dalla Home

Test

pubblicato il 14 dicembre 2018

BMW R 1250 GS Adventure - TEST

La più avventurosa delle maxi-enduro bavaresi trova il nuovo Shiftcam da 1.254 cc. Ecco come va, in strada e fuori.

freccia per aprire fotogalleryfreccia per aprire fotogallery
  • BMW R 1250 GS Adventure - TEST - anteprima 1
  • BMW R 1250 GS Adventure - TEST - anteprima 2
  • BMW R 1250 GS Adventure - TEST - anteprima 3
  • BMW R 1250 GS Adventure - TEST - anteprima 4
  • BMW R 1250 GS Adventure - TEST - anteprima 5
  • BMW R 1250 GS Adventure - TEST - anteprima 6

E’ stata svelata ad Eicma per la prima volta la BMW R 1250 GS Adventure, l’ammiraglia esploratrice della gamma Gelande-Strasse del marchio tedesco, e ieri tra Toscana e Liguria, abbiamo avuto modo di “toccarla con mano”. Una prova stradale, in cui ci siamo concessi un piccolo “strappo alla regola”, portando le ruote della boxerona anche in off-road.

Com’è fatta

Le linee da best-seller rimangono invariate o quasi rispetto al R 1200 GS Adventure 2018. La capienza del serbatoio è maggiorata, con 30 litri, mentre si trovano dettagli inediti come i convogliatori che nascondono i radiatori del raffreddamento a liquido e il paramotore dal nuovo design. Il becco guadagna nuove bocche di aspirazione, un plexiglass dalla maggiore protezione, il faro LED dal nuovo disegno, ora di serie e il manubrio guadagna un portaoggetti ridisegnato. La sella è regolabile in 3 posizioni: 820, 890 e 910 mm. La ciclistica rimane invariata, con telaio identico alla versione precedente e reparto sospensioni che può essere equipaggiato dal pacchetto Dynamic ESA Next Generation. La tecnologia si ritrova anche nel quadro strumenti, che ora offre il TFT a colori da 6.5” di serie, con connettività allo smartphone che permette l’ascolto di musica e la gestione delle chiamate, e con l’app BMW Connected si può accedere alla navigazione a pittogrammi. La dotazione elettronica prevede anche riding mode Road e Rain, ASC e Hill Start Control. Sono opzionali le mappe Pro, che aggiungono Enduro ed Enduro Pro, ABS e controllo di trazione Pro, cioè sorvegliati dalla piattaforma inerziale. Ma la vera novità è il bicilindrico boxer della nuova R 1250 GS Adventure, lo ShiftCam: il primo a fasatura variabile. Oltre che nella cilindrata, che passa da 1.171 a 1.254 cc, il nuovo motore ci guadagna anche in potenza, con 136 CV sulla ruota posteriore, al posto dei vecchi 125, sempre disponibili a 7.750 giri. Anche la coppia aumenta, e soprattutto arriva prima: 143 Nm disponibili a 6.250 giri/minuto. Una soluzione possibile grazie al lavoro dei tecnici BMW che hanno elaborato l’azionamento della fasatura variabile sul lato aspirazione. In sostanza, l'albero a camme di aspirazione si sposta meccanicamente in senso trasversale, facendo lavorare la camma più aggressiva o quella più gentile a seconda del regime e del grado di rotazione della manopola del gas. per favorire la dolcezza ai bassi regimi e la potenza pura agli alti. Una spiegazione teorica che non può descrivere al meglio le sensazioni di guida che la nuova Adventure offre sin dalle prime curve.

Come va (in strada)

A prima vista, guardando i dettagli tecnici della nuova BMW R1250GS Adventure si rimane leggermente intimoriti per via della grossa potenza di questo motore, della coppia aumentata del 14% e del peso di 268 kg. In realtà una volta che si sale in sella e si prende il via la moto risulta davvero molto maneggevole e la prima cosa che salta all’occhio è l’incredibile ampiezza dell’angolo di sterzo. Infatti dalle prime manovre ci si rende conto di come si riesca a far girare il grosso bicilindrico da 1,2 litri in pochissimo spazio. Le condizioni climatiche avverse ci hanno fatto percorrere strade asfaltate estremamente insidiose e scivolose ma proprio in queste condizioni la BMW ha dimostrato quanto sofisticata sia l’elettronica che monta con la modalità Rain che ci permette di entrare anche nei tornanti più viscidi in sicurezza e facendoci piegare la moto senza l’ansia di perdere trazione. Complice dell’incredibile trazione non è solo il traction control ma è il nuovissimo sistema Shiftcam che, migliorando la combustione di benzina ai bassi regimi, regala una coppia incredibile anche a bassissimi regimi e di conseguenza c'è la possibilità di tenere una marcia in più per avere un’erogazione estremamente dolce e docile. Oltre a migliorare la trazione anche il comfort ha subito un’evoluzione grazie al sistema shift cam perché possiamo utilizzare molto meno il cambio ed anche nelle curve più strette magari tenere la 5a marcia. Abbiamo provato a scendere sotto i 2.000 giri tenendo la 5a, rallentare fino ai 35km/h circa per poi accelerare in uscita di curva: difficile da credere, ma la moto ha preso coppia e giri senza bisogno neanche di sfiorare la frizione. Sempre parlando di comfort, la versione Exclusive vince sulla HP in quanto la prima monta una sella più alta e quindi con uno spessore di spugna maggiore e il cupolino maggiorato dona miglior riparo, soprattutto in caso di pioggia. Degno di nota l’impianto frenante che si rivela ben tarato, con un’eccellente modulabilità soprattutto sull’anteriore, dove riusciamo davvero a regolare con precisione la frenata. L’ABS funziona su entrambi i freni in modo egregio e non da mai fastidio, ma soprattutto non rischia mai di allungarci troppo la frenata. Le sospensioni sono sostenute e questo garantisce una buona stabilità, soprattuto in entrata ed in uscita di curva, dove la moto tiene perfettamente le traiettorie. Per quanto riguarda invece la guida in autostrada e su strade molto aperte ci troviamo a confermare che la R 1250 GS Adventure rimane ancora la regina indiscussa per il Touring: è di una comodità senza eguali e anche quando il contakilometri segna 130, sembra di viaggiare su numeri da limite di velocità extraurbano.

Come va ( in fuoristrada)

Passiamo però al vero pezzo forte della prova: abbiamo portato la R 1250 GS Adventure anche in off-road, nonostante le gomme stradali. Un test nel test, necessario a capire realmente il potenziale ma anche i difetti di questa moto. Impressionante è la maneggevolezza e la trazione, grazie alla modalità Enduro Pro, optional da acquistare a parte. In questa modalità la moto, e soprattutto le sospensioni con il sistema Dynamic Esa, si tarano automaticamente basandosi sul peso caricato sulla moto e si irrigidiscono per percorsi più sconnessi. L’impostazione delle sospensioni lavora in simbiosi con l’erogazione del motore, quindi Enduro Pro diventa un algoritmo che fa lavorare tutto insieme: nonostante le gomme stradali la moto è risultata molto stabile. La sensazione di guida in fuoristrada lascia davvero perplessi: perché per assurdo la R 1250 GS Adventureè così facile da guidare su sterrati che anche un principiante con poca esperienza si troverebbe bene, e addirittura meglio di altre moto di cilindrate e pesi più bassi. E a proposito di pesi, il motore boxer tiene ovviamente il baricentro della moto molto in basso quindi anche quando guidiamo in piedi sulle pedane riusciamo ad affrontare facilmente i cambi di direzione ed anche evitare ostacoli visto l’ottima reattività di tutto il mezzo. Se dobbiamo proprio trovare un difetto è la difficoltà di fare manovra da fermi in caso magari sbagliamo strada. Nonostante la moto abbia un’incredibile angolo di sterzo infatti, il peso da fermi si fa sentire in fuoristrada, dove magari ci troviamo a dover far manovra su uno sterrato sconnesso ed in queste situazioni è bene scendere dalla moto per fare manovra. A parte questo dettaglio la BMW R 1250 GSAdventure dimostra di essere migliorata soprattutto a livello di maneggevolezza, grazie alla combinazione del nuovo sistema ShiftCam e grazie all’intero comparto elettronico di mappature centralina e al sistema Dynamic Esa.

Quanto costa

La BMW R 1250 GS Adventure parte da 19.650 euro nella versione “base” in Iron Grey, ma è disponibile anche nelle versioni Exclusive e HP. Per la Exclusive servono 500 euro in più, mentre per la HP si sale a 550 euro, con prezzi finali chiavi in mano rispettivamente di 20.150 e 20.200 euro.

Autore: Manuel Lucchese

Tag: Test , enduro , test , test-ride


Top