Attualità e Mercato

pubblicato il 20 settembre 2009

Anas H2 BL-SM: il guard rail salva motociclisti

Sarà progressivamente installato su tutta la rete stradale

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L’Anas ha annunciato che la barriera di protezione stradale "H2 BL–SM" (H2, Bordo Laterale Salva Motociclisti) potrà d'ora in poi essere fabbricata da tutti i costruttori che abbiano le attrezzature con certificazione Qualità EN ISO 9001 o 9002.

La progettazione della nuova barriera è stata eseguita a Cesano dal Centro Sperimentale dell’Unità Ricerca ed Innovazione dell’Anas, diretto dall’ingegner Eleonora Cesolini. Tutte le prove di crash test tradizionali TB11 e TB51 (autovetture e autobus), e quelle sui manichini motociclisti, sono state eseguite sulla pista AISICO di Anagni, certificata ISO 17025.

In una nota diffusa dall'Anas il Presidente dell'ente Pietro Ciucci si è detto soddisfatto per l’importante traguardo raggiunto: "Insieme allo sforzo prodotto per migliorare la disponibilità di infrastrutture nazionali, l’Anas - attraverso le sue strutture di ricerca ed innovazione - ha posto l’accento sul miglioramento della gestione della rete esistente, individuando criteri, azioni e attrezzature specializzate ispirate alla più avanzata tecnologia stradale, a servizio del miglioramento della sicurezza attiva e passiva delle strade esistenti. Per primi in Italia abbiamo pensato anche ai motociclisti nella progettazione di un dispositivo di sicurezza, in modo da contribuire a ridurre la mortalità degli incidenti per questa categoria di utenti. L’installazione delle nuove barriere potrà avvenire progressivamente sulla nostra rete".

Negli ultimi anni i motociclisti sono stati vittima di incidenti che hanno visto un numero crescente di feriti e decessi a causa delle tradizionali barriere in acciaio. L'approccio usato dall'Anas per la creazione di un guard-rail più sicuro per questa categoria di utenti si è basato su un controllo delle prove di crash test che non tenesse conto solo delle norme vigenti ma sfruttasse anche i dati raccolti tramite i manichini antropomorfi dotati di sensori d'impatto.

Le nuove barriere "salva motociclisti" comportano maggiori quantità di acciaio e quindi un maggior costo di produzione, che viene però ridotto, in termini complessivi, dal minor spostamento della barriera durante l’urto, in modo da ridurre lo spazio necessario per il suo funzionamento, costoso da predisporre soprattutto su strade non ancora ammodernate. Cio si traduce per l’ente gestore della strada in un costo globale che comprende un maggiore margine di sicurezza e minori costi di manutenzione rispetto alle attuali barriere a fascia unica e con supporti a paletto.

Un’ulteriore riduzione dei costi effettivi inoltre è garantita dall’omogeneizzazione dei distanziatori (in nastro di acciaio sagomato a "testa di gatto") nelle diverse classi di resistenza delle barriere, in modo che i pezzi di ricambio siano tutti uguali.

E un passo in avanti di grande portata per la nostra categoria che, troppo spesso, ha dovuto assistere impotente a sinistri con esiti fatali che potevano facilmente essere evitati con la tempestiva predisposizione di questo nuovo tipo di guard-rail. Ora non resta che sparare in una rapida installazione sul maggior numero possibile di strade.

Autore: Redazione

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