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pubblicato il 29 gennaio 2009

WSBK: Aprilia e BMW, debuttanti parte seconda...

C'è chi sale e c'è chi scende. Davvero?

WSBK: Aprilia e BMW, debuttanti parte seconda...
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Si sono conclusi anche i test di Portimao, come potete leggere altrove su questo sito. Test da cui le due squadre esordienti rientrano con morale sicuramente diverso: BMW si è permessa di dominare le classifiche (sia pure a ranghi ridotti) della sessione umida nella seconda giornata, Aprilia non è riuscita a staccarsi dal fondo della classifica nonostante l’impegno dei piloti. Come sempre, però, le fredde cifre non la dicono tutta. Osserviamo meglio la situazione.

STEP BY STEP
Innanzitutto, giù il cappello per BMW. Per il lavoro fatto sulla moto e per la scelta dei piloti. E’ vero, Xaus ha tenuto subito fede alla sua fama di sfasciacarenature, ma Ruben è così e lo si sa: o tanto bene o tanto male. Nessuno si aspettava che cambiasse radicalmente carattere, o desse profondi contributi allo sviluppo crescendo gradualmente…Xaus servirà quando si spegneranno le luci del semaforo alla prima gara. Dubbi in merito al fatto che darà sempre il 110%, in gara, non ne ha praticamente nessuno. Adesso basta che riprenda un po’ le misure alla guida di una quattro cilindri, che è dai tempi della MotoGP che non guida più.

CORSER: CI PENSO IO
Del tutto diverso il contributo di Corser, che invece è stato contattato, corteggiato, catturato perché operi sulla quattro cilindri tedesca la sua magia di sviluppatore. Il lavoro della prima sessione di test, a Kyalami, è servito tantissimo: la scelta di escludere l’elettronica è stata assolutamente vincente, visti i passi avanti fatti. Più che l’eclatante risultato sul bagnato, è il tempo sull’asciutto (meno di un secondo da Byrne) a fare andar via il team BMW con il sorriso sulle labbra. Anche perché, su un tracciato come quello di Portimao, avere una moto già così a punto significa poi andare incontro a ben meno problemi su piste meno selettive.

PORTIMAO NON DICE LA VERITA’
Proprio perché i test si sono svolti a Portimao il sottoscritto non ritiene sia il caso di suonare l’allarme in quel di Noale. E’ vero, ci si aspettava tutt’altra prestazione da Nakano ma soprattutto da Biaggi, che la pista la conosce bene. Ma un po’ ci ha messo lo zampino la sfortuna, un po’ le caratteristiche del tracciato non sono da considerarsi quelle più indicate per valutare a fondo le prestazioni di una moto appena nata: si tratta di pista che chiede molto tanto alla moto quanto al pilota. E non è automatico che un pilota che deve svezzare una moto abbia la spinta giusta per prendersi dei rischi su una pista del genere, soprattutto quando il meteo è quello che è e i risultati, di conseguenza, hanno valore relativo.

Giusto per togliersi subito il dente della polemica, non si capisce il senso di andare a provare in pieno inverno nella zona dell’Algarve, dove notoriamente freddo e pioggia sono di casa. Ci inchiniamo comunque al potere dello sponsor, che di questi tempi va accontentato anche nelle sue richieste più strambe, ma ribadiamo che trarre conclusioni sulla base di un test del genere è quantomeno prematuro. Se non vi fidate di noi, chiedete a quelli della F1 le cui lamentele echeggiano ancora nei paddock dell’autodromo…

APRILIA: IL RAGNO E’ ANCORA NEL BUCO
Insomma, Nakano la pista non l’ha mai vista (esattamente come Kyalami) e il suo lavoro di collaudatore lo può fare fino ad un certo punto, e Biaggi, che pure non ha lesinato l’impegno – e si è visto, dal momento che il romano ha rimediato una brutta caduta sul finale dei test – non ha cavato il proverbiale ragno dal buco. Il fatto che né Max né Shinya abbiano girato sul bagnato, la mattina del secondo giorno, la dice comunque lunga su quanto venissero considerati probanti ed utili questi test.

WAITING FOR LOSAIL
Insomma, non è per voler a tutti i costi coccolare la casa di Noale, ma francamente, se il risultato positivo di BMW è significativo e da elogiare, non è il caso di ritenere altrettanto valido ai fini della valutazione – come si dice a scuola – quello di Aprilia. La RSV4 ha un gran potenziale e, a quanto pare, un grandissimo motore. Finora l’abbiamo vista girare su uno splendido saliscendi più simile ad un ottovolante che ad una pista tradizionale, e in un tracciato che, data la sua altitudine, ha fama consolidata di ammazza motori. Aspettiamo perlomeno i test in Qatar prima di pensare che i ragazzi in rosso/nero debbano iniziare a lavorare anche la notte

Autore: Edoardo Licciardello

Tag: Sport


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