Test

pubblicato il 15 giugno 2009

Aprilia Shiver GT 750 ABS - TEST

Con cupolino e abs la bicilindrica veneta diventa sport-touring

Aprilia Shiver GT 750 ABS - TEST
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A Noale si danno un gran da fare; dopo il periodo difficile della crisi pre-fusione con Piaggio lo slancio per recuperare il tempo perduto sembra inesauribile. Le nuove Shiver, Mana, Dorsoduro, RSV4, tutta la famiglia Scarabeo e Sportcity rinnovata, sono i segnali di una vitalità progettuale e di prodotto invidiabile. Certo, c’è stato anche il mezzo passo falso delle Pegaso motorizzate Yamaha-Minarelli, già fuori produzione ma, come diceva Seneca, "errare humanum est" e, in Aprilia, a chi disegna, progetta, industrializza e produce i veicoli, la componente passionale non manca di certo. Per completare la gamma ora serve una nuova Pegaso (o Tuareg?) con il V2 da 750 cc, una nuova Caponord con l’atteso V2 da 1200 cc e la nuova naked ipersportiva, erede della Tuono, che tutti immaginiamo derivata dalla RSV4, come è logico aspettarsi.
Comunque, fanta-modelli a parte, noi sulle Dolomiti ci siamo andati per provare la versione GT della Shiver. Ecco com’è fatta e come va.

SEMPRE SHIVER, ANCORA PIU’ INTELLIGENTE
Magari in Italia non è il tipo di moto per cui gli appassionati perdono il sonno e gridano al miracolo, ma nel resto d’Europa, dove i motociclisti sono più "tosti" e usano la moto tutto l’anno (non solo per andare all’aperitivo e al mare), la presenza di un cupolino protettivo e dell’ABS, faranno sicuramente della Shiver una naked non solo bella e performante ma anche molto più appetibile per chi che fa un utilizzo totale. Sportività e versatilità insieme, quindi, coniugando prestazioni e comfort in un prodotto moderno e dall’immagine accattivante.

SUPERDOTATA
Conosciamo bene ormai la naked bicilindrica veneta e le sue caratteristiche tecniche. Questa versione GT non fa che migliorarne la fruibilità. Sul cupolino, studiato in galleria del vento, sono stati ricavati due comodi vani portaoggetti, di cui uno chiuso da serratura, e l’alimentazione per la corrente 12V, comoda per installare un navigatore satellitare o ricaricare il cellulare.

La ciclistica è tutta confermata, con telaio scomponibile a traliccio d’acciaio con piastre di alluminio e forcellone in alluminio con capriata. La forcella da 43 mm (montata su piastre in alluminio forgiato) non è regolabile mentre il monoammortizzatore laterale con sistema Cantilever ha i registri dell’estensione e del precarico molla.
Il plus della Shiver è comunque la gestione completamente elettronica non solo dell’alimentazione ma anche del comando gas, è infatti presente il Ride by Wire di seconda generazione con tre mappature, Sport, Touring e Rain, per trovare sempre il feeling più adatto nelle varie situazioni di guida.

E per quanto riguarda i freni non c’è proprio di che lamentarsi. All’anteriore due dischi da 320 mm fanno il paio con le pinze radiali a 4 pistoncini, mentre al posteriore c’è un disco da 240 mm con pinza a pistoncino singolo. La GT è inoltre disponibile in versione ABS.
La motorizzazione è l’ormai conosciuto bicilindrico a V di 90° da 749,9 cc, con testate bialbero a 4 valvole comandate da un sistema misto ingranaggi-catena, raffreddato a liquido, con alimentazione ad iniezione elettronica, frizione in bagno d’olio (con comando idraulico) e cambio a sei marce. La potenza dichiarata è di 95 CV a 9.000 giri e il picco di coppia è di 8,25 Nm a 7.000 giri.

SULLE DOLOMITI!
Partenza alle 9.30 in punto da Cortina d’Ampezzo e via, su per alcuni tra i più bei passi dolomitici, per un "piatto" che Aprilia ha servito anche "caldo" visto che, dopo una settimana di brutto tempo, siamo stati graziati da Giove Pluvio e abbiamo potuto godere dei 131 km dell’itinerario sotto un sole brillante e un cielo limpidissimo!
A farci compagnia la Shiver GT750, una vecchia conoscenza se parliamo di comportamento dinamico globale ma una gradita sorpresa quando se ne scoprono le rinnovate virtù che il protettivo cupolino porta in dote. Innanzitutto ne trae giovamento, ovviamente, la protettività aerodinamica. La versione standard è divertente e fruibile in tutte le condizioni ma, come ogni naked, trova un limite naturale nei trasferimenti a lungo raggio. La GT invece spinge più in là i confini della bicilindrica veneta trasformandola in una vera sport-touring e, con l’ABS (non disinseribile) , il livello di sicurezza attiva fa un deciso passo in avanti.

TRE MAPPE PER TUTTI I GUSTI
Dal comodo tasto switch sul blocchetto destro si possono scegliere come sempre le tre mappature disponibili: con la Sport la risposta al comando del gas è molto diretta e pronta, adatta a chi predilige un tipo di guida aggressiva e non vuole "filtri" tra mano destra e ruota posteriore; la mappa Touring è un compromesso ideale perché il motore rimane reattivo ma senza risultare nervoso; con la Rain c’è un deciso taglio della potenza e una grandissima dolcezza di risposta del motore, in modo da non creare imbarazzo su fondi bagnati o comunque viscidi.

FORCELLA OK, MA…
La taratura standard delle sospensioni è confortevole ma non per questo priva di rigore, anzi! Lo sterzo è molto preciso e anche sui tratti di strada con asfalto deformato la ruota resta sempre ben incollata a terra. Solo la prima parte di escursione della forcella ci è parsa troppo cedevole; da un lato è un pregio perché le piccole imperfezioni dell’asfalto vengono filtrate senza quasi che il pilota se ne renda conto, dall’altro lato, non appena si aziona il freno anteriore, c’è un repentino affondamento di pochi millimetri che può disturbare un po’ chi preferisce gli avantreni più rigidi e reattivi.
Le quote ciclistiche della versione naked sono confermate anche sulla GT, quindi interasse di 1.440 mm, avancorsa di 109 mm e inclinazione del cannotto di sterzo di 25,7°, misure che, come si può notare, sono improntate più alla stabilità e sicurezza di guida che all’agilità, dote di cui comunque la Shiver non è assolutamente in difetto.

GOMME ST PER LA GT CON ABS
Sui cerchi in lega leggera (l’anteriore con canale da 3,5" e il posteriore da 6,0") la Shiver GT monta di serie i nuovi pneumatici Pirelli Angel ST nelle misure 120/70 e 180/55. L’ottimo asfalto dolomitico e le mille curve dei suoi passi ci hanno permesso di saggiarne le doti di grip e maneggevolezza, davvero elevate.
Merita un cenno anche l’ottimo comportamento dell’ABS a due canali. Realizzato dalla Continental e messo a punto per la Shiver si è dimostrato davvero efficace e poco invasivo, tanto che sull’asfalto asciutto e liscio si può arrivare ad alzare la ruota posteriore, segno che viene lasciato al pilota il massimo controllo della frenata e il massimo del piacere di guida nella condotta sportiva.

GIA’ NEI CONCESSIONARI CON TANTI ACCESSORI
La Shiver GT750 con ABS è già nei concessionari Aprilia al prezzo di 9.200 f.c. , prezzo che scende a 8.600 euro per la versione GT ma senza ABS. I colori disponibili sono il nero, il rosso e l’argento e la lista degli accessori è piuttosto lunga e completa: si va dal classico doppio silenziatore Akrapovic alle parti in carbonio o in alluminio, passando per zaini, valigie laterali e cavalletto centrale. Non vi resta che partire…

In questo test:
Guanti Alpinestars
Casco Arai
Giubbotto A-Pro
Pantaloni Alpinestars
Scarponcini TCX
Paraschiena MTech

Autore: Costantino Paolacci

Tag: Test


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