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pubblicato il 9 gennaio 2009

Kawasaki MotoGP: marcia indietro con grattata

Melandri e Hopkins gioiscono, noi sentiamo puzza di presa in giro...

Kawasaki MotoGP: marcia indietro con grattata
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Sono passati solo tre giorni dal pezzo in cui, proprio "su questi schermi", insinuavamo che diversi ritiri eccellenti, con particolare riferimento a quello Kawasaki, trovassero nella crisi più una buona scusaper svignarsela all’inglese che non una reale motivazione. A meno che voi non troviate condotta sensata il costruire le moto, ingaggiare i piloti, fargli fare un primo test, lavorare allo sviluppo, firmare tanti contratti con relative penali e poi dire che no, costa troppo, noi non ce la facciamo.

CI PENSA ASPAR
Non siamo quindi molto stupiti dall’apprendere che, con la sola imposizione delle mani – passateci la battuta – Carmelo Ezpeleta abbia convinto i vertici della casa di Akashi a riconsiderare un ritiro che, peraltro, non avevano mai annunciato ufficialmente. Come? Semplice: riconsiderando la candidatura di Jorge "Aspar" Martinez, che fin dalla fine della scorsa stagione bussa alla porta di Kawasaki per farsi affidare una ZX-RR. A forza di bussare, pare ne abbia ricevute due, anzi, quattro, considerando i muletti. E dicono che insistere non serve…

MANI LEGATE
In realtà, rispetto alla prima ipotesi ventilata da Martinez, che prevedeva una struttura satellite con uno sponsor spagnolo e quindi un pilota di sua scelta, la soluzione definitiva vede le mani del manager iberico ben più legate, ma allo stesso tempo è caratterizzata da un profilo decisamente diverso. Già, perché invece di una squadra satellite, si tratterebbe dell’unico team – sia pure non ufficiale – schierato dalla casa di Akashi. Un po’ come avviene in SBK, per capirci.

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Con un gioco di prestigio tutto giapponese che fa pensare al "Sol Levante" di Crichtoniana memoria, la situazione si è improvvisamente sbloccata. E tutti ne escono contenti, ne siamo sicuri. Kawasaki perché fa sembrare che solo l’intercessione di un finanziatore gli abbia permesso di correre, non smentendo così la voce di ritiro che loro stessi per primi non avevano voluto smentire. Ezpeleta e la Dorna perché così mantengono un numero di moto sufficiente a far partire il campionato (e la presenza di tutte e quattro le case giapponesi). Martinez perché riesce finalmente a fare il salto di qualità e a passare alla classe regina con una struttura di primo piano.

RIDE KAWASAKI
Ma siamo sicuri che, dietro le quinte, dopo che tutti se ne sono andati sorridenti, siano i manager Kawasaki a ridere di più. Perché finalmente sono riusciti a disimpegnarsi ufficialmente dalla MotoGP: il team di Martinez sarà ufficialmente esterno e privato, più di quanto non possano mai essere stata anche la struttura gestita da Eckl. Le figuracce che potenzialmente potrebbero rimediare anche quest’anno non saranno più ufficialmente rappresentative del massimo impegno e sforzo Kawasaki. E magari saranno anche riusciti a contenere i costi, trovando uno sponsor da affiancare all’energy drink Monster e spillando qualche soldo a Dorna. Esattamente come, con ogni probabilità, avevano pianificato fin dall’inizio.

FUORI IL COMUNICATO
La lista di chi ride non termina però qui. Mettiamoci perlomeno anche la stampa anglofona, che sull’ipotesi Martinez non ha mai smesso di credere. E già che ci siamo, vale la pena di ricordare anche l’unica persona che presumibilmente, se non piange, sicuramente stanotte non spegnerà la luce con grande serenità prima di dormire. Ovvero Michel Bartholemy, del cui futuro non sappiamo ancora niente. Attendiamo con ansia il comunicato stampa…

Autore: Edoardo Licciardello

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