Test

pubblicato il 6 luglio 2009

Kawasaki ER-6n 2009 - TEST

La piccola peste ha anche l'ABS

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La prima versione della naked Kawasaki in tre anni di commercializzazione ha totalizzato solo in Italia oltre 11.000 immatricolazioni, un successo che con il model year 2008 (uguale a quello 2009) la Casa di Akashi ha voluto rinverdire. Come? Con una maggior cura costruttiva, soprattutto a livello di finiture, con un'estetica più moderna e spigolosa ma anche con piccoli ritocchi al motore, per renderlo più pastoso ai medi regimi senza rinunciare alla grinta tipica del suo bicilindrico parallelo da 649 cc, con distribuzione bialbero a 8 valvole e raffreddamento a liquido.

GIAPPONESINA SBARAZZINA
Per rendersi conto di quanto lavoro sia stato svolto sull'attuale versione della naked Kawasaki vale la pena confrontarla con la prima fortunata serie. La ER-6n si caratterizza per un restyling molto riuscito che ne ha migliorato molto l'appeal estetico. Sono nuovi i gruppi ottici e la strumentazione, il cupolino, ora più aderente agli steli forcella, e il codone, tronco e con gruppo ottico a led. Ma la matita dei designer ha tracciato nuove linee anche per fianchetti e serbatoio, più snelli, anche per consentire di poggiare meglio a terra i piedi.
E' una naked facile e leggera, ideale per l'utilizzo quotidiano, anche in città, ma che sa divertire sui tratti guidati. Dedicata a un pubblico più giovane rispetto a quello delle medie naked a 4 cilindri ("sorellona" Z750 innazitutto), non soffre troppo del gap di prestazioni assolute rispetto a queste ultime, anche perché i 72,1 CV a 8.500 giri del suo motore (coppia max 66 Nm a 7.000 giri) fanno il paio con un peso dichiarato (in ordine di marcia) di 200 kg, che diventano 204 per la versione con ABS.

TECNICA SOLIDA
Il telaio è una struttura semplice e razionale in acciaio che abbraccia il motore all'altezza della testata. Per contenere le vibrazioni e migliorare il comfort il propulsore è montato su silent-block. Il forcellone è in tubi con sezione a "D" e per pilota e passeggero ci sono supporti pedane di tipo tubolare dall'aspetto solido e ben rifinito. Il manubrio è tipicamente "jap", piuttosto stretto e con le estremità a nostro avviso troppo piegate all'indietro. In compenso permette di passare facilmente tra le auto in colonna e comunque, grazie alle quote agili della moto, non pregiudica minimamente la manovrabilità, nemmeno a bassa andatura.
La strumentazione è compatta e prevede contagiri digitale, tachimetro analogico e gli indicatori LCD per livello carburante e temperatura di esercizio del motore, oltre ovviamente alle canoniche spie di servizio.
Le sospensioni sono molto semplici, forcella tradizionale da 41 mm senza regolazioni e mono laterale con schema Cantilever regolabile solo nel precarico; tuttavia, come vedremo, non fanno rimpiangere elementi più sofisticati perché la taratura è un buon compromesso per non battere i denti sul pavé ma nemmeno "dondolare" sui curvoni veloci.
L'impianto frenante prevede dischi da 300 mm davanti (220 mm al posteriore) con pinze a due pistoncini su entrambi gli assi. Il sistema antibloccaggio, presente sull'esemplare in prova, non è un optional ma di serie sulla versione ABS e fa lievitare il prezzo di listino da 6.290 a 6.790 Euro f.c.

BICILINDRICA TUTTO PEPE
E' sempre una buona abitudine dare un'occhiata alle misure geometriche della ciclistica per avere conferma delle sensazioni di guida raccolte durante i chilometri in sella. La ER-6n è molto maneggevole pur senza fare dell'agilità il suo punto di forza, ed è anche piuttosto stabile ad alta velocità. Lo testimoniano infatti l'inclinazione del cannotto di sterzo, pari a 24,5°, l'avancorsa di 102 mm, e l'interasse pari a 1.405 mm, quindi contenuto ma non a livello delle reattivissime supersportive.
A guardarla, così compatta e dall'aspetto cittadino, non si direbbe, ma la ER-6n è in grado di superare i 200 km/h indicati e raggiungere la velocità autostradale di 130 km/h in pochi secondi. La "piccola" Kawasaki spinge forte a partire dai 5.000 giri e allunga con decisione fino a oltre 11.000 giri, rendendo la guida divertente e redditizia. Non ci è piaciuta troppo invece l'erogazione sotto i 4.000 giri. Sotto questa soglia il motore si esprime corposo e regolare ma denuncia un po' di pigrizia che pregiudica la rapidità di risposta nelle riprese con le marce alte. Discreti i consumi; con 15,5 litri di serbatoio si percorrono facilmente oltre 200 km con un pieno e se non si dà il gas a due mani coprire 250 km è una possibilità tutt'altro che remota.

SOSPENSIONI OK, ABS MIGLIORATO
Le strade di Roma sono il banco di prova ideale per capire se le sospensioni di una moto sanno incassare bene buche e dislivelli. C'è un po' di tutto, "sampietrini", tombini, giunzioni dell'asfalto (anche longitudinali...), rotaie e scivolosissime strisce pedonali! Le semplici sospensioni della ER-6n digeriscono tutto ma, soprattutto, mantengono una rassicurante coerenza di risposta tra anteriore e posteriore. Merita un cenno anche l'altezza della sella: siamo a 785 mm, un valore perfetto anche per piloti non troppo alti e per il pubblico femminile, che troverà sempre piuttosto facile posare saldamente i piedi a terra.

In tema di freni poi, non sappiamo se "durante l'inverno" i tecnici Kawasaki abbiano lavorato alla messa a punto dell'ABS, perché il suo rendimento ci è parso migliorato, anche se ancora non del tutto soddisfacente. Ci era capitato di provarlo su una Versys prima serie e non ci era affatto piaciuto: si arrivava in prossimità del bloccaggio e poi il sistema liberava la morsa delle pinze per un tempo eccessivo, facendo a nostro avviso allungare troppo gli spazi di arresto. Ora questo comportamento è un lontano ricordo e, almeno all'anteriore, la frenata è incisiva anche strizzando bene la leva. Al retrotreno invece l'azione rimane ancora un po' invasiva, tanto che affidarsi al solo freno posteriore, se il fondo non è del tutto regolare, significa fermarsi un bel po' oltre il punto desiderato!

QUATTRO VERSIONI E UNA PROMOZIONE
La ER-6 esiste in due versioni che diventano quattro se si considerano le varianti con ABS. La "n" ha un prezzo di 6.290 Euro e occorrono 500 Euro in più per la versione ABS. La ER-6f invece, con carenatura completa ben più protettiva della naked sulle lunghe distanze, costa 6.590 Euro che diventano 7.190 per il modello con ABS.
Segnaliamo inoltre la promozione attiva per tutto il mese di luglio 2009: rottamando una moto Euro-0 o Euro-1, Kawasaki aggiunge al contributo statale di 500 Euro una somma equivalente, che fa quindi scendere il prezzo a 5.190 Euro, sempre franco concessionario; una buona occasione per entrare in possesso di una naked moderna e brillante.

In questo test:
Casco Nolan
Guanti Tucano Urbano
Giubbino OJ Atmosfere Metropolitane
Scarponcini TCX

Casco AGv
Giubbino Bering
Guanti Bering
Stivali Dainese

Autore: Costantino Paolacci

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