Sport

pubblicato il 16 febbraio 2009

Tanti Auguri Valentino!

Trent'anni e non sentirli, come diceva la pubblicità...

Tanti Auguri Valentino!
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Avrebbe dovuto nascere il 14 Febbraio del ’79, stando a quello che dicono papà Graziano e mamma Stefania, per quello è stato battezzato Valentino. Ma Rossi, tranne che in pista, non ha mai avuto troppa fretta, anzi: lui stesso ha sempre ammesso che la puntualità non è la sua dote migliore.

BAMBINO PRODIGIO
Noi non ce ne rammarichiamo certo: ci basta vedere cosa sa fare in sella ad una moto da quattordici anni a questa parte. A trent’anni molti piloti sono vecchi. Valentino ha infatti già tredici stagioni mondiali sulle spalle: dopo un’infanzia sulle minimoto – mamma e papà avrebbero preferito i kart, ma con il passato di Graziano è stato più facile trovare sponsor nelle due ruote – il bambino prodigio di Tavullia è salito in sella alla Cagiva 125 SP messa in pista dall’ex campione italiano Claudio Lusuardi. Vince il titolo, poi si dedica alle GP, prima sul palcoscenico europeo e poi, finalmente, al mondiale.

DA 13 ANNI NEL MONDIALE
Nel 1996 debutta in sella ad un’Aprilia privata facendo arrabbiare un campione come Martinez per quanto riusciva ad infastidirlo nei duelli ravvicinati. L’anno seguente vince il mondiale, inaugurando una "cabala" che lo accompagnerà nei successivi passaggi di categoria: una stagione di rodaggio e titolo alla successiva.

In 250 sa dire la sua anche contro compagni di squadra come Harada e Capirossi; contro quest’ultimo vince il titolo nel 1999 e passa alla 500 ereditando la squadra con cui Doohan aveva vinto cinque mondiali. Esordio privilegiato, ma Rossi dimostra subito di meritarselo: va subito forte, pur cadendo qualche volta di troppo, e conquista la sua prima vittoria in condizioni quantomeno difficili. A Donington, su una pista mezza asciutta e mezza bagnata, contro McWilliams – pilota di casa e specialista dei fondi umidi – e Roberts – anch’egli velocissimo sul bagnato e campione del mondo proprio in quella stagione – in giornata di grazia.

MIGLIOR PILOTA DELL’ERA MODERNA
Il resto è storia: dominio ininterrotto in sella alla Honda, nel 2001 contro il miglior Biaggi che si sia mai visto in pista nella massima categoria, nel 2002 anche grazie ad una Honda incredibile, e nel 2003 capace di superare anche sé stesso quando riesce a vincere un GP nonostante una penalizzazione di 15 secondi. Nel 2004 la scommessa Yamaha, che lo premierà con altri due titoli (e fanno sette…) e la consacrazione definitiva come il miglior pilota dell’era moderna.

TANTI GUAI MA LA SCORZA E’ DURA
2006 e 2007 sono stagioni di crisi. La moto è lenta e fragile, lui forse non c’è del tutto con la testa e soffre di molte distrazioni, dalla F1 ai guai con il fisco. Ma la scorza è dura e si vede: si libera di un entourage ingombrante e dannoso, stringendosi attorno gli amici più fidati, e decide di gestire tutta la sua vita da solo. Combatte le sue battaglie, tecniche ed agonistiche, e il risultato è la stagione 2008. Un capolavoro di freddezza e bravura, che smentisce tutti coloro che avevano dato Rossi per finito, ormai consunto e tramontato. Ottavo titolo, tanto per gradire.

E’ vero, alcuni piloti a trent’anni sono già vecchi. Qualcuno, invece, fa scoprire a tutti che l’esperienza è l’arma migliore per vivere una splendida seconda giovinezza agonistica. Certo, chi vince tanto e tanto a lungo finirà sempre per inimicarsi qualcuno. Tutti gli altri, invece, diano retta: anticipino i tempi rispetto a chi saprà farlo solo dopo che Rossi si sarà ritirato.

SPETTACOLO STORICO
Come ha detto Gardner qualche anno fa, si renda conto di stare assistendo ad uno spettacolo storico, e se lo scolpisca bene nella memoria. Difficilmente vedremo correre un altro pilota del genere.

Tanti auguri, Valentino. E grazie per averci provato.

Autore: Edoardo Licciardello

Tag: Sport


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