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pubblicato il 13 agosto 2009

MotoGP 2009: Stoner out. Che ti succede Casey?

Tutta la faccenda puzza come il pesce di una settimana...

MotoGP 2009: Stoner out. Che ti succede Casey?
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Nessuno potrà dire che non si è trattato di un fulmine a ciel sereno: pochi annunci, in un motomondiale telefonatissimo come quello degli ultimi anni, ci hanno colto più di sorpresa di quella secondo cui Stoner starà fuori per tre Gran Premi, rientrando solo - se tutto va bene, visto che Casey stesso dice che "spera" - all’Estoril. Non vorremmo per niente sembrare quelli che scherzano con la salute altrui, anzi, esattamente il contrario. E’ proprio con la scarsa chiarezza che si alimentano voci incontrollate e supposizioni maligne che sminuiscono e mortificano tanto piloti che squadre.

12 MESI FA
Ricostruiamo un attimo l’ultimo anno - casualmente, si tratta proprio di un anno solare - della carriera di Stoner, in maniera da capire meglio dove stanno i dubbi del sottoscritto. A Laguna Seca, un Casey in perfetta forma perde una sfida tiratissima contro un Valentino Rossi che gli tira una legnata psicologica fortissima. Su questa legnata l’australiano rimugina per tutta la pausa estiva, si ripresenta a Brno, dove pare fare una gara delle sue, ma non appena dietro di lui Rossi inizia a ricucire lo svantaggio, si stende. A Misano il copione si ripete: Casey parte a razzo come solo lui sa fare, forza nei primi giri, Rossi esita, si libera di Pedrosa e si mette secondo. Stoner non fa nemmeno in tempo a vedere la tabella di segnalazione che inanella un 1’34"9 (tempo da qualifica per metà schieramento), poi si stende e sostiene di non sapere perché, che non stava neanche tirando, come un personaggio di Joe Bar qualunque.

ECCO IL POLSO
Nel frattempo, in qualifica, Ducati per voce di Suppo fa sapere urbi et orbi che Stoner soffre ancora di un problema al polso destro. Tutti restano di stucco, soprattutto perché non se ne vedono i sintomi. Lo stesso pilota minimizza, dicendo che la cosa non lo penalizza. Fatto sta che, perso ormai il mondiale con i tre errori consecutivi (Suppo sostiene che sono solo due, visto che a Laguna Casey ha tagliato il traguardo: roba che neanche un ministro sovietico dei tempi della cortina di ferro avrebbe avuto la crosta di dichiarare), uno Stoner libero dalla pressione prima esercita la dovuta cautela sotto il nubifragio di Indianapolis, e poi fa secondo a Motegi, vince a Phillip Island e si ripete a Valencia. Tre piste dove ci sono almeno due staccate da disossarsi le spalle, alla faccia del polso che avrebbe dovuto penalizzarlo.

TORNA A VELOCITA’ MONDIALE MA…
Dopodiché, contro il parere del Dottor Costa, uno che di ossa rotte ne ha viste un bel po’, decide di farsi operare al polso. Risultato: nei test invernali fatica a guidare, ma appena riparte il mondiale torna ad essere di una velocità micidiale, pur con una Ducati che solo lui riesce a guidare e il cui valore si fatica a capire. Vince in Qatar, arranca fino al Mugello dove, in condizioni che definire incerte è dire poco, batte tutti grazie alla sua leggendaria capacità di interpretare prima e meglio degli altri le condizioni del fondo, e poi torna a prestazioni difficilmente interpretabili. Stavolta non c’è bisogno che Suppo dica alcunché: a Barcellona ed Assen scende dalla moto con la faccia praticamente verde. Il problema sono le cause.

Non fidandosi del Dottor Costa, Stoner gira mezzo mondo per farsi visitare e le diagnosi variano dalla mononucleosi alla gastrite psicosomatica. Qualcuno, che sa benissimo da dove nasca il termine "ingastrito", inizia a suggerire che Rossi abbia "rotto" l’ennesimo avversario. In Ducati continuano a difendere il loro pilota, che riparte il tour clinico mondiale. E in California trovano...un’anemia. Grazie al… - passatemi il francesismo - facendo tre serie complete di esami a settimana sarebbe anemico anche un cowboy texano, di quelli che mangano bistecche a colazione. Insomma, il mistero continua.

ANEMIA? CI MANCHEREBBE!
Fino a qualche giorno fa, quando, dicevamo all’inizio, in Ducati dicono che il mistero è stato svelato, si è scoperto di quale male soffra Stoner (un virus contratto a Barcellona che avrebbe causato fortissimo stress fisico per correre ugualmente), e che dovrà saltare tre gare per curarsi. Guarda caso, dopo la disastrosa, delirante, gara di Donington, in cui Stoner è stato vittima - a dire poco - di un clamoroso cortocircuito cerebrale prima della partenza, e in cui, per la prima volta da quando l’australianino è in Ducati, è stato pubblicamente sconfessato dal team.

LA FACCENDA PUZZA…
Ora, il sottoscritto sarà diventato cinico e diffidente dopo anni di motomondiale, ma francamente tutta la faccenda puzza come un pesce di una settimana, e la gestione della situazione in Ducati non fa nulla per attenuare l’odore di marcio, anzi, brilla per assenza di trasparenza almeno quanto quella di Pedrosa da parte del suo tanto bistrattato manager Alberto Puig, con l’inquietante parallelo della sfiducia nella Clinica Mobile e il ricorso a medici di fiducia del pilota. Scusate: un pilota ancora teoricamente in lizza per il mondiale che si suicida scegliendo le gomme sbagliate è strano, ma un team che gli fa saltare tre prove, dando il definitivo addio alla stagione, lo è ancora di più. La faccenda è ancora meno chiara perché nessuno, in tutto questo can can, si è degnato di dare una spiegazione convincente dei problemi fisici di Stoner.

SCOMMETTIAMO CHE?
Avete due soldi da buttare in una scommessa con gli amici? Puntate sul fatto che questa non sarà la notizia più sorprendente che sentirete da qui a fine anno su Ducati e Stoner.

Attendiamo con ansia gli sviluppi della situazione. Sperando che quel parallelo fra Stoner e Spencer che tanti, fra cui il sottoscritto, hanno iniziato a fare tempo fa sia solo figlio del timore di perdere uno dei pochi protagonisti che, nelle ultime stagioni, hanno saputo rendere interessante una MotoGP in avanzato stadio di formulaunizzazione.

WHAT’S MY OPINION?
La mia opinione? Guardate la faccia di Stoner e ascoltate quanto ha detto nelle interviste dopogara di Donington, e tutto apparirà chiaro. Quale che sia la causa, Casey è in profondo stato confusionale. Speriamo che basti un po’ di riposo per restituircelo come prima.

Autore: Edoardo Licciardello

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