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pubblicato il 23 dicembre 2008

Ben Spies: sorpresa o conferma?

Il nuovo acquisto Yamaha fa sensazione ai test di Kyalami

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Un appassionato, per così dire, "casuale", potrebbe pensare che Yamaha sia rimasta in braghe di tela con la…migrazione verso altri lidi di entrambi i suoi piloti ufficiali avvenuta a fine stagione 2008. E sicuramente torto non avrebbe, visto che due piloti del calibro di Haga e Corser, per motivi diversi, non si sostituiscono in un attimo. Anche perché, con una moto tutta nuova e tanto rivoluzionaria come la R1 2009 da sviluppare, il lavoro da fare non è certo adatto a dei novellini.

UN TEAM PIU’ UFFICIALE CHE MAI…
Proprio per questo motivo la struttura che fa capo a Massimo "Maio" Meregalli è stata sensibilmente potenziata, con l’arrivo di diversi tecnici giapponesi che dimostrano inequivocabilmente l’impegno della casa madre. La sensazione è che, dopo aver perso per l’ennesima volta il mondiale, il 2008 come al solito per un soffio, stavolta vogliano proprio portare a casa l’unico iride che manca nella loro collezione. Già, perché Yamaha, pur essendoci andata vicinissima in diverse occasioni, prima con Fabrizio Pirovano e poi con Noriyuki Haga, è rimasta l’unica casa fra le partecipanti storiche del mondiale a non aver mai conquistato il titolo mondiale. Ed è molto facile immaginare come, ad Iwata, la cosa bruci moltissimo.

…ED UN PILOTA CHE ESORDIENTE PROPRIO NON E’
L’ingaggio di Ben Spies può essere sembrato a molti poco più che un ripiego. E’ vero, lo statunitense, dopo che Suzuki non ha confermato le voci che la volevano intenzionata a portarlo alla MotoGP per il 2009, non aveva sul tavolo proposte di primo piano, ma il suo valore è molto alto. A parte quello che potreste aver visto nelle tre gare disputate in MotoGP quest’anno, vale la pena di dare un’occhiata al suo background nelle gare riservate alle derivate di serie. Ben è quasi uno sconosciuto in Europa, ma negli USA ha già vinto tanto da fare invidia a piloti che corrono da quando lui non era ancora nato.

Spies, che per darvi un’idea è del 1984, corre da professionista fin dal 2000, dove ha corso con la Suzuki – in diversi team – con "un discreto" successo. Nel 2003, anno dal quale corre per il team ufficiale Yoshimura Suzuki, porta a casa il titolo della Formula Xtreme. Nel 2004 passa alla Supersport, andando a podio un paio di volte, per poi correre nella massima categoria dall’anno successivo.

Nel 2006 inizia a vincere e non si ferma più: inizia battendo il compagno di squadra Mladin, da poco diventato…il pilota di maggior successo nell’AMA Superbike. L’anno successivo si ripete, seppure solo di un punto, mentre porta a casa anche il titolo AMA della Supersport. Nel 2008 Spies fa tripletta, diventando il quarto pilota di tutti i tempi a conquistare tre titoli AMA consecutivi e andando a far compagnia a Reg Pridmore, Fred Merkel e Mat Mladin.
Quest’anno ha corso tre gare nella MotoGP: ha sostituito l’infortunato Capirossi a Donington, chiudendo quattordicesimo, e poi nelle due prove americane di Laguna Seca (ottavo) e Indianapolis (sesto, davanti ad entrambi i compagni di marca). Qualche voce sostiene che il mancato passaggio di Spies alla MotoGP sia, almeno in parte, dovuto al suo rifiuto di correre anche un secondo GP europeo (non è chiaro se al Sachsenring o ad Assen), sempre in sostituzione di Capirossi, anche se né in Suzuki né al team Rizla nessuno ha mai confermato o smentito.

IL FUTURO?
Difficile da predire. Indubbiamente, Ben ha fatto tre ottime gare nelle sue uscite in MotoGP e…si è presentato col botto a Portimao, dove ha girato a soli tre decimi dal più veloce della sessione Byrne e ha replicato a Kyalami, dove usando coperture da qualifica si è permesso di girare a soli due decimi da Fabrizio mettendosi dietro nientemeno che quel Noriyuki Haga che, fino all’anno prima, era il pilota titolare della sua Yamaha.

Meglio però frenare gli entusiasmi: i test invernali, come si suol dire, non assegnano punti mondiali e la Yamaha R1 non ha mai sofferto in velocità pura, quanto invece per consumo degli pneumatici e quindi tenuta sulla distanza di gara. Il nuovo motore a scoppi irregolari dovrebbe aver risolto questo problema, ma è allo stesso tempo tutto da sviluppare. Se siete tifosi della marca dei tre diapason potete stare tranquilli: fra lui e Sykes (di cui parleremo prossimamente) ci sarà da divertirsi, ma meglio evitare aspettative troppo elevate. Una cosa è sicura: quale che sia il piazzamento finale, la Superbike ha trovato un altro protagonista, garantito…

Autore: Edoardo Licciardello

Tag: Sport


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