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pubblicato il 14 ottobre 2009

WSBK 2009: finale thriller a Portimao

L'incertezza è l'ingrediente principale del 2009. Che c'è dietro?

WSBK 2009: finale thriller a Portimao
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Alzi la mano chi, all’inizio dell’estate, non pensava che Haga avrebbe vinto il titolo in carrozza. Ora la alzi chi, prima dell’ultima gara, non pensava che Spies avrebbe avuto gioco facile nello strappare ad Haga il mondiale, e che il giapponese avrebbe allungato la lista delle sue occasioni mancate. Lo confesso, sono errori che ho commesso anch’io, che pure la Superbike la conosco da abbastanza tempo da sapere che non è mai il caso di dare per stabilizzata qualunque situazione.

COSA SUCCEDE?
Succede, intanto, che con ogni probabilità dovremo attendere l’ultima manche della gara di Portimao per conoscere il nome del vincitore, con conseguente tensione e rischi cardiaci connessi, visto che Haga è una delle leggende viventi del mondiale, e che Spies, nel breve volgere di una stagione, ha saputo conquistare il pubblico rapidamente come pochi altri piloti – vengono alla mente Bayliss e, appunto, Haga. Quindi, tifosi di tutto il mondo, unitevi nell’incollarvi al televisore – staccate il telefono, preparate le vivande a fianco del divano e via.

PARI: MA PERCHE’?
Ma quello che volevamo capire è invece come siamo arrivati ad una simile parità? Le ragioni legate ai due rivali le abbiamo esaminate qualche mese fa, ma la storia non è tutta lì. Certo, gli errori di Haga e quelli di Spies (e del suo team…) hanno fatto si che il campionato restasse aperto fino alla fine – e la gara di Magny Cours è solo l’ultima fra quelle che sembrano orchestrate da un regista di thriller, visto che un equilibrio di risultati come questo non si vedeva da tanto – ma ci si sono fattori esterni che contribuiscono.

AGHI DELLA BILANCIA
I primi fattori esterni che vengono in mente rispondono ai nomi di Michel Fabrizio e Massimiliano Biaggi, senza ovviamente tralasciare le loro moto, Ducati e Aprilia. Precisazione non di secondo piano, perché pur senza voler nulla togliere al loro polso destro, se non fossero in sella a due fra le moto più in forma di questo mondiale, difficilmente potrebbero recitare i ruoli di terzi incomodi (o, se preferite, di aghi della bilancia) di questo mondiale 2009.

AUTOLESIONISMO
Partiamo da Fabrizio. Michel è sembrato più volte sul libro paga di un’altra squadra, vista la pervicacia con cui, in diverse occasioni, ha cercato di mettersi dietro Haga. Ducati, con una correttezza al limite dell’autolesionismo, si è ben guardata dall’impartire ordini di scuderia. Giù il cappello per la cavalleria d’altri tempi, ma viene da dire che, a Imola così come in altre occasioni, forse sarebbe stato il caso di mettere un po’ a freno Michel. Non è mai bello da dire né da fare, ma un mondiale perso costa ben di più che qualche scusa al pilota (o di un ritocco al suo ingaggio, a buon intenditor poche parole…). Tanto di cappello a Tardozzi e alla fiducia che nutre nel suo pilota.

TRA I DUE LITIGANTI BIAGGI GODE
L’altro ago della bilancia è stato Biaggi con la sua RSV4. In diverse occasioni, Max si è infilato fra i due litiganti, facendo la differenza in termini di punteggio. E qui si presenta lo spunto per una riflessione interessante: chi pensava, anche dopo le incoraggianti prestazioni di inizio anno, che Aprilia potesse arrivare tanto avanti, anche potendo contare su un manico dal talento di Biaggi, nel solo volgere di una stagione?

La casa di Noale è l’unica a poter seriamente essere considerata la terza forza del campionato: Max è quarto nel mondiale, e se Honda la precede nella classifica costruttori è solo perché, globalmente, la casa di Tokyo può contare su diversi piloti che le portano punti in classifica. La RSV4 ha avuto praticamente solo Biaggi, perché Nakano, anche quando non era a casa per infortunio, è arrivato al traguardo in posizioni tali da far si che pochi se ne accorgessero.

QUESTIONE DI EQUILIBRIO
Insomma, dire che il mondiale è stato deciso dai comprimari è un po’ forte, ma il fatto che il livello dei partenti sia stato tanto equilibrato – checché si lamenti qualcuno, il regolamento attuale funziona, visto che hanno vinto bicilindriche, quattro a V, e quattro in linea – è il principale responsabile di questa fine campionato all’ultimo respiro. Chiudiamo l’inciso, e rimandiamo tutti a Portimao.

No, non ho la minima intenzione di sbilanciarmi su chi, alla fine, vincerà il titolo mondiale. Mi viene però da pensare che, ancora una volta, il titolo potrebbe venire deciso da Biaggi e Fabrizio. Per entrambi, un solo consiglio: si può restare neutrali alla sfida fra Haga e Spies anche vincendo...

Autore: Edoardo Licciardello

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