Curiosità

pubblicato il 26 luglio 2009

Dall'Alaska alla Florida in 86 ore e mezza

Record di John Ryan e della sua Yamaha FJR 1300

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Al minuto "zero" John Ryan era a Prudhoe Bay, sull’estrema costa settentrionale dell’Alaska, 5.191 minuti dopo (86 ore e 31 minuti dopo) era a Key West in Florida. Alle spalle, e sotto le ruote, la traversata dell’intero Nord America da un capo all’altro sfruttando il percorso diretto dal più elevato chilometraggio. Compagna di viaggio la sua Yamaha FJR 1300 del 2005, equipaggiata con pneumatici sport-touring Metzeler Z6. Obiettivo, battere il precedente record di 96 ore e 1 minuto. Missione compiuta!

L’avventura on the road è stata portata a termine in primavera ma le condizioni meteo e la fortuna, nella fase di avvicinamento al punto di partenza del viaggio, non sono state dalla parte di Ryan. Prima una foratura, poi le condizioni meteo avverse con neve e freddo e infine la foratura della coppa dell’olio a causa di un grosso sasso, lo hanno costretto a rimandare tre volte la partenza.

I primi 650 km non sono stati affatto semplici, con pioggia intensa e strade in pessime condizioni per il fango presente sulla carreggiata. Alla prima sosta il recordman americano si è concesso una doccia, un lavaggio per la FJR, ha fatto il pieno di benzina ed è ripartito alla volta della Florida, stavolta su strade in condizioni migliori.

Da qui in poi il raid è proseguito senza intoppi, salvo 1.900 km di pioggia tra Edmonton (British Columbia, Canada) e Madison (Wisconsin, Usa) e una svolta sbagliata in Tennessee che ha allungato il tragitto di circa 200 km.

"Avrei potuto fare meglio – dice Ryan – e risparmiare circa tre ore, ma ho perso un’ora e mezza al confine con il Canada e ho sbagliato strada in Tennessee. Ad ogni modo la moto e le gomme si sono comportate alla grande. Non solo hanno coperto senza problemi l’intera distanza ma con il mio serbatoio maggiorato e i numerosi accessori montati, tutta la meccanica è stata davvero stressata al limite".

"La mia FJR aveva già 225.000 km all’attivo quando sono partito – ha aggiunto Ryan - ed è ancora in garanzia! Oltre cento persone mi hanno aiutato per la realizzazione di questo raid e mi sento in debito con loro, soprattutto con Yamaha e Metzeler."

Il record di John Ryan è migliore di ben 9 ore e 30 minuti rispetto al precedente e più rapido anche del suo precedente tentativo, concluso in 101 ore e 11 minuti a causa delle pessime condizioni meteo incontrate e dell’accanimento della sfortuna. È con orgoglio che il motociclista americano ha affermato: "più di un mototurista mi ha detto che questo record resisterà per molto, molto tempo!". Beh, effettivamente impiegare meno di 4 giorni per andare dalla punta nord dell’Alaska alla punta sud della Florida è davvero poco. Per viaggi simili si prende l’aereo!

Per quanto riguarda l’ufficialità del record John ha dovuto conservare tutte le ricevute dei rifornimenti e richiedere, alla partenza e all’arrivo, la testimonianza della Polizia tramite la verifica della sua identità. E per non correre rischi di contestazione il motociclista recordman ha usato un sistema di tracking on line che ne ha registrato la posizione ogni 20 minuti circa. L’ufficialità del record è stata sancita da Michael Kneebone della Iron Butt Association, l’associazione dei "motorcycle long-riders".

John Ryan ovviamente non si è improvvisato recordman avendo alle spalle una lunga storia di motociclista sulle lunghe distanze. È stato il primo a portare a termine una "Bun Burner Gold Trifecta" (tre tappe da 1.500 miglia in meno di 72 ore) e il primo a concludere con successo una "DC-1000" (oltre 1.000 miglia in 24 ore interamente nello Distretto di Columbia) e una "NYC-1000" (sempre 1.000 miglia in 24 ore ma nello stato di New York). Nel 2005 ha concluso al settimo posto l’Iron Butt Rally ed è un "Silver Award rider" dell’omonima Associazione.

Le Yamaha evidentemente ispirano i viaggiatori estremi anche se le moto utilizzate sembrano scelte "al contrario". Dopo il giro del mondo sulla distanza più lunga portato a termine da Nick Sanders con la R1 e questa traversata del Nord America con la FJR 1300, abbiamo il sospetto che a qualche "yamahista" possa venire in mente di fare una gara di endurance in circuito con una Ténéré!

Autore: Costantino Paolacci

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