Sport

pubblicato il 26 ottobre 2009

Ben Spies Campione del Mondo Superbike 2009

1° alloro mondiale per l'americano, 1° Mondiale SBK per Yamaha

Ben Spies Campione del Mondo Superbike 2009
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La Superbike non è nuova a conclusioni in extremis, a sfide all'OK corral disputatesi all'ultima manche disponibile. Anche senza scomodare l'epico scontro fra Edwards e Bayliss a Imola 2002, entrato ormai nella storia, basta pensare alla gara di Magny Cours 2004, dove Toseland ha sconfitto Laconi battendolo come si fa a biliardino, quando per far rivivere una sfida ormai conclusa, si decide che "chi fa l'ultima vince tutto".

HAGA CARICO IN GARA 2
Le emozioni ci sono state, dicevamo, perché dopo il madornale errore di gara-1 Haga è partito carico a pallettoni, grazie ad una condizione psicologica di grande vantaggio - Nori non aveva nulla da perdere - mentre Spies, in avvio di gara, è sembrato accusare la pressione psicologica, commettendo un paio di errori quantomeno non da lui. Il tracciato di Portimao, lo sappiamo, non perdona sbavature, e buona parte della gara si è giocata con l'alfiere Yamaha in bilico sull'ultima posizione utile per la conquista del titolo e Haga in rimonta, nel disperato tentativo di ricongiungersi con il gruppetto di testa, in cui Fabrizio faceva il diavolo a quattro per rallentare il ritmo infernale imposto da Rea e Byrne.

BRACCINO A CHI?
E alla fine è arrivato Spies. Mentre Haga vedeva il risultato così vicino - almeno quanto il codone del compagno di squadra Michel Fabrizio, che andava a vincere senza fare giochi di squadra, peraltro inutili, il texano (in realtà Ben è nato nel Tennessee, ma ama a tal punto il suo stato "adottivo" da arrabbiarsi moltissimo se si mette in dubbio la sua provenienza dallo stato della stella solitaria…) ha dimostrato di avere la situazione fermamente sotto controllo. Nel momento in cui la Ducati di Haga è diventata minacciosa - e per un attimo, grazie all'errore di Rea, è sembrato davvero che Noriyuki ce la potesse fare - Ben ha giocato d'anticipo mettendosi dietro un cattivissimo Max Biaggi, che ha lottato come un leone nonostante le condizioni fisiche quantomeno precarie. Braccino un accidente - è sembrato essere il messaggio trasmesso da Spies con il sorpasso su Biaggi - sto solo facendo il mio lavoro...

HAGA: HA PERSO PUNTI?
Sarebbe facile, adesso, recriminare su tutti i punti "persi" non effettuando gioco di squadra. Non tanto imponendo a Fabrizio un secondo posto che non ci sarebbe stato il tempo di comunicargli all'ultima tornata, quanto forse non mettendogli il freno a Imola. Preferiamo - e siamo sicuri che lo preferiscano anche in Ducati - ammirare la signorile sportività di Ducati, che ha lasciato che "vincesse il migliore". Che, volta per volta, sono stati Haga, Fabrizio o… Spies. Ecco, forse varrebbe la pena di chiedersi i motivi della foga che ha causato lo scivolone di Noriyuki in gara-1. Se volete un'interpretazione, Spies questa gara - e questo mondiale - li ha vinti nella testa prima che in pista, regalando alla Yamaha l'ultimo titolo che non aveva ancora vinto.

MONDIALE ANCHE PER YAMAHA
Sia in generale, perché il mondiale SBK era l'ultimo alloro mancante al palmarés della casa di Iwata, sia relativamente alla stagione in corso, perché a pensarci tremano i polsi, ma Yamaha ha vinto tutti i campionati in cui si è impegnata ufficialmente: MotoGP, Superbike, Supersport, Endurance, MX1. Scusate se è poco.

Autore: Edoardo Licciardello

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