Test

pubblicato il 30 marzo 2009

Buell 1125 CR 2009 - TEST

DNA Lightning elevato al cubo...

Buell 1125 CR 2009 - TEST
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E' americana, è bicilindrica, ma non ha il motore Harley Davidson: la nuova Buell 1125 CR, stretta parente della 1125 R che per prima ha fatto gridare allo scandalo i fans del geniale costruttore americano, ha però la stessa personalità "da vendere" delle sorelle Lightning con il motore raffreddato ad aria, ma a differenza di quest'ultime appare decisamente più in linea con le esigenze del pubblico europeo, soprattutto per quanto l'aspetto prestazionale.

CAFE' RACER
Rispetto alla versione R, la CR sfoggia elementi tipici della nostalgica era delle café racer (CR ne è l'acronimo), come ad esempio il manubrio in a corna di toro "clubman", che vengono riproposti in chiave moderna. Come si può capire dalla sigla del modello, il cuore pulsante è il bicilindrico Helicon di 1.125 cc, a V di 72°, raffreddato a liquido, nato dalla collaborazione tra Rotax e Buell: in buona sostanza si tratta dello stesso motore già introdotto con l'avvento della 1125 R, anche se in versione leggermente depotenziata: i CV disponibili sono ora 146 mentre la coppia massima si attesta a 111 Nm, trasferiti alla ruota posteriore per mezzo di una finale più corta (76/27, ovvero 2,815:1).

1.125 cc A V DI 72°
Doppio albero a camme in testa, iniezione elettronica DDFI III, il V2 austro/statunitense è molto compatto in senso trasversale ma soprattutto longitudinale, grazie al ridotto angolo che divide i due cilindri: un motore "perfetto", dunque, per mettere in pratica i credo di Erik Buell, tra i primi a mettere nella lista degli obiettivi progettuali indispensabili la centralizzazione delle masse. Più che un obiettivo, quello dei tecnici statunitensi è una attenzione maniacale...e non sono dunque un caso il curioso posizionamento laterale dei radiatori, all’interno di convogliatori aerodinamici, ed il posizionamento del voluminoso sistema di scarico catalizzato, sotto al motore.
Tra le peculiarità dell'Helicon, peraltro già presente anche sul V60 Aprilia prodotto dalla stessa Rotax, la frizione antisaltellamento HVA (Hydraulic Vacuum Assist), che sfrutta l’assistenza pneumatica per gestire la coppia retrograda sulla ruota posteriore in staccata.

ORIGINALE, COME SEMPRE
Oggetto di stile, oltre che fondamentale elemento tecnico e funzionale, il telaio in alluminio a doppio trave perimetrale svolge anche la funzione di serbatoio. Una caratteristica, quest'ultima, che permette di trovare un miglior posizionamento del motore oltre che disporre di una cassa filtro più voluminosa e meglio conformata. Come se non bastasse, all'interno del telaio c'è spazio per la bellezza di 20 litri di carburante.
In tema di sospensioni, davanti lavora una forcella a steli rovesciati da 47 mm di diametro mentre dietro il forcellone in alluminio, più lungo di 5 mm rispetto alla 1125R, è controllato da un monoammortizzatore privo di leveraggi progressivi: a differenza di quanto accade sugli altri modelli Buell, quest'ultimo elemento non funge da serbatoio dell'olio - ora posizionato trale travi del telaio - a tutto vantaggio della riduzione delle masse non sospese e del relativo funzionamento di questo fondamentale elemento.

Come da copione anche l'impianto frenante, che si affida ad un disco anteriore perimetrale da 375 mm Buell ZTL2, morso da una pinza ad otto pistoncini. Interessante anche la soluzione messa a punto per il freno posteriore, che prevede un alloggiamento della pinza all’interno del forcellone, con un risparmio di peso di circa 0,7 kg rispetto ad una soluzione convenzionale.
170 kg a secco, la Buell 1125 CR gioca su misure "minimal" e quote ciclistiche che la caratterizzano come la più compatta della sua categoria: 21° l'angolo di sterzo, 84 mm l'avancorsa, ed un interasse di soli 1.385 mm fanno parlare di quote degne di una 250 da Gran Premio...

CLUBMAN O ALA DI GABBIANO?
Eppure, a vederla così, non si direbbe che la 1125 CR sia così compatta e leggera: anzi, gli orecchioni che svolgono la funzione di convogliatori d'aria dominano talmente tanto la scena da nascondere alla vista il piccolo cupolino dallo sguardo "banditesco" o lo sfuggente codone posteriore, forse un po' troppo semplice nell'esecuzione stilistica rispetto alle soluzioni proposte nella zona anteriore.

Due le versioni disponibili: al manubrio basso "clubman", che impone una posizione di guida piuttosto allungata è possibile preferire un manubrio più alto, tipico nelle streetfighter di ultima generazione e forse più allineato alle esigenze di un pubblico ormai abituato a guidare naked meno stressanti su busto e polsi rispetto alle sportive dalle quali derivano.

A cambiare, però, non è solo la posizione di guida. Ciclistica svelta e manubrio alto, infatti, possono rendere sin troppo sensibile la 1125 CR sul veloce...in particolar modo se la guida non è pulita, esaltandone però le doti di agilità alle basse e medie andature. Come dire: se non vi sentite troppo legati ad una posizione di guida, optate per il manubrio basso tra i cordoli e quello alto nelle gite domenicali. Sarà un po' come avere due moto in una, entrambe comunque ricche di personalità e decisamente piacevoli da guidare.

DOLCE SI', MA TOSTO
Nonostante sia stato addolcito rispetto a quello della R, l'Helicon in dotazione alla CR spinge come un torello sin dai regimi più bassi: già a 3.000 giri, infatti, si inizia a fare sul serio, con una spinta che si fa entusiasmante tra i 7.500 ed i 10.500 giri: il tutto accompagnato da vibrazioni praticamente inesistenti, un sound piacevole ma mai troppo presente ed un cambio che passa da una marcia all'altra con una semplicità sino ad oggi sconosciuta ad una Buell. Certo, la personalità del V2 Harley Davidson è difficilmente replicabile, ma la 1125 CR non sembra certamente provare sensi di inferiorità nei confronti delle sorelle dotate di motore yankee: anzi, l'arrivo del bicilindrico austriaco ha portato nelle concessionarie dell'azienda americana anche clienti che sino ad oggi non avevano nemmeno mai preso in considerazione una "fidanzata americana"...pur trovando nella ciclistica e nello stile elementi interessanti.

LIGHTNING AL CUBO
Una ciclistica nata per replicare quanto di buono proposto dalle Lightning, anche se traslato ad un livello prestazionale superiore. Un'idea che non farebbe una grinza se non fosse che il minor peso ed il miglior bilanciamento della CR rispetto alle "sorelle" ha innalzato talmente tanto l'asticella da rendere quasi irriconoscibile le tracce, se ancora ce ne fossero, del progetto originale: con la CR si entra in curva molto più velocemente e si cambia direzione in minor tempo rispetto alle "sorelline" e, come se non bastasse, si può spalancare prima il gas...facendo affidamento sull'ottima erogazione dell'Helicon e su quell'ovattata sensazione regalata dalla cinghia dentata nel trasferire la coppia alla ruota posteriore.

Ruota che sembra essere incollata all'asfalto nonostante una sospensione posteriore estremamente semplice nella sua architettura "Cantilever", a volte secca ed imprecisa solamente nelle buche e nei cambi d'asfalto. Discorso analogo anche per la forcella, un po' troppo frenata nella taratura di serie: un falso problema, perchè sia la forcella che l'ammortizzatore permettono di essere regolati a piacere, adattando l'assetto della CR in base alle esigenze.

Un punto di contatto con le Lightning, in ogni caso, c'è: l'impianto frenante con disco perimetrale si porta dietro alcuni pregi e difetti già riscontrati in passato, anche se il principale riguarda una certa spugnosità del comando, che non permette di leggere al meglio quanto passa sotto le ruote. Migliorabile anche il freno posteriore, non troppo potente e poco sensibile. Ottimo, invece, il comportamento della frizione antisaltellamento HVA, che evita i bloccaggi della ruota posteriore pur senza dare la sensazione di entrare in curva "in folle".

DA 12.195 EURO
In listino a 12.195 euro chiavi in mano, comprensivi di linguetta "monoposto", la nuova Buell 1125 CR è proposta nelle colorazioni Midnight Black e Racing Red.

IN QUESTA PROVA
- Casco Dainese Airstream Mugello
- Tuta Dainese Kirishima-R
- Paraschiena Dainese Wave 3
- Guanti Spidi Penta
- Stivali Dainese D-Axial

Autore: Emiliano Perucca

Tag: Test


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