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pubblicato il 23 novembre 2018

Husqvarna Vitpilen 401 | Perché comprarla... E perché no

Piccola naked senza fronzoli, la monocilindrica svedese ha segnato il ritorno di Husqvarna nel mercato delle stradali

La Vitpilen 401 di Husqvarna nasce su una base tecnica efficace e collaudata, mentre per le sue forme personali prende ispirazione dallo stile minimal svedese. 

Pregi e difetti

La Vitpilen, che insieme alla sorella Svartpilen segna il ritorno di Husqvarna tra le stradali, si lascia apprezzare sin dal primo sguardo per i suoi volumi asciutti e le sovrastrutture davvero ridotte. Esempio limpido ne è il serbatoio raccordato in un unico pezzo ai fianchetti che aiuta a definire in modo univoco il design della nostra protagonista, ulteriormente rafforzato dalla sella stretta e sottile. All’anteriore i semimanubri ed il faro LED tondo a due parabole con luci DRL sulla circonferenza ne accentuano l’anima da modern  Cafè Racer, mentre i cerchi a raggi color bronzo faranno la gioia dei motociclisti più nostalgici. Se il bel telaio in traliccio probabilmente non attirerà la nostra attenzione al primo colpo d’occhio per la sua colorazione nera, lo faranno invece i carter motore, dello stesso colore dei cerchi, completando verso il basso le forme. Il posteriore piuttosto snello, impreziosito dal sottile faro rosso a LED e dal terminale con finiture in alluminio satinato, è caratterizzato dal lungo forcellone che distacca in modo netto la ruota motrice dai volumi mediani, incrementando ulteriormente il dinamismo dell’insieme. Molto completa la strumentazione anche se poco leggibile, soprattutto quando si alza il ritmo.

Il cuore pulsante di 373cc quattro valvole raffreddato a liquido è lo stesso convincente propulsore della KTM 390 Duke. Si lascia apprezzare per la sua voglia di scalare il contagiri superati i 5/6.000 giri. Una attitudine che farà la gioia anche dei piloti più sportivi considerando soprattutto le sue buone caratteristiche di allungo che nelle fasi più concitate lo portano spesso ai 10.500 giri di limitatore, 1.500 oltre il regime di potenza massima. Una risposta decisa ma mai brusca coadiuvata evidentemente anche dall’ottima taratura dell’acceleratore con comando ride by wire. Un buon feeling alle rotazioni della manetta destra che trova ulteriore riscontro nella guida più disimpegnata, dove sarà possibile riprendere dai già dai 2.500 giri senza rifiuti, coccolati, per così dire, dalle tipiche vibrazioni di bassa frequenza dei monocilindrici, pronte a scomparire appena 1.000 giri più in alto.

Nella guida tra le curve i bassi semimanubri aiutano a percepire sempre in modo piuttosto diretto le reazioni dell’avantreno, quasi stringessimo tra le mani il mozzo della ruota anteriore. Una positività ulteriormente amplificata dai Metzeler M5 che si confermano eccellenti per maneggevolezza e grip in appoggio. La forcella USD griffata WP con steli da 43mm dimostra una buona progressività, aiutando a digerire le piccole sconnessioni dell’asfalto in virtù di una prima fase di corsa più libera. Il mono ha una risposta più lineare, risultando meno propenso a copiare le ammaccature più evidenti del fondo stradale ma assicurando comunque un livello di stabilità a centro curva rassicurante, oltre ad una motricità in uscita sempre soddisfacente. Curve strette o larghe non c’è differenza, l’impegno fisico richiesto al pilota risulta sempre esiguo rispetto alle prestazioni garantite. Merito evidentemente anche del peso contenuto in 148 kg e di un interasse di soli 1.357mm. La frenata convince per morbidezza all’attacco, modulabilità e potenza. I più sofisticati potrebbero lamentare una risposta leggermente gommosa alla leva, ma parliamo di questioni realmente marginali. La sua anima sportiva trova un limite nella guida in città. Maneggevolezza e peso (ridotto) rimangono al top, ma la posizione di guida caricata sui polsi ed il set-up sostenuto delle sospensioni ne offuscheranno leggermente il piacere di guida. Fortunatamente il monocilindrico scalda davvero poco, anche dopo diverse soste al semaforo. Notizie poco positive per il passeggero, che dispone di una porzione di sella piuttosto esigua e non può contare nemmeno sul conforto dei maniglioni.

Quanto costa

Stile personale e scheda tecnica completa fanno lievitare il listino di questa Vitpilen 401. Per metterla nel box occorre staccare un assegno di 6.550 euro franco concessionario. Il bianco è l’unico colore disponibile.

Autore: Duccio Rasoini

Tag: Test , naked , test


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