Sport

pubblicato il 29 dicembre 2008

Monogomma: che fine fa lo sviluppo?

Il regolamento cambia e lo sviluppo...resta?

Monogomma: che fine fa lo sviluppo?
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Eh già, se vi ricordate bene, una delle motivazioni addotte dalla Dorna per il passaggio al monogomma è stata proprio legata al fatto che, con la sfida fra due gommisti, si stava arrivando a gomme dalle prestazioni stratosferiche, che consentivano velocità a centro curva tali da rendere insufficienti le vie di fuga.
A prescindere dal fatto che si chiama "progresso", e che è il motivo per cui le gomme scolpite uso pista che abbiamo oggi sarebbero state in grado di far vincere un mondiale ad un pilota della 500 degli anni ’80…il sottoscritto ha come l’impressione che le vere cadute si verifichino ormai solo in frenata e (raramente) in uscita di curva, ma facciamo finta di crederci. Il punto è: cosa cambierà davvero nel mondiale MotoGP con un fornitore unico? Vediamo…

PIU’ CHIAREZZA
Intanto, via le gomme da qualifica. Che non piacevano a nessuno, diciamocelo: non facevano che incasinare la messa a punto dell’assetto e non servivano a nulla se non ad aumentare l’effetto lotteria delle qualifiche. Ora che manca lo scontro fra i gommisti, nessuno ha più interesse a produrre e usare le gomme extrasoft, quindi le qualifiche dovrebbero dare responsi più chiari in merito ai valori in campo.
Inoltre, stando a quanto detto da Bridgestone, spariranno le varie "famiglie" di sviluppo che quest’anno rendevano difficile capire chi avesse cosa, fino a quando chi aveva continuato a seguire una propria strada non si è arreso, adeguandosi alla filosofia della moto vincente. Le Bridgestone, infatti, non erano affatto tutte uguali, almeno all’inizio dell’anno. C’erano almeno tre linee di prodotto: quella usato da Ducati e Yamaha, quella di Honda e Suzuki, e quella utilizzata da Kawasaki. Piano piano, per ragioni facilmente intuibili, tutti (tranne Kawasaki) si sono spostati verso la soluzione usata da Ducati e Yamaha. Si sono viste moto sempre più cariche verso il retrotreno, con forcelloni sempre più corti (o motori posizionati sempre più avanti, per chi ha potuto modificare il telaio in tempo utile) per sfruttare al meglio le gomme vincenti.

OMOLOGAZIONE TECNICA
La cosa, inutile dirlo, fa si che tutti, per poter sfruttare i pneumatici messigli a disposizione da Bridgestone, dovranno seguire una direzione abbastanza univoca. Moto un po’ simili alla Ducati Desmosedici: poco carico sull’avantreno, molto sul retrotreno. Non so se la cosa significherà che vedremo sparire i motori che non sono V4 come era successo a suo tempo nella 500 (potrebbe non avere più senso fare dei quattro in linea per poi posizionarli indietro nel telaio…) o se la "biodiversità" della MotoGP verrà mantenuta, ma una cosa è sicura: il monogomma non favorisce certo alzate d’ingegno di un costruttore singolo, che deve comunque mettere a terra la potenza attraverso la stessa gomma a disposizione dei suoi rivali. Guardate in Superbike: Pirelli, che pure ha fatto i miracoli per seguire le indicazioni di tutti, ha realizzato un ottimo prodotto, che però, molto spesso, finiva sulle tele quando montato sulla Yamaha R1. Soluzione? Le sospensioni elettroniche. Ora, in MotoGP, non essendoci i vincoli legati alla produzione di serie, si fa un telaio nuovo e si fa prima, ma il fatto che tutti vadano nella stessa direzione non è esattamente una prospettiva auspicabile in un campionato per prototipi. Nel migliore dei casi porta all’appiattimento tecnico già visto con la 500.

SPETTACOLO
La soluzione monogomma dovrebbe far fare un passo avanti allo spettacolo. E’ vero, senza i vantaggi di cui godono alcuni piloti, si elimina una variabile potenzialmente in grado di far volare qualcuno e tarpare le ali ad un altro. A patto, naturalmente, che avvenga quella omologazione tecnica di cui sopra, perché se uno taglia il traguardo e le gomme sono ancora perfette e un altro, con le stesse gomme, le finisce dopo cinque giri, è ovvio che invece che livellare il monogomma destabilizza, ma questo è un altro discorso. Nessuno corre per perdere, quindi è molto probabile che tutti si adatteranno alle gomme e lo spettacolo ne beneficerà. Diciamo che, se non avete ancora scritto la letterina per Babbo Natale, potete sempre chiedere qualcosa alla Befana per questo 2009, almeno come nota a margine. Buon anno…

Autore: Edoardo Licciardello

Tag: Sport


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