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pubblicato il 2 giugno 2009

Yamaha R1 SBK: veloce ma solo con Spies?

Il texano sta all'R1 come Stoner alla Desmosedici?

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Beh, inutile negarlo: questo mondiale Superbike, per esaltante che si stia dimostrando, è uno scontro a due – anzi, facciamo due e mezzo – fra Spies e la sua R1 e le Ducati 1098 di Haga e, da qualche gara a questa parte, Fabrizio. La Yamaha pare l’unica moto in grado di tenere testa al razzo italiano, come gli americani chiamavano la bicilindrica SBK di Borgo Panigale negli anni ’90. La cosa curiosa è che lo fa solo con Spies, mentre, in generale, possiamo dire che per tutte le altre moto i risultati dei diversi piloti sembrano decisamente più omogenei.

PARALLELISMO FACILE MA?
Viene quasi scontato fare il parallelo con quanto succede in MotoGP, dove la Desmosedici appare veloce, velocissima, a seconda delle gare come o più di Honda e Yamaha, ma per qualche motivo ignoto vola solo con Stoner, nonostante al suo fianco si siano visti in passato campioni del mondo come Capirossi e Melandri. Lo stesso sottoscritto, nella pausa invernale, si era immaginato che la situazione potesse cambiare con piloti come Hayden (pure lui campione del mondo), Kallio e Canepa in sella, mentre, almeno finora, la prospettiva è rimasta invariata.

LA R1 2009, IN TEORIA...
In Superbike, "Texas Terror" sembra essere l’unico in grado di far volare una rivoluzionaria R1. Una specie di controsenso, visto che le rivoluzioni tecniche di cui è stata protagonista l’ipersportiva di Iwata l’avrebbero dovuta rendere più sfruttabile ed accessibile, così come è successo per la M1 da cui la Superbike dei tre diapason ha mutuato soluzioni quali la fasatura a croce dell’albero motore. Quindi, cos’è successo? Le evoluzioni non hanno avuto effetto e Spies è un fenomeno nel gestire un mostro come accade per Stoner, oppure…?

QUESTIONE DI MANICO
Oppure. Certo, il manico di Spies ha il suo (rilevante) peso nella questione, visto che basta vederlo guidare per capire quanto diavolo vada forte il giovane texano che sta riportando in auge quel numero 19 che, prima della sua, aveva graziato le carenature di Spencer e Kocinski (e scusate se è poco…), guarda caso entrambi statunitensi. Ma non è tutto qui: la Yamaha R1 è una moto spaventosamente veloce ed efficace. Ma gli altri, allora?

Beh, qui si entra in un discorso un po’ scomodo. Che si può riassumere, molto rapidamente, con una considerazione: chi sono i compagni di marca di Spies? Insomma, pur con tutto il rispetto, vogliamo davvero considerare Tom Sykes, Shaun White, Erwan Nigon e David Checa dei piloti di primo piano? Insomma, forse il fatto che la R1 voli solo con Spies è dovuto al fatto che gli altri non sono esattamente all’altezza di Spies e dei primi della classe.

PRESTO PER GIUDICARE
Insomma, vale la pena di aspettare qualche stagione, da cui avere perlomeno qualche conferma, prima di battezzare l’R1 come una moto difficile, per non dire ammazzapiloti come si sta rivelando la Desmosedici in MotoGP. Anche perché, se ci fate caso, tutti i dati relativi alle gare epocali di Spies indicano esattamente il contrario: la R1 non prevale per chissà quali doti di velocità massima o accelerazione, ma per trazione e sfruttabilità. A Monza era una delle moto più lente, ma avete visto quanto "prendeva" alle altre in uscita di curva senza scomporsi?

SPIES COME STONER? SI’
Sì, nel senso che entrambi hanno un manico da far spavento.
R1 come Desmosedici? No, diremmo proprio di no…

Autore: Edoardo Licciardello

Tag: Sport


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