Test

pubblicato il 18 febbraio 2009

Yamaha R 125 CUP - TEST

In pista con la protagonista del Trofeo più atteso dai giovani

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E' nato tutto nel giro di pochi mesi, da un incontro di idee targate Yamaha, SMI e Malossi, ed oggi rappresenta una delle più concrete realtà per piloti, in età compresa tra i 14 ed i 18 anni, che vogliono correre o imparare a farlo divertendosi e spendendo cifre ragionevoli: parliamo naturalmente del Trofeo Yamaha R 125 CUP, che trova nella versione kittata della "baby R6" una perfetta attrice protagonista.

LA CANNIBALE
Un ruolo, quello di prima donna, che la ottavo di litro progettata in Italia e prodotta in Francia recita perfettamente anche in concessionaria, annullando lo strapotere di Aprilia RS e Cagiva Mito, in un mercato europeo che conta circa 25.000 pezzi: giusto per fare qualche numero, da aprile 2008 ad oggi la quota di mercato "Italia" di Yamaha R 125 non è praticamente mai scesa sotto al 50% nel suo segmento, a meno di non considerare il 19% del mese di dicembre 2008...immediatamente compensato da uno schiacciante 74% nel gennaio del 2009.

180 MALOSSI...
Spinta da un motore monocilindrico, 4 tempi, 4 valvole, raffreddato a liquido, Yamaha R 125 Cup si differenzia dal modello di serie per via della cilindrata, che passa dal canonico ottavo di litro ad un più sostanzioso 180 cc.. Un intervento certamente "importante", ma che nella realtà dei fatti si effettua con poche ore di lavoro, con la matematica certezza di non ritrovarsi "scarburati" o alle prese con le classiche problematiche di erogazione tipiche dei 2T: la presenza del sofisticato impianto di iniezione elettronica, controllato da una centralina elettronica "mappata" appositamente per questo kit, e l'efficienza dell'inedito sistema di scarico Malossi con fondello in carbonio, rendono tutto più semplice e realmente "plug&play".

KIT TROFEO
Un intervento motoristico, le cui componenti sono comprese nello specifico kit Trofeo, che ai giovani trentenni ricorderà le leggendarie notti "imbrattate d'olio" passate al cospetto di sportive ispirate alle GP dell'epoca, ma che nella sua esecuzione non appare assolutamente artigianale: anzi, motore e scarico a parte, sono bastati carena in vetroresina e l'inedita gommatura Diablo Supercorsa per trasformare la R 125 Cup in una vera special, dato che freni, cerchi, sospensioni e strumentazione, sono rimasti quelli di serie.

+ 15 km/h
Caratterizzato da una bella voce e da vibrazioni ridottissime, il monocilindrico in edizione Trofeo è nettamente più performante rispetto all'unità di serie, in particolar modo ai medi regimi. Yamaha non ha diffuso valori numerici, ma crediamo che i 15 km/h che "ballano" trala R 125 di serie e la CUP alla staccata del rettifilo box dell'autodromo di Adria, siano più che sufficienti per capire quale sia il miglioramento in termini di potenza massima.

SCUOLA DI GUIDA
Certo, il valore 129 km/h dopo 400 metri di rettilineo può far sorridere...ma gli scenari di gara non saranno certamente piste come Monza o Mugello, ma kartodromi...con l'unica eccezione dell'Adria International Raceway, sulla quale si correranno le finali di tutti i Trofei patrocinati da Malossi. Nastri d'asfalto tortuosi, ricchi di curve e poveri di allunghi, in grado di mettere alla corda la R 125 Cup assicurando a tutti i piloti il massimo divertimento, pur mantenendo un occhio di riguardo ai costi ed uno alle tecniche di guida, costantemente "vigilate" dalla presenza degli istruttori SMI.

NON PERDONA
Un ruolo, quello della presenza della scuola di guida diretta da Claudio Corsetti, che sarà fondamentale per tutti i piloti, alle prese con un mezzo non in grado di perdonare errori. I pochi CV disponibili, infatti, non possono in nessun modo aiutare a "venire fuori" dalle curve e l'unico segreto per vincere le gare sarà quello di guidare semplicemente meglio degli altri, cercando triettorie che permettano di girare il più veloce possibile in curva e dall'altro di spalancare il gas prima degli altri, alternando la soluzione in base alla pista e le condizioni di gara.

Una equilibrio che su alcuni tracciati dovrà essere ricercato in modo "spasmodico"...e che, ne siamo certi, porterà diversi piloti all'errore, soprattutto in bagarre: la leggerezza della R 125 Cup, le "ridotte" velocità di punta in gioco e le ottime performance dell'impianto Brembo di serie permetteranno di osare, ma allo stesso tempo saranno anche la principale causa di errori. Sbagliare significherà ritrovarsi letteralmente "fermi" in uscita di curva, con scarse possibilità di rimonta ed avversari immediatamente pronti a farsi sotto.

TUTTO DI SERIE MA SE SERVISSE...
Passando alla scelta di non intervenire massicciamente su freni e sospensioni, crediamo che Yamaha, Malossi e SMI ci abbiano visto giusto. Rimane da verificare se, con l'arrivo dei mesi caldi, sospensioni ed impianto frenante continueranno ad essere efficienti, anche se la sensazione è quella che non ci sarà alcun problema. I tecnici Yamaha, in ogni caso, hanno fatto sapere di essere disponibili ad introdurre modifiche in "corso d'opera", pur sempre nel pieno rispetto dell'idea di contenimento dei costi che caratterizza questa manifestazione.

INFERNO APERTO FINO AL 27 MARZO
La Yamaha R 125 Cup, dunque, si annuncia come un vero inferno, pronto a regalare grandi soffisfazioni e lezioni di vita a tutti i piloti e...genitori: i controlli sulla regolarità della moto e sulla sportività della condotta di gara dei piloti saranno severissimi.

Per tutte le informazioni riguardo la il Trofeo Yamaha R 125 CUP vi rimandiamo al nostro articolo, segnalandovi che le iscrizioni al Trofeo Yamaha R 125 Cup si chiuderanno il 27 marzo 2009.

IN QUESTA PROVA
- Casco BYE Speedlight
- Tuta Dainese Kirishima-R
- Paraschiena Dainese Wave 3
- Guanti Spidi Penta
- Stivali Dainese D-Axial

Autore: Emiliano Perucca

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