Attualità e Mercato

pubblicato il 27 ottobre 2009

Yamaha Motor Italia chiude le attività produttive

66 su 200 gli addetti lasciati a casa. Insorgono i sindacati

Yamaha Motor Italia chiude le attività produttive
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Nonostante qualche cenno di timida ripresa, il momento economico non è certamente dei migliori, in particolar modo per le aziende che non producono beni di prima necessità come le moto. A pagarne le conseguenze sono già stati marchi celebri (ricordiamo il caso Buell) ed oggi è la volta anche di Yamaha Motor Italia, che ha comunicato alle Rappresentanze Sindacali l'intenzione di cessare l'attività produttiva presso gli stabilimenti di Gerno di Lesmo.

Una scelta difficile, che colpisce 66 delle oltre 200 persone sotto contratto con l'azienda lombarda, ultimo capitolo di una triste vicenda che già in precedenza aveva portato ad interventi di Cassa Integrazione (CIG) per far fronte ai cali di produzione imposti dalla contrazione delle vendite. Il progetto di riorganizzazione di Yamaha Motor Italia - sottolinea l'azienda - è stato dettato da circostanze esterne: la sempre più evidente sovra capacità produttiva e la conseguente riallocazione della produzione decisa dai vertici aziendali del gruppo, hanno dunque portato alla decisione di terminare la fabbricazione in Italia e a razionalizzare la propria attività commerciale per poter mantenere i necessari livelli di efficienza e competitività richiesti da un mercato sempre più selettivo.

Secondo le organizzazioni sindacali, però, la realtà è un po' diversa: "Yamaha Motor Italia - afferma sulle pagine di Motociclismo Angelo Verdelli, delegato sindacale della CISL commercio - non aveva i presupposti per poter chiudere la produzione: il bilancio è sempre stato in utile e anche quest’anno, seppur di poco, mostrava guadagni."

"La fabbricazione delle moto sarà spostata in Spagna - aggiunge Angelo Caprotti, delegato RSU della FIM-CISL. - Adesso ci stiamo organizzando. Pensiamo di resistere ad oltranza e di piantonare i cancelli dell’azienda, perché, si sappia, faremo di tutto per salvare i posti di lavoro."

Autore: Redazione

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