornato e fa paura
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Beh, lo diciamo subito: non lo sappiamo. Finché qualcuno non si degnerà di spiegarci qual era il problema di Stoner, non potremo mai sapere come mai sia bastata una pausa di caccia e pesca dall'altra parte del mondo per tornare quel pilota micidiale di un anno fa. Vale però la pena di farsi una domanda: siamo sicuri che sia esattamente quello di un anno fa?

CASEY UOMO? POTREBBE ESSERE CAMBIATO
E non poco. Nel bene o nel male, è tutto da vedere. Non ricapitolo ancora una volta la storia degli ultimi tre anni di Stoner, lo abbiamo già fatto quando abbiamo formulato l'ipotesi (sbagliatissima, grazie al cielo) che il ragazzo fosse prematuramente esaurito, in perfetto stile Spencer. Basti dire che, evidentemente, all'avvio di campionato Casey non aveva grossi problemi. Anzi, la solita vittoria in Qatar ce lo ha proposto sorridente e pronto a riscattarsi dagli errori del 2008. Poi, dopo un po' di alti e bassi e la fortunosa vittoria del Mugello, ecco arrivare Barcellona, gara al termine della quale Stoner ha un colorito da itterico. Ad Assen la storia non cambia, e la spiegazione dell'intossicazione spagnola non regge granché. Al Sachsenring Casey molla di colpo il gruppo a due giri dalla fine, e a Donington si ipotizzano guai di ordine psicologico, vista la delirante scelta gomme a dispetto di tutti gli sforzi del team.

NESSUNO HA IDEA DI COSA ABBIA AVUTO
Nel frattempo se ne sentono di tutte: dalla mononucleosi all'iposodismo, passando per la depressione. Peccato che nessuna diagnosi venga confermata da nessuno, ma d'altra parte Stoner non si fida dei medici europei, e in particolare della Clinica Mobile, per cui non abbiamo notizie più precise. Poi esce un intervista, firmata dal giornalista australiano Colin Young, unica persona con cui Casey parla a parte Livio Suppo (che però, fedele al suo incarico, abbozza quando gli si chiede qualcosa di specifico) in cui l'australiano dice di aver perso motivazione, che quasi gli fa schifo guidare la moto, che odia il suo lavoro e via discorrendo. Qualcuno, forse non troppo stranamente, torna a ripescare l'ipotesi che i guai siano di origine psicologica.

GIUSTIFICANO I GENITORI
Ma Stoner è convinto che il problema sia fisico, tanto che invece di presentarsi a Brno, dove tra l'altro lo aspetta un rappresentante dello sponsor Marlboro (presumibilmente non di ottimo umore) porta la giustificazione dei genitori - leggenda vuole che sia papà Colin a chiamare Ducati - e si mette in mutua per tre gare, fino all'Estoril. In Ducati tutti professano serenità, e quindi… cercano di ingaggiare prima Pedrosa e poi Lorenzo.
Poi Stoner si presenta all'Estoril e sembra che il resto dell'anno non ci sia stato. Parte, e su una pista in cui Ducati ha sempre fatto pietà chiude secondo. Phillip Island e Sepang, due gare, due vittorie. Ma allora è tornato come prima. No, questo no. Ma non lo scopriremo quest'anno, date retta. Potranno succedere due cose, nel 2010.

IPOTESI A
Stoner è tornato a casa, ha ricaricato le batterie, ha meditato, si è riposato e guardato dentro per la prima volta dopo tanti anni di corse. E' tornato più forte e convinto di prima, perché, stando lontano da quel mondo per un po' ha capito quanto sia tutta la sua vita. Le tre gare che ha fatto quest'anno, e Valencia, non sono che un anticipo di quello che sarà fino alla fine della sua carriera.

IPOTESI B
Stoner crede di essere guarito, ma non lo è. I problemi non sono di manico, ma di ordine psicologico, e se è facile (per uno con il suo manico, s'intende, ovvero praticamente nessuno…) vincere senza responsabilità e pressioni addosso, sarà tutt'altro discorso quando, oltre che in pista, dovrà ricominciare a combattere una guerra di nervi per tutta la stagione, alternando vittorie e sconfitte.

QUALE DELLE DUE?
Già detto in apertura, impossibile da dire. Lo scopriremo l'anno prossimo. Intanto, godiamoci Valencia, in cui, senza pressioni per nessuno, potremmo vedere una gran gara. Vale però la pena di chiudere con una riflessione: se Lorenzo dovesse ritirarsi, e Stoner vincere la gara, l'australiano chiuderebbe al secondo posto, con un distacco, nella peggiore delle ipotesi, di sessantun punti da Rossi.

Speriamo che ne sia valsa la pena…

Autore: Edoardo Licciardello

Tag: Sport


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