Test

pubblicato il 27 ottobre 2009

Honda Shadow 750 my 2009 - TEST

Una custom 'entry-level' facile ed economica da gestire

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Il mondo custom è diviso in due, Harley Davidson e "resto del mondo". Lontano da Milwaukee sono un po' tutti i costruttori giapponesi a proporre un'alternativa alle V45° americane, più la Moto Guzzi con la California 1100 e la Nevada 750, e Triumph con la mostruosa Rocket III da 2.300 cc.
Questa situazione è perfettamente testimoniata dai numeri di vendita. Nella classifica "top 100 moto" - dati gennaio/settembre 2009 - troviamo 14 modelli custom di cui ben 11 sono Harley-Davidson. La prima è al 32esimo posto (883 Iron), l'ultima al 99esimo posto (Dyna Fat Bob), in mezzo c'è spazio solo per tre "intrusi": Kawasaki VN 900 Classic (49esima), Moto Guzzi Nevada 750 (72esima) e la protagonista di questo test su strada, la Honda Shadow 750.

DEGNA EREDE
La bicilindrica a V di 52° da 745 cc della Casa dell'Ala è l'erede di una delle custom di maggior successo degli anni Novanta, la VT600C Shadow che, nella prima metà degli anni Novanta, fece registrare un successo senza precedenti per questo segmento di mercato. Oggi come allora gli ingredienti sono gli stessi, ovvero facilità d'uso, sella bassissima, motore pastoso, consumi contenuti e linea classica.

MECCANICA STRACOLLAUDATA
La potenza massima è di 45,5 CV a 5.500 giri e il picco di coppia, 64 Nm, è erogato a soli 3.500 giri, regalando alla Shadow 750 una spinta regolarissima fin da basso regime. Si tratta di un motore ultra affidabile, con distribuzione monoalbero in testa a 3 valvole per cilindro, raffreddamento a liquido e frizione multidisco in bagno d'olio. Anche nelle marce alte (il cambio è a 5 rapporti) si può scendere fino al minimo e poi ridare gas senza timori di 'rifiuti' da parte del motore, tanto che ad andature normali la Shadow diventa praticamente 'monomarcia'.

BASSISSIMA E FACILISSIMA
La regolarità di funzionamento, la facilità d'uso e la manutenzione ridottissima, sono merito anche della trasmissione a cardano, abbastanza silenziosa e senza giochi avvertibili nell'apri-chiudi tipico della guida in città. A ciò si aggiunge il manubrio "a corna di bue", largo e comodissimo da impugnare, e la sella posta a soli 658 mm da terra: potrebbe guidarla senza problemi anche un bambino di 10 anni nonostante il peso in ordine di marcia (con il pieno di benzina) sia pari a 256,3 kg.

CLASSICISSIMA
Tradizionalissimo, e non potrebbe essere altrimenti, il telaio, una struttura tubolare in acciaio a doppia culla all'interno del quale il motore, fittamente alettato nonostante sia raffreddato a liquido, fa bella mostra di sé impreziosito da molti dettagli di contorno cromati (alcuni in plastica). Le sospensioni prevedono una forcella telescopica 'carenata' con steli da 41 mm e due ammortizzatori regolabili nel precarico fissati a un forcellone in acciaio che sul braccio sinistro accoglie la trasmissione cardanica.

DISCO + TAMBURO
Generosa la gommatura, con spalla alta per garantire comfort e un piacevole aspetto 'Fat Boy' (ogni riferimento ad Harley-Davidson è puramente casuale...). I cerchi a raggi sono da 17 pollici all'anteriore, con pneumatico 120/90, e da 15 pollici al posteriore con pneumatico 160/80. L'impianto frenante è composto davanti da un disco (296 mm il diametro, con pinza a 2 pistoncini) e dietro da un tamburo da 180 mm. Offrono decelerazioni adeguate all'indole della moto ma il comando al manubrio è un po' spugnoso e a causa dell'avancorsa lunga (160,9 mm) si può arrivare più facilmente del solito al bloccaggio nelle frenate improvvise.

NATA PER PASSEGGIATE INFINITE
Guidare la Shadow 750 è molto piacevole, a patto ovviamente di amare il genere di moto; la maneggevolezza infatti non manca mai nonostante l'interasse di ben 1.640 mm e il cannotto di sterzo inclinato di 34°. Merito del baricentro bassissimo e dell'ampio braccio di leva offerto dall'ampio manubrio anche ad andature bassissime. Sui percorsi autostradali invece si può soffrire un po' se non ci si accontenta dell'andatura turistica, perché il corpo è completamente esposto all'aria e la posizione di guida, eretta e un po' appesa al manubrio, determina un certo sforzo sui muscoli addominali e su quelli del collo.

OCCHIO ALLE BUCHE
Inutile dire che non è una moto con cui andare sui percorsi ricchi di curve a caccia di pieghe, perché le pedane, larghe e comodissime, sono davvero basse. L'assorbimento delle asperità è perfetto da parte dell'avantreno, meno al retrotreno, dove i due ammortizzatori, dall'escursione di soli 90 mm, sono un po' secchi nella risposta. Buoni i consumi, sempre superiori ai 20 km/l anche viaggiando "allegri" e garanti di un'autonomia superiore ai 250 km tra un pieno e l'altro sfruttando tutto il serbatoio dalla capacità di soli 14,6 litri.

DAL 2010 ANCHE CON ABS
Proposta nel solo colore blu-grigio a 7.750 Euro f.c., la Shadow 750 dal 2010 sarà offerta anche in versione C-ABS, nel solo colore 'orange', con pinza freno anteriore a tre pistoncini e freno posteriore a disco.

In questo test:
Casco Givi
Guanti Spidi
Giubbino CMJ
Scarpe Dainese

Autore: Costantino Paolacci

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