Tecnica

pubblicato il 25 giugno 2009

KTM non rinuncia al 2T e rilancia

Efficienza e ridotti costi di gestione lo rendono ancora attuale

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Il motore a 2 tempi ha una lunghissima tradizione all’interno della gamma di motociclette KTM. È lo stesso A.D. della Casa austriaca, Stefan Pierer, a porre enfasi su questa tipologia di motore, anche per il futuro, considerando soprattutto gli impieghi sportivi e il supporto che la Casa "orange" vuole continuare a dare alla crescita delle nuove generazioni di piloti.

TANTI VANTAGGI, POCHI DIFETTI
Elevata potenza specifica, peso ridotto, manutenzione semplice e poco onerosa. Sono solo alcuni dei vantaggi legati al motore a 2T, relegato ormai a modelli specialistici nelle piccole cilindrate ma che invece in tutto il mondo ha ancora tantissimi estimatori, tecnici specializzati, e preparatori capaci. Il problema è legato soprattutto all’inquinamento, o meglio, all’immagine di motore inquinante che il 2T non riesce a scrollarsi di dosso, dovuto, manco a dirlo, alla fumosità di scarico.

GIOVANI PILOTI CRESCONO
Ma il "boss" di KTM Stefan Pierer continua a vedere applicazioni significative per questa motorizzazione: "È stato sempre chiaro per noi che il motore due tempi svolgerà un ruolo importante anche in futuro. Ad esempio per quanto riguarda le prossime generazioni di piloti fuoristrada; sono un gruppo di consumatori molto influente, per i quali il due tempi è imbattibile in termini di efficienza e di costi. Per questo motivo abbiamo sempre continuato a sviluppare questa tecnologia, le cui possibilità sono ancora lontane dall’essere esaurite. Attualmente – continua Stefan Pierer – i 2T costituiscono quasi la metà di tutte le moto fuoristrada in circolazione. Gli oltre 20.000 clienti che hanno deciso per una 2T, solo nel corso dell'ultimo anno commerciale, sono la prova migliore della continua richiesta di questa tipologia di motore. Ciò è valido soprattutto per le generazioni più giovani di piloti fuoristrada, che hanno gran voglia di moto e di allenarsi, ma sono strettamente dipendenti dal sapere in anticipo quello che devono spendere ".

APPLICAZIONI "OBBLIGATE"
"Ci sono anche settori dello sport in cui la scelta del 2T è quasi obbligata – sottolinea ancora l’A.D. di KTM -. Uno degli esempi più ovvi è quello delle gare di Enduro estremo che stanno conoscendo una popolarità sempre maggiore. Inoltre, dobbiamo dare il benvenuto alla decisione della FIM di introdurre per la prossima stagione una categoria Junior, con moto 125 cc a 2T nel Campionato Mondiale Motocross MX1-MX2 ".

L’UNO NON ESCLUDE L’ALTRO
Sostanzialmente la posizione di KTM relativamente al 2T non è di preclusione all’una o all’altra tipologia di motore. 2T e 4T possono tranquillamente convivere e continuare ad essere sviluppati per essere sempre più efficienti, affidabili e puliti. "Non vi è alcuna scelta obbligata tra un tipo di motore e l’altro – sottolinea Pierer -nei prossimi anni sofisticati motori a 2T troveranno tanti acquirenti quanto i moderni 4T ma ci sarà spazio anche per motori completamente nuovi, come per esempio un motore elettrico che vedremo sul mercato entro due anni, destinato a una enduro sportiva. (…) Dobbiamo prendere in considerazione una situazione del mercato che vedrà una specializzazione sempre maggiore verso tante nicchie differenziate. Ad ogni modo in KTM i 2T continueranno ad essere parte integrante del futuro modello di pianificazione. Abbiamo già avviato lo sviluppo di modelli a 2T ancora più potenti, più silenziosi e meno inquinanti".

AMICI NEMICI
È una presa di posizione importante quella di Ktm, con un peso "politico", a livello industriale, molto importante, date che il Costruttore austriaco è leader nella produzione di moto off-road, con numeri produttivi e di vendita rilevanti. Dal lato opposto della "barricata" troviamo Honda che ormai da tempo non produce più nessun motore "a miscela", né di piccola cilindrata né per i suoi motori marini e nemmeno per il "power equipment" (decespugliatori, rasaerba e generatori). L’ultima bordata al fronte del 2T arriva del resto dal Motomondiale, dove dall’anno prossimo andrà via via scomparendo la classe 250 cc per lasciare spazio alla Moto2, con propulsori 600 cc a 4 cilindri in linea di derivazione, guarda un po’, proprio Honda!

Autore: Redazione

Tag: Tecnica


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