Novità

pubblicato il 9 settembre 2009

Le Mac Motorcycles cambiano motore

Forse il 660 cc Yamaha al posto del Buell monocilindrico da 492 cc

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Ricordate le Mac Motorcycles? Ve le abbiamo presentate all'inizio di giugno. Ci sono piaciute subito le moto progettate dalla piccola factory inglese con sede nel Worcestershire, a nord-ovest di Londra. Semplici, economiche da mantenere e dal look inconfondibile, sono il frutto dalla passione per le moto di Ellis Pitt, un facoltoso uomo d’affari britannico che per la loro realizzazione si è avvalso della Xenophya Design, società di design specializzata nel settore delle due ruote.

I quattro modelli disegnati da Mark Wells e Ian Wride (la Spud, la Ruby, la Pea Shooter e la Roarer) dovevano essere spinte dal motore della Buell Blast, il monocilindrico da 492 cc raffraddato ad aria e con distribuzione 2 valvole ad aste e bilancieri da 34 CV a 6.500 giri.

Purtroppo l’uso del passato non è casuale. No, non stiamo dicendo che il progetto è naufragato prima ancora di lasciare il porto, ma che i piani della Mac Motorcycles sono in fase di ridefinizione perché il motore Buell non è più disponibile.

Come vi avevamo anticipato a fine luglio infatti, Erik Buell, deus ex machina delll’omonima fabbrica nell’orbita Harley-Davidon, ha deciso di pensionare la tranquilla Blast perché non in linea con la futura filosofia costruttiva della factory americana.

Che fare dunque? Alla Mac Motorcycles non si perdono d’animo e dopo una rapida analisi dei possibili fornitori l’ipotesi più accreditata vede nel monocilindrico Yamaha da 660 cc, raffreddato a liquido e con distribuzione monoalbero in testa a 4 valvole, il possibile sostituto del "Thumper" della Buell.

La decisione però non è priva di incognite e sia il fondatore che i progettisti si interrogano se un motore sostanzialmente più moderno sia adeguato ad equipaggiare le loro moto, così caratterizzate nell’aspetto dalla presenza scenica del propulsore, completamente a vista.

Verrebbe infatti a mancare la fitta alettatura di raffreddamento e comparirebbe di conseguenza un radiatore, il carburatore con filtro conico lascerebbe il posto all’iniezione e ad un airbox e, soprattutto, la potenza passerebbe da 34 a 48 CV, forse addirittura troppi rispetto a cosa avevano in mente i progettisti della Mac.

Non mancano tuttavia i vantaggi: i ricambi sarebbero più facilmente reperibili, le prestazioni maggiori potrebbero ampliare il bacino di utenza interessato a questi prodotti dal gusto vintage e il prezzo potrebbe rimanere nel range previsto, tra i 9.000 e i 12.000 euro.

Il dubbio ha assalito così ferocemente Ellis Pitt e il suo staff che a tutti gli iscritti alla newsletter della Mac Motorcycle è stata inviata la richiesta di una opinione in merito. E voi cosa ne pensate? Lo stile retrò può convivere con l’iniezione elettronica e il raffreddamento a liquido?

Autore: Costantino Paolacci

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