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pubblicato il 29 luglio 2009

MotoGP 2010: al via anche la Moto1?

Lo schieramento rachitico impone soluzioni a breve termine. Quali?

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Se il concetto di Moto2 ha funzionato con la 600, perché non proporre anche una Moto1? Innanzitutto perché Infront Motorsport non si fa fregare due volte, ecco perché. E’ bastato che si parlasse a livello di congettura della possibilità di usare motori di serie (qualunque cosa questa definizione voglia dire, come vedremo dopo) perché partisse un nervosissimo comunicato stampa che, al di là di eufemismi e metafore legali, diffida Dorna dal provare anche solo a proporre l’impiego di motori di derivazione di serie per rinfoltire la rachitica griglia della MotoGP attuale.

I TERMINI DELLA QUESTIONE
Diciassette piloti in griglia sono pochi. Pochissimi, per un campionato che vorrebbe essere la punta di diamante delle competizioni motociclistiche. Dov’è il problema? Facciamo più moto: ci sono un sacco di team che vorrebbero passare in MotoGP. Il problema c’è, perché le MotoGP attuali costano un occhio della testa, sia da affittare che da mantenere. Ergo, produrre più moto non basta: bisogna produrre moto che costino meno. E, possibilmente, competitive. Facile, eh?

COME FARE?
Semplice: guardiamo a cosa succedeva negli anni ’90, quando le griglie erano ben più folte. Le moto private erano figlie del connubio fra ciclistiche realizzate da telaisti di grido come Spondon, ROC e Harris, e motori prodotti in quasi-serie da Yamaha. Quasi-serie? Sì: motori da GP, ma decisamente meno raffinati di quelli ufficiali, meno spremuti, prodotti in piccola serie. A cosa si poteva puntare, con una moto del genere? Ad andare a punti, obiettivo che oggi appare triviale, ma allora, quando in griglia c’erano trenta moto, non era per nulla banale.

PERCHE’ NO?
Dopotutto, se analizziamo la situazione, un propulsore da SBK, inserito in una ciclistica prototipale, dovrebbe giocarsela con le MotoGP in diverse piste: i primi riscontri sull’esperimento Moto2 hanno largamente dimostrato, se qualcuno avesse ancora avuto dubbi, che a fare la differenza fra derivate di serie e prototipi da GP sono ciclistica e gomme, e come il motore conti fino ad un certo punto. Dopotutto, praticamente su ogni pista, sono ben più i metri percorsi in curva che non in rettilineo, e, anche nel caso di questi ultimi, una parte viene fatta con i freni in mano.

Concedendo ai motori di serie – che si tratti di un V4 Aprilia, o di un quattro in linea giapponese o teutonico – un vantaggio di cilindrata si dovrebbero ottenere motori più o meno competitivi a costi piuttosto ridotti. Non che si possa puntare alla vittoria in condizioni normali, ma qualche bella gara, diciamo in zona ufficiali meno quotati, è alla portata di un team che conosca il fatto suo. Peccato (o forse no) che chi gestisce i diritti del mondiale Superbike non abbia la minima voglia di concedere a Dorna l’uso di motori anche solo vagamente derivati dalla serie.

INFRONT TEME LA FUGA DI TEAM
La cosa pare non essere un problema, nel senso che la proposta non sembra aver esattamente fatto furore fra i team della MotoGP. Certo, una squadra che oggi ha accesso a motori ed elettroniche vicine a quelli degli ufficiali non dev’essere molto contenta di spendere meno, si, ma per moto piuttosto lontane da quelle schierate dalle case. Andrebbe invece vagliato l’interesse dei team che schierano moto nel mondiale Superbike: credete che Infront si lamenti per una questione di principio? Sciocchi. Si lamentano perché la proposta sarebbe estremamente appetibile per squadre come Ten Kate, Paul Bird Motorsport o GSE/Airwaves. Che avrebbero accesso alla ribalta mediatica della MotoGP a costi poco superiori a quelli della Superbike.

E CON MOTORI PRONTO GARA?
La situazione non sarebbe diversa se i motori risultassero di serie "molto piccola", ovvero non avessero relazioni reali con motori stradali, ma fossero serie limitate di propulsori pronto-gara, salvo che Infront si troverebbe di fatto senza appigli per impedire a Dorna di proseguire. I team della SBK, che da anni sono abituati ad allestire mezzi da gara potrebbero trovare la soluzione molto, molto appetibile. La sensazione è che tutto finirà in una bolla di sapone, ma se Dorna dovesse proseguire su questa strada, tenete bene a mente questo articolo. I nomi che spunteranno fra le domande di partecipazione alla GP con una Moto1, vedrete, li avrete già letti da qualche parte.

E, con ogni probabilità, scorrerà il sangue. Legalmente parlando, naturalmente.

Autore: Edoardo Licciardello

Tag: Sport


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