Test

pubblicato il 2 marzo 2009

Suzuki GSX-R 600 - TEST

Track day a Le Luc con il mostriciattolo di Hamamatsu

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Tra le supersportive di ultima generazione la famiglia delle Suzuki GSX-R rimane l’unica a poter vantare tre cilindrate. Per il 2009 cambia radicalmente solo la 1000 cc mentre 600 e 750 sono le ottime versioni rinnovate nel 2008 e dotate anch’esse della tripla mappatura selezionabile dal manubrio. Abbiamo spremuto per un giorno intero sul breve ma tecnico circuito di Le Luc, in Francia, la più piccola delle "Gixxer", alternando alla guida ben quattro tester e sfruttando pneumatici rigorosamente di serie.

RINNOVAMENTO COLLAUDATO
Tra le 600 supersport non è la più venduta e sui campi di gara internazionali non raccoglie molti trofei, eppure la GSX-R è tra le sportive più apprezzate di sempre da migliaia di appassionati. Il suo segreto è l’equilibrio tra prestazioni della ciclistica e del motore, che la rendono compagna ideale per chi ne fa un uso misto strada e pista.
I 125 CV e i 68,6 Nm rispettivamente a 13.500 e 11.500 giri dichiarati dal Costruttore sono stati ottenuti con un profondo aggiornamento del precedente modello, sviluppandone i contenuti tecnologici relativi ai materiali e alla gestione elettronica del motore, senza modificarne la collaudata struttura di base.
Grazie al disassamento degli alberi della trasmissione il motore è molto compatto in senso longitudinale e permette l’adozione di un forcellone piuttosto lungo. Quest’ultimo, in lega d’alluminio, è composto da parti pressofuse ed estruse ed è dotato di leveraggio progressivo in alluminio forgiato. Tramite il perno e il monoammortizzatore è collegato al telaio perimetrale in alluminio composto da cinque sezioni (zona cannotto, zona perno forcellone e travi laterali), andando a determinare misure geometriche della ciclistica molto compatte: l’interasse è infatti contenuto in 1.400 mm, il cannotto di sterzo è inclinato di 23,8° e l’avancorsa si ferma a 97 mm, quote che già scorrendo la scheda tecnica fanno intuire una moto "svelta" in inserimento e nei cambi di direzione.

FRENI E SOSPENSIONI DA RACER
L’impianto frenante anteriore è tutto radiale, con dischi da 310 mm di diametro e 5 di spessore morsi da pinze Tokico a 4 pistoncini di diametro differenziato (32 e 30 mm) azionati dalla pompa da 17 mm. Al posteriore il disco è da 220 mm e la pinza a pistoncino singolo.
Le sospensioni sono firmate Showa: la forcella rovesciata da 41 mm è regolabile nell’idraulica in estensione e compressione e nel precarico delle molle. Il monoammortizzatore in più consente la doppia regolazione della frenatura idraulica in compressione, per alte e basse velocità di sollecitazione. E di serie è previsto anche l’ammortizzatore di sterzo a controllo elettronico, posizionato davanti alla piastra inferiore di sterzo. Classiche le misure di ruote (a tre razze) e pneumatici: 120/70-17" su canale da 3,5" all’anteriore, e 180/55-17" su canale da 5,5" al posteriore. Il primo equipaggiamento prevede le Bridgestone BT016, gomme sportive stradali con buona attitudine all’uso in circuito.

PEPE NEL MOTORE
Il profondo aggiornamento tecnico introdotto dal modello 2008-2009 della GSX-R 600 ha investito in modo sostanzioso il motore 4 cilindri in linea frontemarcia. Tra i sistemi confermati, e irrinunciabili per una Suzuki, troviamo il Suzuki Dual Throttle Valve (SDTV) e il Suzuki Ram Air Direct (SRAD) , mentre tutto nuovo è il Suzuki Drive Mode Selector (S-DMS) . Ma andiamo con ordine: il primo sovrintende all’alimentazione e consiste nei corpi farfallati con doppi iniettori (a 8 fori, con i secondari che intervengono solo agli alti regimi) e doppie farfalle (primarie da 40 mm comandate dall’acceleratore, secondarie da 46 mm gestite dalla centralina), il secondo è il sistema di pressurizzazione diretta dell’aria tramite le prese dinamiche posizionate nella parte di maggior pressione del cupolino, il terzo, infine, è il sistema di gestione motore dotato di tre mappature preinstallate selezionabili dal blocchetto destro tramite uno switch con effetto istantaneo. Le tre mappe trasformano il carattere della moto intervenendo sui tempi di iniezione, sulla valvola parzializzatrice allo scarico, sull’anticipo dell’accensione e sull’apertura delle valvole a farfalla secondarie. Non bisogna infine dimenticare nemmeno il PAIR (Pulsed Air) , il sistema che fa affluire nei condotti di scarico aria fresca proveniente dall’airbox per bruciare i gas incombusti e ridurre così le emissioni inquinanti.
Il 4 cilindri Suzuki da 599 cc vanta anche valvole in titanio (comandate da punterie a bicchierino e richiamate da molle singole), coppa dell’olio in magnesio, pistoni in alluminio forgiato a tre fasce, camere di combustione ad alta turbolenza (con rapporto di compressione di 12,8:1), bielle in acciaio al cromo-molibdeno e albero motore forgiato. Il blocco cilindri è integrato nel carter e prevede un riporto elettrochimico brevettato per ridurre attriti e perdite di potenza. Ci sono poi fori di ventilazione maggiorati sotto ai pistoni per minimizzare le perdite da "pompaggio" (lo spostamento dell’aria sotto ai pistoni). La GSX-R 600 è dotata di frizione antisaltellamento, valvola allo scarico (posizionata tra collettori e pre-silenziatore), candele all’iridio e radiatore in alluminio concavo e di forma trapezoidale in modo da massimizzare la superficie radiante.

INCONFONDIBILE GSX-R
Il succedersi delle versioni è bene interpretato dal centro stile Suzuki che riesce ogni volta a rendere perfettamente riconoscibile la GSX-R, senza mai tradirne i cromosomi da racer e introducendo migliorie volte ad accentuarne funzionalità e carattere.
Il frontale è dominato dal gruppo ottico a tre lampade; la centrale è anabbagliante e resta accesa anche quando vengono attivate le lampade laterali degli abbaglianti. Gli indicatori di direzione sono integrati all’anteriore negli specchi retrovisori e al posteriore nello sfuggente gruppo ottico affogato nel codone e composto da luci a led. Bella anche la strumentazione, compatta e come di consueto composta da contagiri analogico e diplay LCD, ricco di informazioni tra cui marcia inserita e mappatura attiva. Comoda per l’uso in circuito anche la luce ad alta intensità impostabile sul regime desiderato per il cambio marcia.

IN PISTA
Tra le seicento supersportive la piccola Suzuki non ha fama di essere tra le più dotate in fatto di motore; si tratta di una mezza verità, perché in realtà il dato della potenza massima è tutt’altro che distante da quello delle concorrenti, tuttavia manca un po’ di "schiena" ai medi regimi e ciò si avverte sui circuiti particolarmente tortuosi, dove uscire da una curva con la marcia sbagliata significa perdere metri preziosi. L’allungo è invece molto buono e il 4 cilindri Suzuki spinge come un forsennato fino all’intervento del limitatore, oltre il regime di potenza massima, aiutando molto nei tratti in cui "tenere dentro" la marcia serve a non perdere tempo con cambi marcia transitori, non necessari cioè ad imprimere maggiore accelerazione alla moto.
La maneggevolezza è di altissimo livello. Le quote geometriche sono improntate all’agilità e l’avantreno della GSX-R guizza nelle "S" e nelle rapide successioni di curve con una prontezza esaltante, merito probabilmente anche dell’impostazione generale della moto, non troppo caricata sul davanti. Le sospensioni hanno una taratura standard che ben si adatta anche alla guida in circuito, per lo meno con i pneumatici di serie, una caratteristica che abbiamo potuto verificare alternando alla guida ben quattro tester di peso e statura diversi ma con capacità di guida non troppo dissimili. Molto buoni anche i freni; l’impianto tutto radiale è garante di staccate sempre incisive e perfettamente modulabili, grazie anche alla frizione antisaltellamento, sempre più imprescindibile anche sulle piccole 600 cc.
Per quanto riguarda le tre mappature della centralina, la loro utilità sarà dai più considerata molto limitata, dato che l’utilizzo normale di una sportiva è a "potenza piena". Interessante comunque la possibilità di passare da una mappa all’altra istantaneamente, agendo semplicemente sullo switch posto sul blocchetto destro, anche durante la marcia.

QUALCHE DATO IN PIÙ
A chi userà la GSX-R anche su strada interesserà sapere che il serbatoio ha una capacità di 17 litri, tale da consentire un’autonomia superiore ai 200 km se non si esagera con il gas. Chi compra una sportiva poi non si preoccupa eccessivamente dell’altezza della sella, ma gli 810 mm della media Suzuki fanno comunque stare tranquilli anche sotto questo aspetto.
Un cenno infine al prezzo e alla disponibilità del "model year" 2009 presso i concessionari. Per quest’anno Suzuki Italia ha deciso di comune accordo con la propria rete vendita di non importare le GSX-R 600 nelle nuove colorazioni, per consentire di "smaltire" senza perdite di valore la versione 2008, tecnicamente identica. Il prezzo quindi è stato confermato in 10.200 euro f.c..

IN QUESTO TEST
Tuta Dainese Steel
Stivaletti Dainese Torque out
Guanti Dainese Full Metal racer
Casco Arai RX-7 Corsair Randy Replica

Tuta Ixon Galactica
Stivaletti Gaerne GRW
Guanti Ixon RS King HP
Casco X-Lite X801RR Replica Legend Cecotto

Autore: Costantino Paolacci

Tag: Test , strada , quadricilindriche , 600


Listino Suzuki GSX-R 600 - model year 2012

GSX-R 600
Cilindrata
599.00 cm³
Potenza
92.50 kW / 125.80 CV
Coppia
7.10 kgm / 69.60 Nm
Peso
174.00 kg
Altezza sella
810 mm
Prezzo
11.900,00 €
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