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pubblicato il 15 aprile 2009

Ducati Desmosedici GP9: subito vincente

Soluzioni tecniche da Formula 1 per la Casey-mobile...

Ducati Desmosedici GP9: subito vincente
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Che la MotoGP stia diventando come la F1, non lo dimostra solamente la noia che si materializza dopo lo spegnersi del semaforo...ma anche l'estremizzazione tecnologica giunta quest'anno sino alla costruzione del telaio. Se per quanto concerne i motori ed i GP corsi di notte...la MotoGP non aveva nulla da invidiare alla F1, per i telai erano sostanzialmente due le forme in uso: il classico perimetrale in alluminio ed il traliccio di tubi d'acciaio per Ducati.

CON CASEY NON SI SALTA NEL VUOTO
Quest'anno, però, l'Ing. Preziosi ha voluto andare oltre con la progettazione della sua Ducati Desmosedici GP9, continuando una tradizione che vede la ducatona proporsi in una vesti tecniche completamente diverse dagli altri sin dal debutto, datato 2002: il perseguire strade tecniche nuove, come quelle del telaio e del forcellone in carbonio, infatti, poteva essere un grande salto nel vuoto ma anche un piccolo grande vantaggio per uno Stoner che sembra adattarsi alla perfezione a qualsiasi novità tecnica propostagli.

Si potrebbero intavolare lunghe discussioni sul fatto che l'ex Rolling-Stoner sia o meno un fine collaudatore, resta il fatto che lui è da tre anni in vetta alle classifiche del mondiale - cosa mai successa prima a ducatisti del calibro di Capirossi, Gibernau o Bayliss... - mentre i suoi compagni di marca sembrano non aver capito da che parte si trova il manubrio della moto.

Ma allora...le moto di Preziosi sono perfette per Stoner o è forse Stoner in grado di mettere a punto meglio di chiunque altro le moto di Preziosi? Difficile dirlo. Di certo c'è che qualsiasi soluzione gli sia stata proposta, il buon Casey è sempre riuscito a sfruttarla.

CARBONIO: QUALI VANTAGGI?
Con il nuovo telaio in carbonio, che sostituisce il precedente traliccio, i tecnici Ducati sono riusciti a mettere assieme due elementi sino a ieri agli antipodi: l'airbox, decisamente spazioso per un motore come da GP, è ora stato integrato al telaio...che dal canto suo, con una soluzione tradizionale, dovrebbe essere decisamente più stretto e compatto per essere efficace. Il carbonio permette questo ed altro, risparmiando peso ed al tempo stesso cosentendo di giocare sui valori di rigidità torsionale. Un elemento, quest'ultimo, ottenibile solamente nella fase di progettazione e non in pista, ma teoricamente in grado di assicurare un profilo dinamico estremamente diverso pista per pista: è sufficiente, infatti, variare la direzione e la quantità delle pelli di carbonio per ottenere risultati estremamente diversi.

Un elemento, quest'ultimo, davvero indispensabile per la Desmosedici, dato che la sua struttura portante centrale non è tanto costituita dal cannotto e dal forcellone in carbonio, ma dal basamento in alluminio del motore V4 Desmodromico a V di 90°, che ha funzione portante.

TUTTO E' NATO CON LA GP3
Una caratteristica, quest'ultima, divenuta così estrema con l'avvento della GP7, ma che già con la GP3 aveva iniziato un percorso di avvicinamento al presente, quando a Borgo Panigale decisero di abbandonare il concetto classico di telaio come elemento di collegamento di tutti gli elementi, a favore di uno schema in cui il motore fosse l'elemento centrale a cui si collegano singolarmente telaio anteriore, telaio posteriore e retrotreno.

La GP3 aveva la caratteristica peculiare di avere il retrotreno vincolato unicamente al motore. In particolare sia il perno forcellone, sia il bilanciere della sospensione, erano collegati solo al motore senza alcun contatto con il telaio anteriore.

MA E' LA GP7 LA PIETRA MILIARE
La GP7 oltre a ciò presentava la caratteristica di avere il telaio anteriore completamente disgiunto dal telaio posteriore. In pratica il motore costituiva l’elemento centrale della moto. Il telaio anteriore svolgeva il compito di collegare il motore al perno di sterzo. Il telaio posteriore collegava il motore alla sella ed alle pedane. I due telai anteriore e posteriore che nella GP3 erano ancora collegati tra loro, nella GP7 erano ancorati solo al motore risultando così più piccoli e leggeri.

Dai test fino ad ora e dalla schiacciante vittoria ottenuta da Stoner in Qatar, i tecnici Ducati si sono convinti che la GP9 possa garantire una migliore precisione e stabilità in frenata ed in inserimento di curva rispetto alla GP8.

ALLUMINIO IN ARRIVO. O FORSE CARBONIO?
Ora, però, i tecnici Ducati sono all'ennesimo bivio: ok il carbonio ma anche l'alluminio sembra essere decisamente performante ed alcuni test effettuati da Guareschi e Stoner con il telaio in questo materiale l'hanno confermato. Come sarà la Ducati Desmosedici GP10? Entro l'estate, statene certi, lo sapremo.

Autore: Redazione

Tag: Sport


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