Tecnica

pubblicato il 11 maggio 2009

Record Aprilia: 325.8 km/h per la RSV4 a Monza

Incredibile primato per la RSV4 al debutto a Monza

Record Aprilia: 325.8 km/h per la RSV4 a Monza
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Con i 325.8 km/h fatti registrare da Max Biaggi alla staccata della prima variante, la Aprilia RSV4 Factory stabilisce un nuovo record per la categoria. Il valore, solo avvicinato dalla Suzuki GSX-R 1000 K9 di Kagayama e la Honda CBR 1000 RR di Checa (appaiate entrambe a 323.6 km/h), non sembra essere frutto di circostanze fortunate o di scie prese al momento giusto: il pilota romano, infatti, ha portato sia in Superpole che in gara 2 la sua Aprilia vicina al muro dei 326 km/h, dimostrando per l'ennesima volta che il il quattro cilindri a V di 65° progettato dall'Ing. Lombardi ha davvero tutte le carte in regola per essere considerato uno dei migliori motori presenti in SBK.

VESTE STRETTO
A Monza, però, l'ottenimento di un elevato valore velocistico non dipende solamente dai CV del motore, ma anche dall'aerodinamica del veicolo...e la Aprilia RSV4, sotto questo profilo, non sembra avere rivali. Grazie alla V stretta, che contiene la dimensione longitudinale, ed una occupazione trasversale del tutto simile a quella di un bicilindrico, il motore Aprilia si presenta come una delle migliori soluzioni da incastonare in una ciclistica da corsa. Minori ingombri, infatti, consentono di "andare oltre" con la progettazione di telaio e forcellone, ma soprattutto permettono di "stringere in fianchi"...a tutto vantaggio del coefficiente di penetrazione aerodinamica e dell'ottenimento di prestazioni velocistiche "monstre".

0-180-425-605
L'Ing. Lombardi definisce la sequenza degli scoppi del suo V4 "ad intervalli di accensione non uniformemente ripartiti". A 0 e 180 sono protagoniste le termiche della bancata posteriore, mentre a 425 e 605 la parola passa ai cilindri più vicini alla ruota anteriore. Questa sequenza di accensione permette ad Aprilia di avere un propulsore estremamente lineare e potente ai medi regimi, pur senza rinunciare troppo all'erogazione della potenza agli alti regimi: la versione stradale, ad esempio, alla ruota eroga circa 164.2 CV a 12.500 giri alla ruota...circa 3 meno di Honda (166.9 a 12.000), poco meno di 1 rispetto a Kawasaki (165.0 a 12.000) 8 più di Yamaha (156.6 a 12.200 giri), che condivide con Aprilia una sequenza di accensioni non regolare.

RACING NELL'ANIMA
Numeri che parlano da soli, frutto di sofisticate scelte progettuali che hanno dunque portato avanti di pari passo la ricerca delle prestazioni ed il contenimento delle dimensioni. Tra le chicche di questo motore si fanno segnalare anche i cornetti di aspirazione ad altezza variabile ed il compattissimo sistema di distribuzione, che muove mezzo catenza laterale il solo albero a camme d'aspirazione, il quale trasmette il moto attraverso una coppia di ingranaggi (posti al centro della bancata) a quello di scarico. Tra le peculiarità, ovviamente vista la disposizione "innaturale" delle bancate, si fanno segnalare anche il contralbero antivibrazioni, il basamento è monoblocco con canne cilindro integrate, il cambio estraibile, la lubrificazione a carter umido e la frizione in bagno d’olio dotata di sistema antisaltellamento.

RBW
Ampio l'utilizzo dell'elettronica: come sulla sorellina naked Shiver, prima moto al mondo dotata di acceleratore Ride by Wire integrale, anche RSV4 non ha alcun collegamento meccanico tra acceleratore e farfalle, la cui apertura è gestita da una centralina Magneti Marelli impostabile nella versione stradale su tre livelli di intervento. Ogni bancata ha un servomotore dedicato che opera esclusivamente sui due rispettivi corpi farfallati. In questo modo l’apertura delle quattro farfalle e conseguentemente la quantità di carburante iniettato può essere gestita in modo indipendente. L’alimentazione sfrutta due iniettori per cilindro, uno posto a valle della farfalla e uno "a doccia" piazzato nell’airbox che entra in funzione a carichi e regimi elevati.

MOTORE APRILIA V4 IN SINTESI
Cilindrata: 999 cc; alesaggio x corsa 78 mm x 52.3 mm
Architettura: V4 di 65°;
Potenza: SBK oltre 210 CV, Factory 180 CV a 12.500
Carter: monoblocco con canne integrate nel basamento;
Distribuzione: 4 valvole per cilindro (Titanio e Nymonic) comandate direttamente da albero a camme azionato da un sistema misto catena/ingranaggi, catena laterale ingranaggi centrali;
Alimentazione: iniezione elettronica con doppio iniettore e sistema Ride by Wire indipendente per ogni bancata; cornetti d'aspirazione ad altezza variabile
Contralbero antivibrazioni
Regime massimo giri: oltre 15.000 giri/min SBK, 12.500 Factory
Cambio: a sei marce estraibile;
Frizione: multidisco in bagno d’olio con sistema antisaltellamento;
Gestione elettronica: Centralina Magneti Marelli per gestione accensione, iniezione e Ride by Wire.

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Autore: Redazione

Tag: Tecnica


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