Test

pubblicato il 23 aprile 2009

Yamaha Majesty 400 2009 - TEST

Piccoli e grandi passi avanti per rimanere al top...

Yamaha Majesty 400 2009 - TEST
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Dopo aver incrociato il suo nuovo sguardo all'EICMA 2008, abbiamo avuto finalmente il piacere di percorrere alcuni kilometri in sella al nuovo Yamaha Majesty 400, ormai pronto ad arrivare in concessionaria forte di una decisa evoluzione delle caratteristiche che da sempre lo distinguono e ne rappresentano i punti di forza: spazio, confort di bordo e tradizione.

Quella di Majesty è una presenza sul mercato italiano senza ombra di dubbio consolidata: si inserisce per prezzo tra i piccoli entry-level X-Max ed il più aggressivo T-Max, differenziandosi nettamente per tipologia di utente al quale si rivolge. Clienti maturi, alla ricerca di oggetti in grado di distinguersi dalla massa ma allo stesso tempo in grado di essere fruiti giorno dopo giorno senza scendere a compromessi.

PAROLA CHIAVE
Concretezza, dunque, è la parola chiave di quella che può essere considerata una evoluzione e non certamente una rivoluzione, dato che sotto il profilo tecnico i tecnici di Iwata hanno scelto di non mettere troppo mano ad un reparto tecnico universalmente riconosciuto come valido ed affidabile concentrando l'impegno progettuale nella ridefinizione dello stile e degli aspetti ergonomici ad esso legati.

Rispetto al modello precedente, infatti, il look del maxi Yamaha si è decisamente evoluto pur conservando l'impronta originale: l'obiettivo, raggiunto tra l'altro, era quello di mantenere una continuità stilistica che permettesse di "confondere" il nuovo dal precedente modello a 30 metri di distanza, mantenendo così invariata un'immagine che ha permesso di conquistare più di 150.000 clienti italiani dal suo debutto ad oggi.

SGUARDO A V
Partendo da quei 30 metri ed avvicinandosi passo dopo passo, però, si notano numerose novità: il frontale, ad esempio, è ora fortemente caratterizzato dall'esteso gruppo ottico sdoppiato a V, all'interno del quale si sviluppa una generosa presa d'aria in stile "naca", che ha funzioni estetiche ma soprattutto dinamiche, dato che permette un miglioramento della stabilità e della protezione aerodinamica alle alte velocità. Tutta nuovo è anche il codone, più filante nella vista laterale ed impreziosito da un faro a LED, anch'esso profilato a V in grado di farsi decisamente notare con l'avanzare della sera.

Rispetto al modello 2008 sono cambiati anche gli "interni", ora caratterizzati da nuove canalizzazioni dell'aria che passa tra scudo e cruscotto, in grado di abbattere le turbolenze che normalmente si generano con carenature così estese.

STESSA SELLA E STRUMENTAZIONE
Non è cambiato nulla, invece, in termini di sella: identica nello stile, nel supporto lombare "tipico" di Majesty, nel piano di seduta posto a 760 mm da terra, questo elemento si apre senza muovere la sella del passeggero celando un vano in grado di contenere due caschi e molti altri oggetti di volume inferiore. Se il posto non dovesse bastare, si può sempre ricorrere ai due vani anteriori: il sinistro, più grande, è protetto da chiave mentre il destro è predisposto per ospitare la presa 12V opzionale.

La strumentazione di compone come al solito di tre strumenti circolari. I due laterali, analogici, sono riservati a tachimetro è contagiri il centrale digitale riporta alcune importanti informazioni sulla vita di bordo: contakilometri parziale e totale, livello carburante, temperatura dell'acqua ed orologio. Non manca il freno a mano, indispensabile se si utilizza la stampella di stazionamento laterale, così come fa parte della dotazione di serie il cavalletto centrale...indispensabile viste le caratteristiche GT di questo prodotto.

220 KG, TRIPLO DISCO E 34 CV
In termini di ciclistica, Majesty propone lo stesse soluzioni del precedente modello: telaio con zone pressofuse in alluminio miste a tubi d'acciaio, sospensione posteriore a doppio ammortizzatore e gruppo motore oscillante, forcella da 41 mm e 120 mm di escursione e non ultimo un sistema frenante a triplo disco da 267 mm, in grado di essere impreziosito dalla presenza dell'ABS. Molto interessante la possibilità di regolare la posizione della leva dei freni in cinque posizioni, così da potersi cucire addosso il Majesty in questo particolare oltre che delicato settore dinamico.

Il monocilindrico, 395 cc., quattro tempi, raffreddato a liquido, alimentato per mezzo di un sistema di iniezione elettronica e dotato di contralbero per lo smorzamento delle vibrazioni, è dotato di testata a quattro valvole comandate da due alberi a camme e di una nuova frizione automatica, studiata per alzare il livello di performance e migliorare l'affidabilità. 36.3 i Nm di coppia massima disponibili a 6.000 giri, 34 i CV a 7.000.

Lungo 2.230 mm, largo 780 mm e caratterizzato da un passo di 1.565 mm, con 120 mm di distanza minima dal suolo, il nuovo Majesty 400 poggia su ruote da 14" e 13" (ant e post) e pesa 220 kg in ordine di marcia della versione standard e 223 kg in quella dotata di ABS.

-27 KG RISPETTO HONDA SW-T 400
Rispetto al diretto concorrente Honda SW-T 400, il quale costa circa 300 euro in più, il nuovo Majesty pesa dunque 27 kg in meno ed ha un passo più corto di 4 cm: valori che permettono al maxi Yamaha di risultare leggermente più semplice nella guida di tutti i giorni, in particolar modo nelle manovre da fermo e nel traffico cittadino. Perchè è vero che, almeno sulla carta, chi desidera muoversi in città potrebbe scegliere scooter dalle dimensioni più contenute, ma nella realtà dei fatti gli stessi vertici Yamaha ci hanno confermato che chi sceglie un maxi lo utilizza anche e soprattutto per gli spostamenti quotidiani.

AGILE SI', MA CON MODERAZIONE
In una Torino estremamente trafficata e schiava di una struttura stradale tutta rettifili e semafori (almeno nelle zone limitrofe al centro storico), il Majesty 400 ha saputo difendersi bene, dichiarando senza mezzi termini la sua propensione ad abbandonare rapidamente la casella della "pole position" al semaforo, senza farsi sentire troppo in termini di vibrazioni. Proprio in questo campo, ad Iwata avevano raggiunto un buon risultato già con il modello precedente, limitando al solo manubrio ed in quantità davvero modesta la presenza di vibrazioni nelle primissime fasi di accelerazione.

Accelera bene, ha un sound discreto e si muove relativamente bene nei tratti urbani: il peso, complice il baricentro basso, si sente solamente nelle manovre in contropendenza e nelle situazioni di traffico "normale" si gode di una discreta capacità di zig-zagare. Situazione completamente diversa, invece, quando gli spazi iniziano a restringersi: in questo caso il problema non è di peso, ma di taglia...ed infilarsi in quella mezza finestra aperta tra una vettura e l'altra può risultare difficile se non impossibile. D'altro canto quella roba da X-Max, non certamente da Majesty...

OVER 70
Chi saprà pazientare un po', però, ne sarà certamente ripagato: il maxi coi tre diapason offre il suo meglio oltre i 70 km/h, assicurando una protezione aerodinamica da riferimento, nessuna vibrazione ed una precisione dinamica davvero invidiabile. L'avantreno, così come il retroreno, assicurano grande precisione nei percorsi guidati collinari, dove ci si può prendere qualche soddisfazione sfruttanto l'ottima luce a terra assicurata dall'eccellente posizionamento del cavalletto centrale. Ottimo anche l'impianto frenante: potente e modulabile il doppio disco anteriore, sincero e non invadente il posteriore il sistema dovrebbe risultare un riferimento per la categoria nell'allestimento ABS, che però non abbiamo potuto testare.
Degna di nota anche la protezione aerodinamica: in Yamaha hanno lavorato sodo per migliorare questo aspetto e, rispetto al modello precedente, ne è evidente lo step migliorativo.

Non ci è piaciuta, invece, il lavoro della sospensione posteriore: buona nella guida fuori città e su percorsi poco sconnessi, si è dimostrata a nostro parere un po' troppo rigida su tombini, rattoppi stradali e cambi d'asfalto.

Non abbiamo potuto testare l'autonomia del nuovo Majesty, ma con un pieno di 14 litri - senza esagerare troppo col polso destro - si dovrebbero percorrere circa 350 km.

DA 6.690 EURO
Disponibile nelle colorazioni Competition White, Diamond Black e Moon Shadow, il nuovo Yamaha Majesty 400 è in vendita ad un prezzo di 6.690 euro, franco concessionario, a partire da maggio 2009. Arriverà in giugno, nella sola grafica Competition White, la versione ABS: in questo caso il listino lievita a 7.190 euro franco concessionario, ma se lo si usa tutti i giorni un piccolo sforzo potrebbe anche valerne la pena.

Autore: Emiliano Perucca

Tag: Test


Listino Yamaha Majesty 400 - model year 2012

Majesty 400
Cilindrata
395.00 cm³
Potenza
25.00 kW / 34.00 CV
Coppia
3.70 kgm / 36.30 Nm
Peso
201.00 kg
Altezza sella
760 mm
Prezzo
5.990,00 €
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