Epoca e Classiche

pubblicato il 24 giugno 2009

Da 40 anni le moto BMW nascono a Berlino-Spandau

Dal 1969 sono uscite dalle linee di produzione 1.882.400 moto

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Lo stabilimento BMW Motorrad di Berlino, dove vengono costruite tutte le moto BMW, vanta una tradizione di ben quarant’anni, con più di 1.882.400 motociclette BMW uscite dalle sue linee di produzione. Il primo esemplare vide la luce nel 1969, era una BMW/5. Allora i dipendenti erano 400 e le unità prodottoe 30 al giorno.

UN PASSATO "BELLICO"
Nel 1936 lo stabilimento Siemens Aircraft Engine fu trasformato nella società indipendente Brandenburgische Motoren Werke GmbH, che costruiva motori per aerei, con il nome di "Bramo". Nel 1939, Bramo divenne parte di BMW AG e fu utilizzata fino alla fine della guerra come stabilimento per la produzione di motori aeronautici BMW.

Dopo la guerra lo stabilimento di Berlino-Spandau fu smantellato dagli alleati ma, nel maggio del 1945, circa 100 dipendenti già vi producevano utensileria per uso domestico e, dopo la riforma monetaria, iniziò qui la produzione di componenti per motocicli per il principale stabilimento BMW a Monaco di Baviera. Era il 1949 e rappresentò il primo passo verso un graduale trasferimento della produzione di motocicli da Monaco a Berlino. Dal 1958, anche i componenti auto BMW cominciarono ad essere costruiti in misura via via maggiore a Berlino-Spandau.

DA MONACO A BERLINO
A causa del significativo aumento della produzione di automobili, nella metà degli anni 60 cominciò a maturare la possibilità di spostare la produzione di motociclette da Monaco a Berlino, trasferimento che avvenne nel 1969 con la messa in produzione della nuova "/5" con motore boxer.

BMW Motorrad, come la conosciamo oggi, esordì proprio allora, con tre nuovi modelli: la R50/5 da 32 CV destinata in particolare alle Forze dell’Ordine, la R60/5 da 42 CV per utilizzo touring, e la R75/5 da 50 CV e 175 kmh che ottenne un eccezionale successo commerciale sul mercato internazionale.

All’inizio degli anni Settanta, con il ritorno in voga della moto - che negli anni Sessanta era stata quasi soppiantata dall’automobile – i dati relativi alla produzione dello stabilimento BMW di Berlino cominciarono a salire rapidamente. Nel 1970, dalla linea di produzione uscirono ben 12.287 unità, e a luglio del 1973 - quando la produzione della serie "/5" era giunta al termine – lo stabilimento di Berlino aveva prodotto ben 68.956 motocicli, quintuplicando la produzione in soli tre anni.

LE SERIE "/5", "/6" E "/7"
La nuova serie "/6" e in particolare la leggendaria BMW R 90 S, furono presentate in occasione del 50° anniversario di BMW Motorrad nell’autunno del 1973. Subentrando al motore di 898 cc, il motore boxer di questa potente bicilindrica aveva una potenza di 67 CV, che la spingevano a 200 km/ h, senza rinunciare alla versatilità e alle qualità gran turismo tipiche delle moto BMW.

La 100.000° BMW costruita a Berlino-Spandau uscì dalla linea di montaggio nel gennaio 1975. L’anno successivo il motore boxer fu aggiornato con l'introduzione della serie "/7" . Oltre alla R60/7 e alla R75/7, fu introdotta la R100/7, seguendo la tendenza generale a costruire da oltre 1.000 cc. Nacque poi la R100RS completamente carenata e molto veloce (oltre 200 km/h) grazie ai 70 CV di potenza del suo motore. La serie "/7" ebbe un grande successo commerciale e rese indispensabile l’ampliamento dello stabilimento di Berlino-Spandau. I lavori avevano lo scopo di far crescere la produzione fino a 60.000 moto l’anno, creando anche nuovi posti di lavoro.

LA FAMIGLIA CRESCE, LA PRODUZIONE ANCHE
Nel 1978 arrivò la R 100 RT, simile alla RS ma totalmente votata al touring, e fecero il loro ingresso sul mercato la R45 e la R65, incrementando ancora sia i dati di produzione che di vendita. In ottica di sinergie produttive nel 1979 dallo stabilimento di Berlino-Spandau escono anche i freni a disco per le auto del gruppo tedesco.

Il 250.000° motociclo BMW prodotto a Berlino uscì dalla linea di montaggio nel 1980. Si trattava di uno speciale modello costruito per le moto della scorta di Re Hussein di Giordania. Nello stesso anno, Rolf Witthöft vinse il Campionato europeo Offroad su una BMW da 800 cc che divenne poi la R80GS, capostipite di tutte le "GS", una bicilindrica boxer da 50 CV adatta al fuoristrada così come all’uso quotidiano e al turismo. Questa leggendaria moto introdusse il monobraccio posteriore denominato "Monolever".

ARRIVANO LE PLURIFRAZIONATE
Nella storia dello stabilimento BMW di Berlino-Spandau una ulteriore pietra miliare fu l'introduzione della nuova "serie K" con motore quattro cilindri in linea e raffreddamento a liquido, installato orizzontalmente all'interno del telaio e dotato per la prima volta di alimentazione ad iniezione. Con questa moto fu inaugurata una nuova linea di assemblaggio e una nuova struttura di lavorazione meccanica, per un investimento pari a 500 milioni di marchi tedeschi.

Nel 1988 nasce la K1, una moto tecnologicamente avanzata e con carenatura sviluppata in galleria del vento. Il motore a quattro valvole per cilindro da 100 CV spingeva la K1 a 240 kmh e, sul lato della sicurezza, introdusse il sistema ABS, montato per la prima volta su una moto.

UN MILIONE DI BMW
Nel 1992 dalle linee di assemblaggio di Berlino-Spandau uscì la milionesima BMW. L’anno successivo venne lanciata la R1100RS, boxer da 90 CV e 215 kmh, a 4 valvole per cilindro e iniezione elettronica, caratterizzata da un design innovativo con carenatura integrale per meglio proteggere il conducente e il passeggero. La R1100RS introdusse all’avantreno il sistema sterzante-ammortizzante Telelever, caratteristico di tutte le BMW boxer di oggi.

L'ultima BMW con il motore boxer due valvole uscì dalla linea di produzione nel 1996, era una R80GS Basic, ultima versione di un modello di grande successo che concluse il capitolo del boxer a due valvole dopo ben 27 anni di successi.

Nel 1997 lo stabilimento BMW di Berlino fu riconosciuto come primo impianto al mondo per la produzione di motocicli in conformità con le norme internazionali in materia di lavoro e gestione ambientale, subito dopo il passaggio dall’alimentazione energetica a petrolio a quella a gas.

INVESTIMENTI SEMPRE IN CRESCITA
Nel 1999 con la F650GS monocilindrica Bmw introdusse la sua terza serie di modelli, oltre alle serie R (boxer) e K (in linea). In tutto l’azienda investì 4,5 milioni di marchi tedeschi per l’ampliamento della nuova linea di assemblaggio a Berlino-Spandau e di altri modelli che sarebbero stati lanciati successivamente.

Nel mese di maggio del 2001 cominciò la costruzione di un nuovo impianto di produzione, "l’Edificio 7", completato in soli due anni, e dotato di un nuovo reparto di verniciatura automatizzata e di nuove strutture di lavorazione meccanica. Nello stesso anno, dalla linea di produzione uscì una BMW R 1100 RT per la Croce Rossa, esattamente la 500.000° moto BMW equipaggiata con ABS.
Il focus sull’ecocompatibilità della produzione è comunque rimasto sempre centrale, tanto che nel 2004, sempre a Berlino, fu avviato un nuovo reparto di verniciatura ecologico, seguito l’anno successivo dall’introduzione di imballaggi monouso riciclabili per le moticiclette.

CENTOMILA MOTO L’ANNO
Nel 2006 la famiglia dei motori BMW cresce ancora, con l’introduzione della nuova generazione di motori per la serie "F", che da monocilindrici diventano bicilindrici paralleli frontemarcia.
Sempre nel 2006 un nuovo record, per la prima volta lo stabilimento di Berlino supera la soglia delle 100.000 moto prodotte in un anno, e nel 2008 l'introduzione di vernici a base acquosa ("hydro-clear") confermano l’impegno di BMW verso la tutela ambientale.

E sempre dallo stabilimento di Berlino esce l’ultima nata di Casa BMW: la S1000RR superbike, l’arma del Costruttore tedesco nel campionato riservato alle derivate di serie, una supersportiva dall’eccezionale potenza che si affaccia sul mercato nel difficilissimo segmento dominato dai costruttori giapponesi.

Autore: Redazione

Tag: Epoca e Classiche


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