Novità

pubblicato il 12 settembre 2009

Suzuki GSF 1250 Bandit 2010

Nuovo look e particolari inediti per l'immortale nipponica

Suzuki GSF 1250 Bandit 2010
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Un po' come la Porsche 911, che si aggiorna di anno in anno pur mantenendo fede agli impegni presi con la clientela più di quarant'anni fa, anche la nuova Suzuki Bandit 1250 si rinnova anno dopo anno pur mantenendo fede allo spirito originale di moto classica ma allo stesso tempo polivalente.

Rispetto al precedente modello la principale differenza riguarda l'abbandono del classico gruppo ottico circolare con cornice cromata. Al suo posto la "stilosa" unità multiriflettente con lampada alogena che ha già debuttato nella versione 650. Tra le novità anche gli indicatori di direzione, gli scarichi le plastiche copritelaio ed il faro posteriore.

Il quattro cilindri, iniezione elettronica, sedici valvolve comandate da due alberi a camme in testa (DOHC), raffreddato a liquido, vanta una cilindrata di 1.255 cc (come il precedente) ed alcuni affinamenti tecnici, che mantengono comunque inalterate le derivazioni dall'universo sportivo GSX-R. Tra gli elementi più interessanti segnaliamo l'utilizzo del sistema SCEM (Suzuki Composite Electrochemical Material) per la costruzione dei cilindri, che ha permesso di ridurre gli attriti migliorando le prestazioni e la durata nel tempo.

Per quanto concerne l'aspetto ciclistico la nuova GSF 1250 Bandit punta sul classico telaio a tubi abbinato ad una forcella da 43 mmed una sospensione posteriore a doppio braccio controllata da un monoammortizzatore regolabile. L'impianto frenante prevede un doppio disco da 310 mm davanti ed uno da 240 mm dietro, gestiti in via opzionale dal sistema ABS.

Tra le novità anche la posizione di guida: la sella, per mezzo di speciali spessori, permette di essere abbassata di 20 mm rispetto alla posizione standard, mentre le pedane sono state posizionate 3.6 mm più in alto e 10 mm più indietro per migliorare la luce a terra ed offrire più confort.

Completa la strumentazione mista analogico/digitale, la quale propone anche un comodo indicatore della marcia inserita.

Sconosciuto, per il momento, il prezzo di listino per l'Italia anche se per tradizione le Bandit non sono mai state moto costose: ipotizzabile, dunque, un contenimento del listino entro i 9.000 euro.

Autore: Redazione

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