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pubblicato il 28 settembre 2009

WSBK 2009, Imola: Ben Spies gioca in difesa

L'americano incassa la rimonta di Haga. Le ultime due corse decisive

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Non è andata come doveva andare il weekend imolese di Ben Spies ed il team Yamaha: un po' in ombra per tutto il weekend, con l'acuto dell'ottima prestazione in Superpole, il texano non è mai riuscito a trovare un feeling sul "cavalluccio marino". Problemi di grip e di accelerazione della sua R1 2009, infatti, l'hanno costretto a correre un po' di rimessa in gara 1 mentre in gara due non è mai riuscito ad essere incisivo, rimanendo incollato ad un trenino - quelle delle Aprilia di Biaggi e Simoncelli - che per poco non rischiava di lasciarlo a 0 punti.

Fortuna ha voluto che Biaggi, evitando il contatto con Simoncelli, sia riuscito ad evitare anche l'impatto con Spies...limitando il fuoriprogramma del numero 19 texano ad una "innocua" divagazione e ad una furiosa rimonta sulla Ducati di Byrne, che era riuscito ad approfittare della situazione.

Da dimenticare anche la corsa di Sykes. Come al solito il pilota britannico non è riuscito ad essere incisivo come ci si potrebbe attendere da un pilota che guida la stessa moto del "fenomeno", anche se questa volta ha dalla sua parte la scusante della caduta del venerdì. Di certo, per entrambi, la musica deve cambiare a Magny Cours, un circuito storicamente favorevole a Yamaha: il rischio è quello che la Casa dei tre diapason non riesca nuovamente a conquistare il primo mondiale SBK della sua storia. E' l'anno giusto, la moto giusta, il pilota giusto. Serve solo un piccolo grande sforzo da parte di tutti, esattamente come fatto da Ducati ad Imola dopo la batosta del 'Ring.

"In gara 1 - ha dichiarato Ben Spies - la moto mancava un po’ di accelerazione e abbiamo anche lamentato problemi di grip. Nella seconda avevamo sicuramente il ritmo per lottare per il vertice ma una combinazione di cose non ce lo ha permesso. Rea è stato un po’ "goloso" all’inizio, passandomi fuori pista tre volte. Mi dispiace per lui, aveva il ritmo per lottare per le prime posizioni ma all’inizio bisogna stare un po’ più calmi. Ci sono stati un paio di giri dove non ho guidato bene. Sono quindi riuscito a trovare un buon ritmo e ho preso Biaggi e Simoncelli, poi è accaduto quello che sapete. Se qualcuno mi avesse detto che dopo gara 1 avrei perso la testa del campionato per soli tre punti sarei stato felice, perché oggi c’era qualcuno più forte di me."

"Sono partito bene - ha dichiarato Tom Sykes - ma poi ho accusato quei problemi di grip che ho avuto per tutto il weekend. Mi sembrava che le cose fossero migliorate nel warm up ma non è stato così. Abbiamo apportato alcune modifiche per gara 2 ma questa volta sono partito male. La moto mi dava l’impressione di essere più veloce ma sfortunatamente continuavo a farmi riprendere da piloti che tagliavano la chicane e ho finito per perdere un secondo qua e là. Verso la fine la moto scivolava molto e mi giravo continuamente dietro per vedere se ci fosse qualche problema alla gomma. Questo mi ha fatto perdere altro tempo prezioso."

"E’ stata una giornata molto dura per noi. Eravamo venuti qui - ha dichiarato Massimo Meregalli, Team Manager Yamaha - con ben altri obiettivi, ma non sempre le corse vanno come si spera. Durante gara 2, a dispetto di una brutta partenza, Ben stava spingendo forte ma sfortunatamente si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, e questo ci è costato il podio. Non abbiamo mollato quando avevamo 88 punti di svantaggio, figuriamoci ora che ne abbiamo solo 3. La nostra moto è sempre stata molto competitiva a Magny Cours e quindi andiamo in Francia fiduciosi. Dopo la caduta di Tom di Venerdì, abbiamo perso tutto il giorno e il set up non era perfetto per la gara. Partire dalla 16esima posizione, soprattutto qui dove non è facile passare, e riuscire a portare un bel gruzzolo di punti non è stato poi così male."

Autore: Redazione

Tag: Sport


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