Interviste

pubblicato il 13 gennaio 2009

La "lingua veneta" come plus alla sicurezza stradale

L'idea di Roberto Caon, Consigliere di Vigonza (PD)

La "lingua veneta" come plus alla sicurezza stradale
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Cinque automobili distrutte sotto gli occhi di tutti per far capire l'importanza della guida sicura. E' questo il senso dell'insolita campagna per la sicurezza stradale in atto a Vigonza, nel Padovano. L'idea è di Roberto Caon, Consigliere Comunale di Vigonza con Delega alla Sicurezza ed alla Identità Veneta, che abbiamo incontrato per saperne di più.

Come è nata l'idea di queste installazioni?
L'iniziativa è nata perchè, ogni fine settimana, si assiste ad una vera e propria "guerra persa". Nel 2007 circa 7.500 persone sono morte in incidenti stradali, soprattutto giovani. Stanchezza, stupefacenti ed abuso di alcol sono le principali cause. Questi tre fattori sono un cocktail micidiale, soprattutto nei week end, giornate in cui bisognerebbe divertirsi e non morire.
Un giorno ero in autostrada, incolonnato nel traffico, e dopo un po' di minuti sono passato vicino ad un incidente mortale. C'era un lenzuolo che copriva una persona. Macchine sfasciate e tutto quello che ne consegue da un incidente del genere. Da quel momento ho iniziato a riflettere su questi incidenti e mi sono convinto che le cose "viste in diretta" possono toccare la coscienza delle persone.
Con l'occasione della nomina a Consigliere della Lega Nord per il Comune di Vigonza ho pensato di fare qualcosa per cercare di migliorare la situazione. Non ho la bacchetta magica, ovviamente, ma credo che questi messaggi possano aiutare a creare una coscenza, come l'incidente a cui ho assistito ha aiutato me a guidare con più prudenza.

Ci spiega la scelta dei messaggi in dialetto veneto?
No, non dialetto, ma lingua Veneta, per cortesia...(sorride). La lingua è stata riconosciuta dalla Regione Veneto, ci sono fondi per corsi per tenere viva questa lingua. Non voglio entrare in polemica, ma ho cercato solamente di fare in modo che il messaggio fosse più forte. Sono riuscito a mettere assieme la mia delega alla sicurezza con quella per l'Identità Veneta e credo che questa campagna sia una risposta concreta a quello che l'amministrazione mi ha richiesto di fare. Secondo autorevoli studi, gli slogan in "dialetto" colpiscono molto di più l'immaginazione di una teoricamente più semplice ed efface scritta in italiano. Leggere un messaggio in lingua veneta richiede un piccolo sforzo e quindi un momento di attenzione, fondamentale per recepire il messaggio.

Come sono strutturate le installazioni e quante sono?
Le installazioni sono molto semplici. Sono cinque auto incidentate elevate da terra per mezzo di blocchi in cemento che sono posizionate in luoghi ad alta intensità di traffico e non creano disturbo alla guida. Gli striscioni sono da 6 metri per 1 metro e sono vincolati alle transenne che proteggono le vetture. Qualcuno ci ha sollevato critiche sul fatto che sono poco incidentate... ma in realtà conta molto poco: queste auto potrebbero aver investito un pedone o comunque aver creato una situazione potenzialmente mortale. Non dimentichiamo, poi, che i normali crash test per auto vengono effettuati a meno di 50 km/h...

Ci sono state critiche riguardanti i costi delle installazioni?
No, non ci sono particolari critiche riguardanti i costi. Rispetto al messaggio di sicurezza che abbiamo trasmesso i costi sono irrisori. Colgo l'occasione per ringraziare l'amministrazione comunale che ha aderito al progetto, il Presidente del Consiglio Comunale, Pietro Giovannoni, che ha messo a disposizione il finanziamento dal capitolo di spesa della sua presidenza, il Comando di Polizia Locale (nelle persone del Comandante Marco Ferrarella e vicecomandante Giulio Conte) e le Ditte che hanno collaborato per fornirci gratuitamente le autovetture incidentate e le relative installazioni.

Altre idee per il futuro?
La cosa non è "a spot" come può sembrare. Questo progetto fa parte di un pacchetto più ampio che parte dalle scuole e coinvolge alunni di materne, elementari e medie, per un totale di 300 scolari. Parallelamente organizziamo con il Motoclub Stop&Go di Vigonza delle serate incentrate sulla sicurezza stradale e per i motociclisti non ci sono solo parole, ma anche prove pratiche. Promuoviamo, inoltre, iniziative nei patronati locali, perchè crediamo che scendere sul campo sia l'unico modo per sensibilizzare e creare una cultura sulla sicurezza stradale.

Ci sono altri comuni interessati a questa iniziativa?
Ci farebbe piacere, ovviamente, se la nostra idea venisse replicata altrove. Se altri comuni vogliono seguirci, noi siamo disponibili a fornire tutto il know how per la realizzazione di campagne simili.

Autore: Emiliano Perucca

Tag: Interviste


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