Sport

pubblicato il 27 luglio 2009

MotoGp 2009, Donington: chi li ha visti?

L'autolesionismo di Stoner, Lorenzo, Pedrosa e Rossi

MotoGp 2009, Donington: chi li ha visti?
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Di solito, gare come queste si chiamano "gare-lotteria". E non perché facciano la fortuna degli allibratori ma perché - come avrete intuito - i risultati sono paragonabili all'estrazione di una lotteria nazionale. Ieri la gara di Donington ha fatto uscire il numero 4, come primo estratto. Il numero di Dovizioso che, roba da matti, ha passato un'intera stagione a cercare di mantenere quanto promesso nel precampionato (con la moto ufficiale, si deve puntare al podio) e domenica si è trovato a saltare direttamente sul gradino più alto. Ma pur senza negare il ruolo della fortuna, nel risultato della gara del forlivese, bisogna riconoscere ad Andrea anche tanto manico, sensibilità e nervi saldi. Gestire un secondo e mezzo di vantaggio negli ultimi due giri, con un vecchio volpone come Edwards e un arrembante De Puniet alle calcagna, non è roba da tutti.

MA CHI SONO QUESTI?
Si, se chiedete a uno spettatore occasionale di riconoscere i piloti sul podio, probabilmente otterrete uno sguardo vuoto, e la convinzione di stare guardando un altro sport, se non addirittura di essere vittima di una candid camera. Ma non è certo colpa dei piloti che oggi hanno brillato (aggiungiamo i nomi di De Angelis, quarto, Melandri, settimo, e soprattutto Canepa, ottavo ma primo dei ducatisti) se i top rider della categoria oggi hanno scelto di autoeliminarsi. Perché è difficile vedere in altro modo la scelta di un Casey Stoner che, davanti ad una griglia su cui tutti i rivali partono con le slick, gioca l'azzardo delle rain.

UNO SU MILLE CE LA FA
Mosse tanto controcorrente sono spesso quelle da "o la va o la spacca". Ma a fronte di poche, eroiche prestazioni come quelle di Gobert (che vinse una manche del GP d'Australia SBK nel 2000) o di Lawson (che regalò la prima vittoria alla Cagiva 500 nel 1992 nel GP d'Ungheria) arrivate grazie a disperati azzardi nella scelta delle gomme, la storia racconta di tantissime gare fallimentari. Perché difficilmente si può qualificare diversamente un GP in cui due ex campioni del mondo finiscono nelle ultime due posizioni - ancora peggio, per scelte che loro stessi hanno fatto, contro l'opinione della squadra. Ancora più delirante il fatto che prendano punti, ma questa è la MotoGP di oggi: punti fino al quindicesimo con diciassette partenti.

OCCHIO ALLE STRISCIE
Autoeliminazione anche per Lorenzo. Staccare con il bagnato su una riga bianca è un errore da principianti, di quelli che costano grandi capitomboli anche in 125. Insomma, un errore che un top rider della MotoGP dovrebbe evitare senza nemmeno farci caso. Che però, evidentemente, colgono in fallo anche piloti molto esperti, come è sempre stato e sempre sarà. Non gettiamo la croce addosso a Lorenzo: se la starà tirando abbastanza lui stesso. E siamo sicuri che non potrà che uscirne più forte, in prospettiva futura.

IL GIGANTE E IL BAMBINO
Ultima autoeliminazione è quella di Rossi. Valentino, che voleva davvero tanto questa vittoria, dopo aver fatto da guida a Dovizioso è finito per cadere vittima dell'errore che, a Laguna Seca, ha causato le brutte cadute di Stoner e Lorenzo. Con la gomma posteriore freddissima, a gas chiuso, ha piegato troppo alla Esse, finendo lungo disteso ancora prima di avere il tempo di realizzare cosa stesse succedendo. Per sua fortuna, il campione del mondo è riuscito a raddrizzare la moto (stavolta era vicina all'asfalto, a differenza che a Le Mans...) e a ripartire, girando come una furia e portando a casa un quinto posto, che, paradossalmente... lo fa allungare in campionato. Eh già, perché Pedrosa, come vuole tradizione, non appena la pioggia è diventata poco più che accennata ha chiuso repentinamente il gas. Strano davvero, perché dei quattro piloti che si giocano il campionato, lui è sicuramente quello con meno da perdere.

Adesso, con tre settimane di sosta fino al GP di Brno, tutti avranno modo di meditare sugli errori commessi. E, possibilmente, dare vita ad un gran finale di campionato. Buone vacanze a tutti, ci si rivede a ferragosto...

Autore: Edoardo Licciardello

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