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pubblicato il 2 gennaio 2009

Gibernau al rientro dopo due anni

Bufala mediatico-finanziaria o passione vera?

Gibernau al rientro dopo due anni
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E’ inutile girarci attorno: quando sono iniziate a girare le prime voci serie relative al rientro di Gibernau, in molti fra gli addetti ai lavori hanno storto il naso: un pilota fermo da due anni, che nella sua carriera si è…tolto dal comprimariato non si sa ancora bene come, per poi piombare in uno di quei baratri psicologici da cui quasi nessuno si è mai risollevato. Un pilota a cui, diciamocelo, già a fine 2006 non in molti avrebbero offerto una moto per correre in MotoGP.

E’ UN AFFARE
Insomma, l’impressione è stata che, in una Top Class sempre più in cerca di altri personaggi che possano far parlare gli appassionati anche a motori spenti, l’affare Gibernau fosse poco più che una mossa per spillare un po’ di quattrini a qualche sponsor…con il beneplacito di una Ducati alla disperata ricerca di piloti in grado di arrivare al traguardo nei primi cinque da affiancare al purosangue Stoner.
Che presupposti e potenzialità abbia il team Onde2000 lo copriremo solo dopo i prossimi test, per non dire alle prime gare, ma è interessante capire quali siano i motivi e le possibilità di Gibernau. Questo, forse, lo possiamo provare ad indovinare già ora.

SETE SI’, MA NON DI SOLDI
Sgombriamo intanto la piazza da un dubbio che qualcuno potrebbe avere: Manuel "Sete" Gibernau non ha sicuramente bisogno di soldi, essendo uno degli eredi di una delle famiglie più ricche di Spagna. Se il nipotino di Don Francisco Bultò (il fondatore della casa motociclistica Bultaco) ha deciso di tornare alle corse è per soddisfazione personale. Divertimento, rivincita, voglia di vincere – mettetela come volete, avete capito. Vuole correre, non guadagnare soldi.
A differenza di altri piloti che si sono ritirati, Sete sembra non essere invecchiato di un giorno. Quando si è ripresentato nei box è apparso tonico e "tirato" come un pilota in attività, tanto da far alzare più di un sopracciglio quando ha dichiarato che non saliva in moto da due anni. Quali ripercussioni possa avere avuto sulla sua psiche il fallimento del matrimonio con Ester Canadas non sappiamo (né ci interessa) dirlo, ma l’impressione è che Sete, dal punto di vista personale e psicologico, sia in ottima forma. Il viso tormentato che aveva a fine 2006 non c’è più, ora ha di nuovo la faccia dei giorni migliori. Quella con l’occhio vispo e il mezzo sorriso di quando era convinto dei propri mezzi. Insomma, quella di prima che Rossi e l’incredibile serie di sfortune in Ducati lo piegassero, spingendolo a ritirarsi.

HA GIRATO BENE
In sella alla Ducati Desmosedici, moto notoriamente temperamentosa e mal disposta ad accettare stili di guida diversi da quello per cui è stata sviluppata, ha fatto subito vedere tempi interessanti. Quel genere di cronologici che non fanno gridare al miracolo (o alla bufala) ma, se uno ha un po’ d’esperienza di gare, riflettono invece un metodo di lavoro costruttivo e intelligente. Una partenza che riflette i due anni di inattività di un pilota di alto livello, e poi una crescita lenta ma costante. Sono disposto a sbilanciarmi in una previsione: nei test invernali Sete resterà ad una certa distanza dai primi della classe. Quando però verrà il momento di correre gli scatterà una molla e lo rivedremo vicino, molto vicino, ai primi della classe.

INCOGNITA
Certo, l’incognita Desmosedici rimane. Gibernau ha corso – andando anche molto bene, a prescindere dai risultati – con la 990, che probabilmente era un po’ più tollerante rispetto alla versione da 800cc relativamente allo stile di guida necessario per andare forte. Ma la cosa potrebbe non costituire un problema: forse non tutti lo sanno, ma prima di diventare uno dei piloti di riferimento per la Honda, Sete ha maturato una notevole esperienza nel dirt-track, tanto da diventare uno degli insegnanti della scuola di pilotaggio che Kenny Roberts gestiva a Barcellona. Scuola di pilotaggio che, nella migliore tradizione del tre volte campione del mondo californiano, era incentrata sul perfezionamento della guida in derapata

QUALCHE PODIO?
Tutto questo per dire che Gibernau potrebbe avere le carte più in regola di quanto non sembri per portare un’altra Ducati nelle posizioni che contano. Intendiamoci: difficili che possa lottare con un minimo di continuità per la vittoria, ma qualche bella gara e diverse "comparsate" sul podio potrebbero essere tutt’altro che fuori portata. Ora non resta che sperare che l’operazione Onde2000, guidata da parte della famiglia Nieto, non venga travolta dalla crisi economica che inizia a seminare il terrore fra i team del motomondiale…ma di questo, magari, ne parleremo più avanti.

Autore: Edoardo Licciardello

Tag: Sport


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