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pubblicato il 22 gennaio 2009

Haga: genio e sregolatezza

Il giapponese per non rimpiangere Bayliss. Ce la farà?

Haga: genio e sregolatezza
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Premesso che prima di trovare un altro pilota come Bayliss nel mondiale Superbike dovranno passare anni e anni (e saremo ancora fortunati, perché vorrà dire che ce ne sarà un altro, cosa tutt’altro che scontata), Ducati, con l’ingaggio di Haga, ha probabilmente scelto l’unico pilota che, al giorno d’oggi, sa incendiare le folle quanto il fuoriclasse australiano.
Certo, anche Biaggi e Corser sono nomi di primissimo piano, ma il primo è probabilmente un personaggio potenzialmente troppo scomodo, mentre per quanto riguarda il secondo…il vecchio coccodrillo ha gli artigli un po’ spuntati, e pur potendo ancora dare un contributo più che valido nello sviluppo di una moto nuova come la BMW, non ha più il mordente necessario a lottare per il mondiale su una moto di primo piano, come dimostrano i risultati delle ultime due stagioni in Yamaha.

RITORNO AL PASSATO
Haga non è al debutto sulla moto di Borgo Panigale: nel 2004, anzi, ha sfiorato il titolo mondiale con una 999RS del team Renegade. Non fosse stato per qualche caduta di troppo, e in particolare per quello scivolone all’ingresso della Piratella, alla penultima gara, Noriyuki avrebbe potuto fare il colpaccio davanti ai due ufficiali. Fatto ben meno noto è che "the samurai of slide", come è soprannominato Haga, abbia esordito nel campionato giapponese SBK proprio in sella ad una Ducati (una 888), prima che la casa di Iwata ne facesse la sua bandiera.

Certo è, però, che la guida tutta punta-e-spara di Haga, in diverse occasioni – non ultima la sua avventura in sella all’Aprilia – non è apparsa adattissima a quella richiesta invece per andare forte con le bicilindriche. Ma non avevamo appena finito di dire che a momenti vince il mondiale con la 999? E’ vero, ma la stagione 2004, se vogliamo essere onesti, è stata forse quella meno "intensa", quanto a talenti in pista e impegno dei piloti, fra tutte quelle disputate del mondiale Superbike. Quello visto quell’anno non era l’Haga che nel 2000 ha lottato per tutto l’anno con Edwards, diciamocelo.

ESORDIO COL BOTTO. ANZI, CON I BOTTI
Detto questo, nei test di Kyalami Noriyuki è andato tutt’altro che piano. Considerando che era all’esordio sulla 1098, stare costantemente con i primi non è impresa da poco. Il fatto è che i temponi staccati gli sono costati tre cadute, fra cui una da cui la sua 1098 è uscita completamente distrutta. Lasciando da parte il giramento delle parti basse dei meccanici, che hanno dovuto ricostruire da zero una moto, quello che deve aver mandato qualche brivido lungo la schiena ai ragazzi di Tardozzi è la paura che Haga sia tornato quel pilota sempre per terra che era qualche anno fa.

Nelle ultime stagioni, infatti, Nori è cambiato radicalmente. Certo, resta un pilota che si prende un po’ troppi rischi, capace di grandissime imprese così come di errori a dir poco marchiani, ma a parte qualche (notevole) eccezione, adesso cade con il contagocce. Inevitabile, quindi, che i tre scivoloni sudafricani abbiano fatto alzare più di un sopracciglio, pur con tutte le attenuanti che vanno concesse ad un pilota che deve ancora prendere appieno le misure alla moto.

CHI E’ SENZA PECCATO…
Anche in questo, però, Haga somiglia a Bayliss più di quanto non venga spontaneo pensare. Troy è stato immenso tanto come pilota quanto come personaggio, ma è fin troppo facile dimenticare che anche lui commetteva qualche errore di troppo.

Del 2002 tutti ricordano la sfida dell’ultima gara, a Imola, ma forse non tutti hanno presente che il mondiale, Bayliss, l’ha perso gettando al vento punti pesanti con una caduta ad Assen, quando navigava sereno in quinta posizione. E con il senno di poi, senza quella caduta in Gran Bretagna, come sarebbe finito il mondiale 2007?

Vogliamo poi parlare dello scivolone a titolo già in tasca di quest’anno, in cui è incappato per non lasciare la vittoria di manche proprio ad Haga?
Insomma, non far rimpiangere Bayliss è un’impresa in cui nessun pilota può riuscire. Per non farlo rimpiangere troppo, invece, forse è proprio Haga la scelta giusta. Di sicuro ci farà divertire.

Autore: Edoardo Licciardello

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