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pubblicato il 20 agosto 2009

Lorenzo in Ducati. Ma poi...c'è posto per Stoner?

Le naturali esigenze di Lorenzo fanno pensare al ritiro di Casey

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Per certi versi ci sembra di giocare a "scassaquindici": e non parliamo del numero di gara di Gibernau, ma di quel vecchio gioco in cui bisognava mettere in linea quindici numeri in un quadrato di quattro per quattro pedine…gioco abbastanza simile al comporre la griglia di partenza MotoGP 2009.
Sarà che il mondiale ormai ha perso quell’incertezza della prima parte, sarà che l’argomento è indubbiamente non di tutti i giorni, fatto sta che il livello d’attenzione rivolto ai minimi annunci di mercato è decisamente elevato.

DUCATI SU LORENZO
E’ bastato che, ad un GP della Repubblica Ceca orfano di Stoner, Ducati non smentisse l’interesse per Lorenzo, per far tirare conclusioni a tantissimi. Conclusioni che saranno anche figlie di un gran bel sogno di una notte di mezza estate per la coppia Suppo/Domenicali, spaventatissimi dall’evolversi dell’affaire Stoner, ma che prospettano uno scenario...diciamo così, di rottura, rispetto alla situazione attuale della MotoGP.

STONER COME SPENCER
Ricapitoliamo: Stoner, con una faccia da pugile suonato, annuncia un salto di tre GP per rimettersi da un non meglio identificato virus che ha avuto non meglio identificate conseguenze sulla sua guida: a Barcellona e Assen aveva finito spossato ma ultimamente non sembrava in crisi fisicamente. Una volta vinto lo sconcerto per la pazzesca decisione di un pilota (e un team) ancora comunque in lizza per il titolo mondiale, basta lasciar vagare il pensiero per trovare somiglianze sempre più inquietanti fra l’australiano e Spencer, protagonista di un ritiro altrettanto misterioso e controverso.

SE LA ROSSA CERCA UN TOP SIGNIFICA CHE…
Sì abbiamo detto ritiro, ne abbiamo già parlato la scorsa settimana: dite quel che volete, ma un annuncio del genere suona a buona parte degli addetti ai lavori come il preludio ad un prematuro stop alla carriera del cangurino.

Noi pennivendoli non capiamo un accidente? Può darsi, ma allora è difficile spiegarsi la mancata smentita da parte di Ducati in merito alle trattative con Lorenzo. Anzi, è facilissimo, soprattutto triangolando quelle che sono le ben note richieste di Lorenzo con la situazione attuale. Dati i due punti chiesti da Lorenzo e lo status quo di Ducati, l’incognita Stoner si ricava facilmente. Seguiteci.

TRIANGOLAZIONE PERFETTA
Primo: Jorge non si sente trattato da prima guida. Il che significa che i due punti chiesti da Lorenzo sono lo status di pilota di punta, e uno stipendio all’altezza. Per lo stipendio, Philip Morris, secondo indiscrezioni riportate da alcune testate, sarebbe disposta a mettere sul piatto sette milioni di euro - circa il doppio dell’attuale ingaggio del maiorchino, se, in entrambi i casi, vogliamo credere (quando si parla di soldi e stipendi, le cifre sparate sono molto spesso abbastanza aleatorie) alle voci che circolano. Uno stipendio che, sempre stando alle voci, sarebbe ben più elevato di quello percepito da Stoner, il cui contratto risale a Maggio 2007. Ben prima che Casey regalasse il titolo a Ducati, ben prima che le sue quotazioni salissero da "pilota preso ai saldi" a "uno dei due possibili rivali di Rossi".

STONER DECLASSATO?
C’è anche un altro problema. Pensate che Stoner vedrebbe di buon grado il vedersi declassare al ruolo di seconda guida? Perché, con le richieste di Lorenzo, non è che Ducati può cavarsela offrendogli la sella di Hayden. Insomma, mettetela come volete, ma l’idea è che, se le trattative dovessero proseguire, qualcuno in Ducati pensi che per Stoner non ci sia più posto. O che Stoner stesso sia ormai destinato a lasciarlo libero, quel posto. Considerando che a Borgo Panigale hanno un’opzione da far valere nei confronti di Casey per il 2010, la situazione si fa bella pesante.

BYE BYE M1? CI VUOLE FEGATO
Resta però da considerare l’altro lato dell’equazione. Lorenzo ha veramente il coraggio di mollare la Yamaha M1 per salire sulla sella più controversa del mondiale GP? La domanda non è semplice, e si porta dietro diverse considerazioni, che determinano una scelta filosofica. L’obiettivo dichiarato di Lorenzo - Jorge non ha fatto tanti giri di parole - è battere Rossi. Ora, considerando che, simpatico o antipatico, stiamo parlando del pilota più forte quantomeno dell’ultimo decennio, la scelta dell’arma per combatterlo non è banale.

POTREBBE ANCHE ESSERE UN VANTAGGIO
Il pilota che crede di avere le doti giuste può pensare che serva il suo stesso equipaggiamento per batterlo. Viceversa, si può pensare che, per batterlo, si debba scegliere un’altra moto, e sperare di ricavarne un vantaggio. Si tratta, in entrambi i casi, di strategie valide a priori, che però solo il senno di poi possono consacrare come vincenti. Finora, se vogliamo guardare "il librone", ovvero l’albo d’oro del motomondiale secondo la definizione di Luca Cadalora, Hayden e Stoner - gli unici due piloti ad aver battuto Rossi nella classe regina - lo hanno sconfitto su mezzi diversi dal suo.

IL RAGAZZO E’ AMBIZIOSO
D’altra parte, Lorenzo a più riprese ha dichiarato che, se ora riesce a giocarsela con Rossi all’ultima curva - è passato qualche GP, da allora, è vero - non si vede perché non dovrebbe poter crescere ancora, e magari superare Rossi. Dichiarazioni ambiziose. E se tutto quanto non fosse altro che l’ennesimo tentativo di strappare qualcosa in più alla Yamaha? Ai posteri l’ardua sentenza.

Fans di Stoner, incrociate le dita. E tenete d’occhio la situazione di Lorenzo.

Autore: Edoardo Licciardello

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