Attualità e Mercato

pubblicato il 21 maggio 2009

Autodromo del Veneto: forse ci siamo

MotorCity vedrà la luce nel 2013. 1.500 milioni di investimento

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Vigasio (VR) - Il progetto Motorcity potrebbe essere finalmente entrato nella sua fase finale. Almeno così sembra, dato che i vertici della Società Autodromo del Veneto S.p.a. hanno apertamente dichiarato di aver superato praticamente tutti gli ostacoli di natura amministrativa ed ambientale che da 10 anni a questa parte hanno sostazialmente bloccato il progetto.

Il progetto, che vedrà la luce nella sua prima tranche entro il 2013, si estende su di un'area di 7.000.000 di metri quadri, di cui solo il 22% dedicato all'autodromo, che prevede un tracciato di 5 km nella versione "breve" e di 7 km nella versione "lunga". Il restante 78% si suddivide tra verde piantumato, 44.000 posti auto, ma soprattutto aree dedicate a funzioni pubbliche e commericali: più che un semplice autodromo, infatti, la società con sede a Marghera ha in mente di trasformare Vigasio in una Orlando dei motori, con un parco divertimenti tematico di 360.000 metri al quale saranno affiancate zone commerciali, hotel ed un polo scientifico/tecnologico.

Una vera svolta per un paesino della Pianura Padana, a pochi passi da Verona, in cui domina la desolazione di svariati milioni di metri quadri di campi agricoli, ma anche una grande opportunità occupazionale sin dalla posa del primo mattone: dal 2010, infatti, il cantiere prevede di dare lavoro almeno a 2.000 persone per 10 anni (5.000 considerando anche l'indotto), che lieviteranno in un numero compreso tra i 12.000 ed i 15.000 a progetto ultimato.

Un progetto immenso, che prevede un investimento da parte della società veneta di 1.500 milioni di euro (350 milioni in opere pubbliche), pensato per creare un player nuovo e dalle caratteristiche uniche nel panorama motoristico mondiale: qualcosa di simile alla storica Indianapolis o alla recentissima Portimao, con uno step in più in termini di integrazione tra le realtà che vivono sotto "lo stesso tetto", che per certi versi ricorda il Ferrari Park in costruzione negli Emirati Arabi.

Per quanto riguarda la parte che forse interessa di più gli appassionati, la pista, c'è da segnalare che il tracciato appare disegnato molto bene e non sembra essere noioso come le ultime opere di Tilke. In particolar modo nella configurazione corta potrebbe addirittura rappresentare una delle migliori proposte a livello europeo, a tutto vantaggio di chi sceglierà di girarci con l'auto o con la moto o di chi, nei weekend di gare, prenderà posto in tribuna: la conformazione ad arena delle aree dedicate al pubblico, infatti, permetterà di seguire i piloti su più curve mantenendo entro limiti molto contenuti la distanza dai veicoli in corsa.

Entro il 2020 sono attese, naturalmente, Formula 1 e MotoGP oltre al Mondiale Kart, SuperMotard e Cross nelle apposite piste adiacenti: l'aeroporto internazionale Catullo di Verona e 9.5 km a 4 corsie come collegamento al Corridoio 1 (sulla A22) saranno presto pronti ad accogliere il grande pubblico. Non rimane che augurare loro che tutto vada per il verso giusto: l'impresa è davvero titanica.

Autore: Redazione

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