Novità

pubblicato il 26 giugno 2009

Aprilia Xcrambler 750 V2 e Guzzi SCR 750

Per Oberdan Bezzi al Gruppo Piaggio manca la scrambler

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Quante volte avete sentito parlare delle "scrambler"? Sono quelle moto un po’ da fuoristrada e un po’ stradali con cui muoversi agilmente in città, fare gite a medio raggio e non fermarsi all’inizio di una strada sterrata. Beh, direte voi, e le maxienduro che ci stanno a fare? Vero, ma qui non si parla solo di un segmento di mercato ma di una nicchia che trova (troverebbe?) tanti estimatori anche tra chi, negli anni Settanta, ha amato questo tipo di moto, molto in voga a quei tempi.

Attualmente hanno in gamma una scrambler solo Moto Morini, Triumph, Derbi e Bmw. La prima è una bicilindrica a V di 87° da 1.187 cc con raffreddamento a liquido, l’inglese ha una cilindrata di 865 cc ed è una bicilindrica parallela frontemarcia con raffreddamento ad aria, mentre la spagnola Mulhacén è una monocilindrica nelle cilindrate 125 e 659 cc. Stessa cilindrata, 650 cc, per la tedesca Xcountry.

Altri modelli dovrebbero arrivare. Da tempo immemore si vocifera di una nuova Ducati Scrambler e, proprio la Casa bolognese, sarebbe quella più adatta a schierare in gamma una moto simile, avendo contribuito, 40 anni orsono, al nascita del mito di questo modello con le sue monocilindrice 250, 250 e 450 cc.

Ma cosa serve per fare una scrambler? Fondamentalmente gli elementi sono pochi ma molto caratterizzanti: scarico alto, possibilmente sdoppiato e sovrapposto, cromature a profusione, pneumatici semistradali, cerchi a raggi, faro tondo, manubrio largo e sella comoda anche per due persone.

Tra i player internazionali che potrebbero ambire a realizzare una moto di questo tipo ci sono sicuramente Aprilia e Moto Guzzi; la prima perché ha un’ampiezza di gamma che lo giustificherebbe senz’altro, la seconda perché, a sua volta, produsse lo Stornello Scrambler 125 e quindi potrebbe contare su precedente.

È allora il "solito" Oberdan Bezzi a ipotizzare come potrebbero essere le scrambler del gruppo Piaggio (ma ricordiamo che anche Derbi ne fa parte). L’Aprilia si chiamerebbe "Xcrambler 750 V2" mentre la Guzzi sarebbe più semplicemente "SCR 750".

Attenzione però, se avete già guardato gli sketches starete storcendo il naso: una Guzzi motorizzata Aprilia? Orrore! "Obiboi", lo pseudonimo di Bezzi quando non disegna le moto per lavoro, ne dà una giustificazione sensata: "In fondo nel mondo dei motori succede spesso che il medesimo modello porti marchi differenti nell'ambito dello stesso Gruppo. Servirebbe a ‘rimpolpare’ la gamma Moto Guzzi e a svecchiare il marchio. Pochi particolari dedicati ed ecco la SCR 750, per chi vuole sul serbatoio un marchio più nobile".

Non possiamo certi dargli torto, ma con altrettanta facilità la Casa di Mandello potrebbe creare una scrambler a partire dalla V7 Classic. Sarebbe senz’altro una moto piacevole e con un gran fascino, Guzzi nell’anima perché caratterizzata dal bicilindrico trasversale che rende uniche le moto lariane.

Per Aprilia sarebbe invece una novità. Basata sulla meccanica e sulla ciclistica della Dorsoduro potrebbe contare su un motore dalle prestazioni molto brillanti (oltre 90 CV) e su una tecnologia che di classico ha ben poco (il Ride by Wire e le tre mappature) ma che all’atto pratico renderebbe moderna e divertente la guida di una moto vecchio stile.

Oberdan Bezzi ha lanciato il sasso e, come sua consuetudine, non nasconde certo la mano. Staremo a vedere se gli uffici marketing interessati aspetteranno che le acque si chetino o ne approfitteranno per mostrare se c’è già qualcosa che bolle in pentola.

Autore: Redazione

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