Attualità e Mercato

pubblicato il 26 gennaio 2009

Harley Davidson taglia 1.100 posti di lavoro

Anche Jim Ziemer lascerà il posto ad un nuovo AD

Harley Davidson taglia 1.100 posti di lavoro

In 106 anni di storia, gli alti e i bassi per una azienda motociclistica come Harley Davidson non possono essere certamente considerati una novità, anche senza scomodare la terribile crisi degli anni '20. Fa sempre un certo che, però, sentir parlare di recessione e di tagli anche per aziende che oggi basano la loro attività su settori del lusso, teoricamente i meno colpiti, ma tant'è...ed in attesa di nuovi equilibri e scenari più definiti oltre che stabili, l'unico modo individuato dai Costruttori (non solo motociclistici) per far fronte alla situazione sembra essere quella di contenere il più possibile i costi più elevati in bilancio, a partire proprio dalla forza lavoro.

Non poteva certo sottrarsi da questa "ingloriosa" pratica anche il produttore delle bicilindriche più famose al mondo, il vertice del quale ha dato il via ad un progressivo taglio di circa il 10% della forza lavoro.

Nell'arco di 24 mesi, periodo entro il quale anche l'attuale Amministratore Delegato Jim Ziemer ed il suo entourage cederanno il passo ad un nuovo management nominato dal CDA, circa 1.100 persone, metà delle quali dipendenti delle sedi del Wisconsin, di York, della Pennsylvania, di Kansas City e del Missouri, lasceranno dunque il proprio posto di lavoro.

Presto per pensare a qualunque tipo di ripercussioni in termini di prodotti futuri e di attività intraprese anche al di fuori della stessa Harley Davidson, come nel caso della MV Agusta recentemente entrata nell'orbita H-D, ma visto il momento è chiaro che solo il tempo potrà darà una risposta. Qualcosa ci dice che il marchio Harley Davidson saprà superare meglio di molti altri questo momento di crisi, ma di magra consolazione si tratta.

Autore: Redazione

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