Novità

pubblicato il 21 marzo 2009

Moto Guzzi Nevada 750 my 2009: primo contatto

Custom entry level, gusto italiano

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Una serie di accorgimenti tecnici e soluzioni estetiche che l’avvicinano alla mitica Guzzi California, ammiraglia della Casa di Mandello, rinfrescano la Nevada 750 che, con il model year 2009, è pronta ad accontentare la voglia di custom di un vasta schiera di utenti.

LINEA SENZA TEMPO
Per prima cosa salta agli occhi la nuova livrea bordeaux con filetti argento che corrono lungo il perimetro del serbatoio congiungendosi con i fianchetti laterali. Per quanto riguarda l’equipaggiamento troviamo il nuovo impianto di scarico con protezione paracalore ridisegnata, le nuove pedane passeggero e una rinnovata strumentazione analogica digitale di derivazione V7 Classic.

CONCRETEZZA LARIANA
La ciclistica si conferma tradizionale ed efficiente, con la forcella telescopica da 40 mm e i doppi ammortizzatori regolabili nel precarico al posteriore. Stessa filosofia adottata per l’impianto frenante, con disco anteriore da 320 mm associata alla pinza a 4 pistoncini, coadiuvato dal disco posteriore da 260 mm. L’ossatura della Nevada consiste nel telaio in acciaio a doppia culla scomponibile. L’angolo di inclinazione del cannotto, 27°50’ (come la V7) predilige la guida rilassata e la stabilità, caratteristiche confermate dai valori di interasse e avancorsa, rispettivamente di 1.467 mm e 138 mm. Sulle belle ruote a raggi da 18 pollici all’anteriore e 16 pollici al posteriore sono montati pneumatici a spalla alta, che assicurano grande comfort, nelle misure 110/90 e 130/80.

UN’AQUILA NEL MOTORE
L’unità da 744 cc, bicilindrica, raffreddata ad aria, con distribuzione a 2 valvole per cilindro comandate da aste bilancieri e alimentazione ad iniezione elettronica, ha misure caratteristiche di 80x74mm. È ovviamente lo stesso motore della V7 e come su quest’ultima infatti i pistoni presentano il riporto antiusura in grafite e cilindri in lega d’alluminio. Sono 5 i rapporti del cambio ed è monodisco a secco la frizionie, mentre a trasferire la potenza alla ruota ci pensa la trasmissione finale a cardano.
Questa nuova edizione della Nevada sviluppa una potenza massima di 48,8 CV a 6.800 giri e una coppia massima, disponibile già a 3.600 giri, di 54,7 Nm, valori assolutamente in linea con l’indole di una custom entry level, nata per passeggiate contemplative ma all’occorrenza in grado di assicurare rapidi trasferimenti.

PER TUTTI
Con la sella posizionata a soli 767 mm da terra la Nevada 750 farà davvero innamorare tutti coloro che nella difficoltà di poggiare saldamente i piedi a terra vedono il principale limite alla guida di una moto. Il peso è abbastanza "importante", 198 kg in ordine di marcia, tuttavia l’ampio braccio di leva assicurato dal largo manubrio e l’angolo di sterzata di 32° mitigano senz’altro questa caratteristica. Un po’ piccolo invece il serbatoio della benzina, da 14 litri, in grado comunque di assicurare tappe di oltre 150 km tra un rifornimento e l’altro.

ALLA GUIDA DEL MITO
La breve presa di contatto per le congestionate vie di Roma non ci ha impedito di apprezzare le doti dinamiche della rinnovata Nevada 750. La posizione di guida è di tutto relax e tuttavia non "sdraiata". Le gambe sono angolate il giusto, le pedane offrono un solido appoggio e il manubrio aiuta anche nei zig-zag più repentini. Il motore gira rotondo e con la coppia massima a circa 3.500 giri è molto piacevole scorrere per le vie cittadine e le tangenziali sfruttando sempre il tiro corposo del bicilindrico ad aste e bilancieri. La frenata non entusiasma ma, ancor più che per la "sorella" V7, è assolutamente adeguata all’indole di questa custom, che nasce per creare nuovi "guzzisti" e offrire a chi già lo è una moto facile da guidare e piacevole da usare, anche tutti i giorni, anche con passeggero a bordo. Una rassicurante sicurezza.

Autore: Redazione

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