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pubblicato il 15 gennaio 2009

Ducati: Coppia esplosiva?

Stoner e Hayden più amici di Gianni e Pinotto. Davvero?

Ducati: Coppia esplosiva?
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Iniziamo con il chiarire una cosa. Due piloti che corrono nella stessa categoria difficilmente possono essere amici. Figuriamoci se militano nella stessa squadra: il compagno è il primo degli avversari, quello con la tua stessa moto, quello con cui vengono confrontati i tuoi risultati. A meno che non ci sia una situazione di chiara disparità, in cui c’è una prima guida e un comprimario, è difficile che il rapporto fra i due – al di là della facciata – possa essere più che di cordiale antipatia e rivalità.

D’AMORE E D’ACCORDO
Finora, invece, Stoner e Hayden cinguettano felici all’interno dello stesso box. Al Wroom, la presentazione Marlboro che si tiene in quel di Madonna di Campiglio, i due vanno d’amore e d’accordo, profondendosi in dichiarazioni di stima e simpatia reciproca. Ed è probabile che, almeno per ora, siano sincere. Perché Casey non è ancora salito in sella dopo l’operazione. Nessuno ha mai confrontato i tempi dei due. Non c’è ancora stato un ordine d’arrivo in cui uno dei due – entrambi campioni del mondo, entrambi in corrispondenza di una stagione storta di Rossi, entrambi con qualcosa da dimostrare – abbia preso paga dall’altro. E’ facile immaginarsi che già in Qatar i rapporti saranno almeno un pelo più tesi.

NICKY NON SOFFRIRA’
Se non altro, però, l’australiano e lo statunitense avranno un vantaggio rispetto ad altri compagni di squadra. Difficilmente vedremo Nicky soffrire come ha fatto nel team HRC, o assisteremo a lotte intestine per indirizzare lo sviluppo. Un po’ perché in Ducati probabilmente tendono a dare un po’ meno ascolto ai piloti e più agli ingegneri, rispetto ad altre situazioni, ma soprattutto perché i due hanno uno stile di guida piuttosto simile. Hayden è un po’ più spettacolare mentre Stoner un filo più pulito, ma per "violenza" nella guida si assomigliano non poco. E’ vero, non abbiamo mai visto l’australiano derapare come faceva l’americano, ma è anche vero che non abbiamo praticamente mai visto l’australiano guidare le MotoGP prima del massiccio avvento dell’elettronica. E che lo stesso Hayden, da quando la centralina si preoccupa anche di tenere le ruote della moto più in linea possibile, ha rivisto – o meglio, ha dovuto rivedere – molto la sua guida.

GUIDA AGGRESSIVA
Questo è uno degli elementi che ha reso Hayden e Kallio (ricordate? Ne abbiamo già parlato) estremamente appetibili per Ducati. La Desmosedici – e la sua elettronica, evidentemente – richiedono piloti dalla guida piuttosto spigolata per rendere al meglio, gente che proviene dal dirt-track (e guarda caso, tanto Casey che Nicky hanno mosso i primi passi proprio sulle piste di terra battuta), che frena forte, sta poco in curva, raddrizza e rispalanca.

PIU’ AVANTI VEDREMO
Non è poco. Certo, se e quando uno dei due dovesse iniziare a prendere regolarmente paga dall’altro, o entrambi si trovassero in lizza per il titolo, è facile immaginarsi temperature polari all’interno del box. Ma fino ad allora non avranno da litigare per imporre la propria volontà in merito allo sviluppo della moto. Se ci pensate, è frustrante trovarsi limitati, non potersi esprimere, perché il proprio team ha adeguato la moto alle richieste del vostro compagno di squadra. Quello che è peggio è che non importa nemmeno se sia successo veramente o sia solo paranoia: il pilota, per rendere al meglio, deve sentirsi dietro la spinta di tutta la squadra. Se i due saranno convinti di lavorare nella stessa direzione, difficilmente troveranno di che scannarsi.

SORRIDERA’ ANCORA?
Ora aspettiamo con ansia i prossimi test. Ci sono tutti i presupposti perché vada bene, ma il sottoscritto è comunque disposto a scommettere che il sorriso di Hayden sarà un filo meno luminoso...

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Autore: Edoardo Licciardello

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