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pubblicato il 17 febbraio 2009

MotoGP 2009: il punto su Yamaha

Velocissime, ma con uno...o veloci, ma con tutti?

MotoGP 2009: il punto su Yamaha
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Negli anni passati, Yamaha è stata al centro di diverse polemiche. Polemiche alimentate anche dal fatto che permettessero di dare indirettamente addosso a Rossi, perché, come succede sempre, per l’italiano medio il gusto di saltare sul carro del vincente è inferiore solo al poterlo massacrare nel momento in cui non vince più. Oggi forse non ce lo ricordiamo più, ma dal 2004 al 2007 l’unica Yamaha che abbiamo visto davanti, salvo eventi eccezionali o exploit in prova, è sempre e solo stata quella di Rossi.

VIA GLI EQUIVOCI
E’ vero, Edwards ha sempre avuto – almeno nella sua carriera in MotoGP – il brutto vizio di illudere in prova e deludere in gara, e i piloti del team di Poncharal non sono mai stati dei fulmini di guerra, ma la situazione tecnica non era nemmeno lontanamente d’equilibrio. Ma vale la pena di sgombrare subito il campo da eventuali equivoci. Il team Tech 3 aveva il forte svantaggio della gommatura (Dunlop, e prima Michelin non ufficiale) e di una moto che, se non risaliva direttamente all’anno precedente, non veniva sicuramente sviluppata nel corso della stagione. Il compagno di squadra di Rossi, soprattutto in annate difficili come 2006 e 2007, veniva considerato si e no come un male necessario: le evoluzioni apportate alla moto di Valentino passavano su quella di Edwards solo dopo qualche tempo.

06 E 07 POCO ACCESSIBILI
Anche senza farne una questione di trattamento tecnico, va comunque detto che la Yamaha, negli ultimi anni, era diventata una moto non esattamente accessibilissima. Con una base tecnica ormai un po’ datata, la M1 aveva subito un processo di "sclerotizzazione" volto a spremerle ogni stilla prestazionale. Simili percorsi evolutivi possono rivelarsi efficaci, salvo poi trovarsi con una moto fragile e dalle prestazioni decisamente poco fruibili. Precisamente la descrizione della YZR-M1 delle stagioni 2006 e 2007.

ORA E’ PIU’ FACILE
Dall’anno scorso, però, la situazione è cambiata radicalmente, come del resto è stato facile intuire dalle prestazioni di Edwards, Toseland e Lorenzo. Almeno quando le Michelin non hanno fatto cilecca, s’intende. Anche in questo caso, non è solo una questione di equivalenza del trattamento tecnico. E’ che la Yamaha, tornando fedele alla filosofia che l’ha guidata nelle sue stagioni migliori, ha progettato la moto privilegiandone la caratteristiche di "facilità d’uso".

Tutte le scelte, dalla definizione ciclistica fino alla strategia di gestione elettronica (ormai necessaria per non restare a secco a metà gara…) sono rivolte a rendere la M1 più driver friendly. Al contrario di quanto scelto da una casa concorrente, che – lo vedremo in altro articolo – ha sacrificato la guidabilità per ottenere una maggior potenza. Ricchi premi e cotillons per chi intuisce a chi ci riferiamo.

PIU’ CARICO DIETRO
Yamaha può anche sfruttare tutto il lavoro svolto l’anno scorso da Rossi e il team di Burgess per adattare la M1 alle differenti esigenze delle gomme Bridgestone. Il risultato è che i piloti che fino a ieri correvano con Michelin ora si trovano un po’ spaesati perché non sono cambiate solo le gomme, ma di fatto tutta la moto, che ha ora una distribuzione dei pesi spostata verso il retrotreno. Il punto è che la moto, a differenza di quanto è accaduto l’anno scorso per Rossi, è gia…2009 pronta-Brigestone. E scusate se è poco.

UN MONDIALE E’ UNA BESTIA STRANA
E’ sempre difficile pronosticare ad inizio stagione cosa potrà fare un team. Come diceva Eddie Lawson – uno che di mondiali se ne intendeva, non per niente ne vinse quattro in 500, negli anni ’80 – "un mondiale è una bestia strana": le evoluzioni possibili sono tali e tante, per non parlare delle sorti del campionato, che potrebbe succedere di tutto. Non credo di sbagliarmi di molto, però, nel dire che la Yamaha, che potrebbe soffrire sul veloce, sia comunque la moto più equilibrata in pista.

MISS EQUILIBRIO
E’ vero, con il solo equilibrio non si fanno i record sul giro, ma in gara di tornate se ne devono fare trenta e oltre. E l’equilibrio aiuta molto a farli tutti molto veloci, anche quando magari le gomme non sono più al top della forma. E anche quando, magari, le condizioni non sono quelle ideali.

COSA ASPETTARSI DALLE YAMAHA 2009?
Per cui…diciamo che Rossi è Rossi, e non si può che ritenerlo uno dei due favoriti per la (ri)conquista del titolo iridato. Lorenzo sta affrontando qualche difficoltà di adattamento, ma è un fuoriclasse. Anche l’anno scorso non aveva fatto sfracelli nei test precampionato, poi la stagione che ha saputo fare l’abbiamo vista tutti. Edwards è come al solito un’incognita, ma l’esperienza potrebbe contare molto, quest’anno. Toseland? Diciamo così: sa già cosa significa correre con regolamento monogomma. Da un punto di vista psicologico potrebbe aiutarlo molto. Puntate pure su una sua crescita.

Autore: Edoardo Licciardello

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