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pubblicato il 8 aprile 2009

SBK e MotoGP: la noia è in Pole Position

Si stava meglio quando si stava peggio?

SBK e MotoGP: la noia è in Pole Position
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No, ragazzi, tranquilli: non stiamo parlando per l’ennesima volta della – fortunatamente smorzata – polemica su Aprilia e BMW più simili a prototipi che a derivate di serie, anche perché l'Aprilia RSV4 Factory l’abbiamo provata la settimana scorsa, ma delle gare in sé. Immagino già i fan delle derivate di serie insorgere in massa, pronti a difendere il maggiore spettacolo delle gare Superbike. Piano, posate i forconi e seguite il discorso: non sono né disfattista né voglio nulla togliere al gioiellino dei fratelli Flammini. E’ che ci sono segnali preoccupanti…

ALL’ALTEZZA…DI SE’ STESSA
OK, alzi la mano chi riesce a sostenere, in perfetta onestà, che le due gare di domenica sono state divertenti ed eccitanti. Insomma, all’altezza della SBK. Abbassate le mani, ipocriti, e guardate i fatti: Haga ha fatto il bello e il cattivo tempo, andandosene via quando lo ha ritenuto opportuno, e di sorpassi, nella zona di testa, se n’è visti pochini – diciamo, come si vedono in una gara media della MotoGP di questi ultimi due anni. C’è poco da fare, sportellate se n’è viste poche, e l’esito delle due gare è stato abbastanza scontato, salvo qualche leggera incertezza per i gradini bassi del podio.

LA PISTA CONTA
E’ vero, stiamo usando come argomento una gara sul tracciato di Valencia, storicamente bello per il pubblico ma garante di gare abbastanza soporifere: vi sfido a ricordare un solo sorpasso storico avvenuto nel peraltro bellissimo anfiteatro del Ricardo Tormo. Ma non è tutto qui: il problema principale è che il layout del tracciato non ha fatto che esacerbare un fenomeno – principale responsabile della noia di alcune gare della GP – di cui si iniziano a vedere i primi sentori anche in Superbike.

LA RIMONTA DI BIAGGI E’ UN CASO ISOLATO
Avete presente quelle gare in cui il primo va un po’ più forte del secondo, che a sua volta va un po’ più forte del terzo, il quale stacca di qualche decimo al giro il terzo… e così via? Ecco, a Valencia abbiamo visto più o meno questo, con qualche notevole eccezione. E non prendete a riferimento la splendida rimonta di Biaggi, perché è ovvio che quando la posizione in qualifica è figlia di un problema che confina una coppia moto/pilota in quartieri che non gli competono, non appena cala la bandiera a scacchi la suddetta coppia inizierà a macinare gli avversari giro dopo giro, fino a piazzarsi dove stanno le potenzialità della moto, al netto del ritardo accumulato nei sorpassi.

ELETTRONICA? NON SOLO…
Da cosa deriva questo fenomeno, che finora (fortunatamente) affligge solo di rado la SBK e che appare con una certa evidenza solo quando i circuiti tendono ad ammazzare l’iniziativa personale nel sorpasso? Dall’elettronica. Ecco, direte voi, il solito manicheismo del dare la colpa all’elettronica… no, qui stiamo parlando sul serio.

Se il tracciato impedisce azioni di disturbo con cui un pilota riesce a "tenere lì" l’avversario (Laguna Seca 2008 vi ricorda qualcosa?), il pacchetto migliore stacca quello un po’ peggiore, che a sua volta stacca ancora quello un filo peggiore, eccetera eccetera. Perché il traction control, che i miracoli non li fa, ma facilita il compito del pilota riducendone sostanzialmente gli errori nel corso della distanza di gara, fa sì che sia più facile portare il mezzo al limite per tutti i trenta e passa giri di cui è composto un gran premio. E quindi, addio speranza che i piccoli errori che si vedono sull’arco di un giro livellino i valori…

PARTIRE INDIETRO NON ERA UN PROBLEMA
Non vi basta? Perfetto: torniamo a parlare di Biaggi. E’ vero, Max, pur essendo un fuoriclasse al di là di qualunque dubbio, da diversi anni non brilla per decisione nello scontro diretto. Ma troviamo inquietanti somiglianze in situazioni che vedono un problema in qualifica rovinare le possibilità di successo in gara: solo qualche anno fa un brutto piazzamento in qualifica non avrebbe precluso in maniera così netta la possibilità di fare un ottimo risultato in gara, visto il passo poi messo in mostra da Biaggi. E invece, nella SBK di oggi così come nella GP da qualche anno a questa parte – diciamo dal 2005 in poi – partire oltre la terza fila significa scordarsi di salire sul podio.

SPERIAMO IN ASSEN
Ora, il sottoscritto è il primo a sperare che, su un tracciato come quello di Assen, su cui la SBK farà tappa il prossimo 26 Aprile, tutte le nostre preoccupazioni si sciolgano come neve al sole, ma dovrete convenire che la strada imboccata è quella. Date retta, incrociate le dita e invocate Carl Fogarty, Giancarlo Falappa, Aaron Slight e Troy Bayliss, sperando che il solo ricordo delle gare che facevano basti a fare il miracolo…

Autore: Edoardo Lcciardello

Tag: Sport


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