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pubblicato il 1 marzo 2009

WSBK 2009: Phillip Island nel segno di Haga

Ma Spies e Neukirchner non stanno a guardare...

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Nel tempio delle incertezze, almeno questo ha confermato di essere la WSBK nel suo primo appuntamento del 2009, vi sono comunque due piccole realtà sulle quali puntare un penny con la speranza di vederlo ritornare moltiplicato post gara: Noriyuki Haga e Ben Spies, eredi rispettivamente di Troy Bayliss in sella alla Ducati 1098 R e dello stesso "41" nipponico...in sella alla R1 del Team Yamaha Motor Italia.

HAGA AL TOP, SPIES PURE
Un destino che per certi versi lega uomini e moto, ma soprattutto vittorie, dato che dopo il primo round stagionale l'almanacco li riporta come entrambi vincitori di una manche. Purtroppo o per fortuna, dipende da quale visiera si guarda la questione, la pura classifica parla di un dominio schiacciante di Haga, il quale si presenterà in Qatar con 10 punti di vantaggio su Neukirchner e 20 su Spies: le prime guide di Suzuki e Yamaha, però, hanno venduto cara la pelle e possiamo dire con assoluta certezza che i valori numerici, almeno per quanto riguarda Spies, non rendono giustizia ai valori in campo.

BENE ANCHE NEUKIRCHNER
Haga, infatti, ha dimostrato di essere il solito adorabile funambolo, con sorpassi mozzafiato ed un cuore grande così, ma è anche vero che la R1 di Ben Spies si è fermata in gara 1 mentre prendeva comodamente posto nel trenino di testa, concretizzando il potenziale in gara 2 con una splendida vittoria. Discorso un po' diverso per le Suzuki GSX-R 1000 K9, entrambe a podio ed in lotta per la vittoria con Neukirchner in gara 1, ma scomparse in sesta ed ottava in gara 2: per il Team di Batta, orfano dello storico sponsor Corona, è comunque un risultato da incorniciare ed è probabile che nel corso della stagione i suoi piloti riescano a trovare un po' di costanza. In osservazione.

FENOMENI DI GIORNATA
Non abbiamo parlato, di proposito, della bellissima prestazione di Haslam e della sua Honda CBR 1000 RR privata: per loro un terzo posto in classifica generale che sa di impresa, ottenuti dalla sommatoria della sesta posizione di gara 1 e dell'eccezionale podio di gara 2, conteso sino all'ultima curva ad un rinato Regis Laconi, in sella alla Ducati 1098 R.

FABRIZIO: E' ORA DI DARE GAS
Da rivedere anche il potenziale di Michel Fabrizio: velocissimo per tutto l'inverno, il pilota romano sembra aver pagato la tensione del primo weekend di gara. Ora che non c'è più Bayliss ci saremmo attesi da lui qualcosa in più e l'arrivo di Haga non può certamente rappresentare una nuova scusa: la moto c'è, probabilmente lo vedremo più pimpante nelle prossime gare, ma il quarto ed il quinto posto non gli permettono, a nostro parere, di andare oltre una sufficienza risicata.

BMW E IL SUO GIRO VELOCE
Di ottimo livello, nonostante i risultati un po' così così, i weekend delle debuttanti Aprilia e BMW. La nuova S 1000 RR ha dimostrato, soprattutto in gara 1, di essere veloce ma non ancora in grado di tenere con costanza il passo dei primi. La furiosa rimonta dal 17° al 8° in gara 1 di Corser, il quale ha fatto registrare anche il miglior tempo di manche, parla da sola...ma prima di tirare le somme vorremmo attendere ancora qualche gara: l'australiano a Phillip Island è in grado di andare forte con qualsiasi mezzo e non crediamo di fare un torto a nessuno se consideriamo l'11° posto di Xaus in gara 2 come la vera cartina tornasole delle prestazioni del team di Monaco.

CHE APRILIA, MA CHE MAX...
Weekend dal sapore agrodolce, invece, per il Team Aprilia Racing. Il secondo posto in qualifica decreta in modo lampante lo stato di salute della nuovissima (e bellissima, non c'è che dire...) RSV4 SBK, e con un paio di errori in meno da parte di Max oggi potremmo forse parlare di risultati decisamente migliori: perdere il treno giusto in gara 1 e gettare al vento, a due curve dalla fine, un bel piazzamento per andare alla ricerca di un clamoroso podio hanno confermato quanto va dicendo Giampiero Sacchi da mesi, ovvero che Max sembra aver riavvolto il nastro della vita di una ventina d'anni. La sua esperienza, però, oggi sarebbe davvero servita.

"Sono abbastanza soddisfatto – ha dichiarato Biaggi – abbiamo fatto una buona gara usando una gomma differente, più morbida, rischiando molto e sapendo che sarebbe durata solo metà gara. Infatti negli ultimi dieci giri le gomme erano finite ed ho fatto di tutto per rimanere in lotta per il podio fino alla fine. All’ultimo giro, alla curva Siberia, i due davanti a me si sono toccati ed hanno fatto delle traiettorie strane, io avevo preso velocità e per non colpirli ho dovuto frenare finendo nella via di fuga. Lo spazio lì è poco e mi sono fermato sulla barriera di gomme, fortunatamente sono riuscito a tenere la moto accesa, rientrare e finire la gara potando a casa almento un punto, anche se sicuramente avrei meritato qualcosa in più. Dobbiamo risolvere ancora dei problemi, ma non escludo che possa accadere in tempi brevi. Mi piacerebbe vedere come si comporterà la moto quando sarà al 100% visto il suo potenziale, ma ho molta fiducia nei tecnici Aprilia, è anche per questo motivo per cui sono ritornato qui dopo tanti anni".

Discorso a parte per il simpatico Nakano: la MotoGP è tutta un'altra storia ed il suo feeling con la categoria, ma soprattutto con la RSv4, deve ancora terminare la fase di rodaggio. Ci vuole pazienza.

Risultati e classifiche dopo il primo Round
Gara 1: 1. Haga N. (JPN) Ducati 1098R 34'22.631 (170,677 kph); 2. Neukirchner M. (GER) Suzuki GSX-R 1000 K9 0.032; 3. Kagayama Y. (JPN) Suzuki GSX-R 1000 K9 5.347; 4. Fabrizio M. (ITA) Ducati 1098R 6.587; 5. Rea J. (GBR) Honda CBR1000RR 8.491; 6. Haslam L. (GBR) Honda CBR1000RR 8.523; 7. Laconi R. (FRA) Ducati 1098 RS 09 8.766; 8. Corser T. (AUS) BMW S1000 RR 11.589; 9. Smrz J. (CZE) Ducati 1098R 11.721; 10 Sykes T. (GBR) Yamaha YZF R1 11.761; 11. Biaggi M. (ITA) Aprilia RSV4 12.609; 12. Checa C. (ESP) Honda CBR1000RR 19.096; 13. Rolfo R. (ITA) Honda CBR1000RR 24.149; 14. Hill T. (GBR) Honda CBR1000RR 27.416; 15.Nakano S. (JPN) Aprilia RSV4 28.173; 16. Spies B.(USA) Yamaha YZF R1 28.235

Gara 2: 1. Spies B. (USA) Yamaha YZF R1 34'20.457 (170,857 kph); 2. Haga N. (JPN) Ducati 1098R 1.286; 3. Haslam L. (GBR) Honda CBR1000RR 4.213; 4. Laconi R. (FRA) Ducati 1098 RS 09 4.490; 5. Fabrizio M. (ITA) Ducati 1098R 6.045; 6. Neukirchner M. (GER) Suzuki GSX-R 1000 K9 9.947; 7. Smrz J. (CZE) Ducati 1098R 10.174; 8. Kagayama Y. (JPN) Suzuki GSX-R 1000 K9 12.100; 9. Rea J. (GBR) Honda CBR1000RR 12.742; 10. Sykes T. (GBR) Yamaha YZF R1 20.061; 11. Xaus R. (ESP) BMW S1000 RR 24.854; 12. Nakano S. (JPN) Aprilia RSV4 25.192; 13. Checa C. (ESP) Honda CBR1000RR 27.162; 14. Hill T. (GBR) Honda CBR1000RR 29.737; 15. Biaggi M. (ITA) Aprilia RSV4 30.036; 16. Rolfo R. (ITA) Honda CBR1000RR 38.458

Classifica (dopo 1 round di 14): 1. Haga (Ducati) 45; 2. Neukirchner (Suzuki) 30; 3. Haslam (Honda) 26; 4. Spies (Yamaha) 25; 5. Kagayama (Suzuki) 24; 6. Fabrizio (Ducati) 24; 7. Laconi (Ducati) 22; 8. Rea (Honda) 18; 9. Smrz (Ducati) 16; 10 Sykes (Yamaha) 12 etc. Costruttori: 1. Ducati 45; 2. Yamaha 31; 3. Suzuki 30; 4. Honda 27; 5. Bmw 13; 6. Aprilia 9.

Autore: Redazione

Tag: Sport


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