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pubblicato il 8 luglio 2009

Motorshow: si torna all'antico per avere un futuro

Spazi gratis e moto, ma anche furgoni e camion

Motorshow: si torna all'antico per avere un futuro

Signori, si torna all’antico. Anzi, sarebbe meglio dire "ragazzi" perché il Motorshow di Bologna 2009 (5-13 dicembre) torna allo spettacolo, alla festa dei motori tutta per i giovani abbandonando persino la solenne e seriosa affiliazione all’OICA (Organisation Internationale des Constructeurs d’Automobiles), quella che dà la possibilità di essere inserita nel calendario dei Saloni Internazionali dell’Automobile.

Diciamocelo con franchezza: il Motorshow negli ultimi anni aveva perso la sua anima giovane e "paesana" senza essere capace di prendere quella adulta e cosmopolita di altri saloni come Ginevra, Francoforte o Detroit. E non si tratta solo di anima, ma anche di partecipazione dei giornalisti che potevano fare il confronto con gli strumenti di lavoro messi a loro disposizione in altre date analoghe in giro per il mondo. Poi è arrivata la crisi e le Case hanno preso la palla al balzo per smarcarsi dal rito del salone a tutti i costi, anche di fronte al fatto che, dopo la morte di Torino, Bologna rimane l’unico evento di questo genere in Italia, con un numero di spettatori che è superiore a qualsiasi altro salone in Europa ed è l’avvenimento fieristico più grande del nostro paese con quasi un milione di visitatori. Certo, negli anni migliori questa soglia era superata ampiamente e anche questo è un segno di declino.

Il fatto è che fino a qualche giorno fa c’era il rischio concreto che il Motorshow non si svolgesse seguendo la sorte di Londra e di Barcellona, quest’ultima svoltasi solo per l’intervento risolutivo del governo catalano. I vertici della Promotor infatti, durante il consueto giro esplorativo, avrebbero verificato l’indisponibilità pressoché generalizzata delle Case a spendere soldi per portare a Bologna i loro stand con vetture e belle ragazze. Occorreva dunque rimettere seriamente in discussione la formula del Motorshow chiedendo la collaborazione delle realtà locali, quelle che perderebbero tutto il giro d’affari creato ogni anno all’inizio di dicembre. L’aiuto sarebbe arrivato e la Promotor avrebbe rassicurato le Case dicendo: "il Motorshow è vostro". Un modo elegante per dire: "quest’anno non pagate gli spazi". Ma la novità non sarebbe solo nel pacchetto commerciale perché i cambiamenti prefigurati sarebbero davvero sostanziosi. Quindi largo di nuovo allo show, alle moto – via via marginalizzate fino ad essere completamente sfrattate nelle ultime edizioni – e spazio anche ai mezzi commerciali e industriali, in parole povere: furgoni e camion. Il bello è che non si tratterebbe di semplice esposizione, ma si pensa di portare a Bologna le premiazioni dei premi "Van of the Year" e "Truck of the Year". Insomma il Motorshow di Bologna vuole rilanciarsi non solo mettendo il cartello "sconti" in vetrina, ma ha l’ambizione di diventare il Salone dei Motori a 360°.

I vantaggi ci sarebbero anche per i visitatori. Il Motorshow è il salone più caro del mondo con un biglietto di ingresso di 24 euro contro i 12 di Parigi e i 12 dollari di Detroit. Certo, oltre l’esposizione c’è lo spettacolo, ma di questi tempi non si può fare i pretenziosi. La Promotor avrebbe proposto di includere nel biglietto una bibita, ma anche sconti per l’assicurazione auto e una serie di altri servizi il cui valore immediato per il visitatore eguaglia almeno il prezzo del biglietto.

La parola ora sarebbe passata alle Case automobilistiche, che forse davano Bologna già per persa e invece ora non possono dire di non essere state ascoltate. L’unico motivo di rilancio della discussione sarebbe costituito dalle spese che devono comunque essere sostenute per l’allestimento, ma la Promotor ha fatto di necessità virtù: se lo stesso spazio deve essere diviso con le moto, i furgoni e i camion, vuol dire che ce ne sarà di meno da allestire per tutti, quindi minori spese e obbligo a selezionare i prodotti da esporre.

Che cosa potrà far pendere l’ago della bilancia per il sì piuttosto che per il no? Soprattutto il mercato. Se a settembre ci sarà, in base agli ordini, la ragionevole sicurezza che le vendite hanno imboccato la via del recupero sotto la spinta degli incentivi, il Motorshow si farà e sarà in grande stile, il proprio. Se invece il netto segno positivo del mese di giugno si affievolirà portando l’indice tendenziale del 2009 più vicino agli 1,9 milioni che ai 2 milioni con la paura che dopo la fine degli incentivi ci sia il crollo, saranno altri fattori esterni a determinare la sopravvivenza del Motorshow di Bologna e a fare in modo che il 5 dicembre prossimo si parli ancora della 34ma edizione del Motorshow di Bologna. Ce lo auguriamo tutti.

Autore: Nicola Desiderio

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